Minaccia droni in Mar Rosso: “Difendiamo le navi con le artiglierie Oto Melara”
L’ammiraglio De Carolis ospite dell’evento di Limes: “A breve il Trieste entrerà nella fotta e si passerà all’addestramento dell’equipaggio”.
“Abbiamo lanciato missili veri, con esplosivo nella testa, per abbattere droni e bersagli aerei non identificati. Ovunque sia possibile preferiamo abbatterli con il cannone, con costi significativamente più bassi. Si sono dimostrate giuste le scelte della Marina nel continuare a investire nello sviluppo delle artiglierie. Abbiamo un campione mondiale in Italia che è Oto Melara, che fa parte del gruppo Leonardo, e i loro cannoni sono su molte marine mondiali”. Lo ha detto l’ammiraglio Aurelio De Carolis, comandante in capo della squadra navale, intervenendo alla quinta giornata del mare organizzata dalla rivista Limes, il cui tema era “Tutti i mari portano a Roma”.
Parlando dell’impegno delle unità della Marina Militare nello scenario internazionale, De Carolis si è soffermato sull’area calda del Mar Rosso che ha visto le navi italiane costrette a utilizzare i sistemi d’arma per difendere sé stesse e le navi mercantili a cui facevano la scorta. “Le nostre protezioni sono efficaci, le navi scortate non hanno mai avuto problemi – ha detto l’alto ufficiale -. Le società armatoriali fanno le loro scelte: chi ha deciso di affrontare i rischi e chi ha preferito cambiare rotta. Da parte nostra la scorta viene fatta a distanza ravvicinata. Una volta acquisito un bersaglio aereo, quando è alla distanza giusta lo si abbatte. Sta al comandante della nave scegliere se farlo a maggiore distanza, con un missile, o a minore distanza con il cannone”.
In questi giorni è il Caio Duilio, nave di bandiera della prima divisione navale di stanza alla Spezia, a prendere il posto dell’Andrea Doria nel pattugliamento dell’area calda del Mar Rosso. “Sono decenni che la Marina e l’industria nazionale lavorano assieme, penso a Fincantieri, Leonardo e tante altre aziende del cluster difesa – ha aggiunto De Carolis -. Siamo la Marina che ha fatto più missioni di protezione nel Mar Rosso”.
Entro fine mese, in concomitanza con l’inizio dell’anno accademico dell’Accademia di Livorno, il Trieste sarà infine consegnato alla Marina Militare dopo anni di lavoro al Muggiano per l’allestimento e le prove in mare. “Sarà la nave più grande mai costruita in Italia, anche più grande del Cavour – ha detto De Carolis -. Non è una portaerei, ma una nave di assalto anfibio. Può imbarcare una componente aerea ma inferiore a quella del Cavour, perché ha un bacino allagabile al suo interno per far entrare i mezzi da sbarco. A breve il Trieste entrerà nella fotta e si passerà all’addestramento dell’equipaggio. Prende il posto della nave Garibaldi, con un concetto progettuale molto innovativo”.






