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Due milioni di uova e oltre una tonnellata di trote per il ripopolamento delle acque interne spezzine

Oltre una tonnellata di trote adulte e 2 milioni di uova per ripopolare le acque pubbliche interne della provincia spezzina. La fornitura è stata affidata con decreto odierno dal Settore amm. generale della Regione, facendo seguito a relativa richiesta del Settore Politiche della natura e delle aree interne, protette e marine, Parchi e biodiversità. Impegnati a questi fini circa 66mila euro; fornitura affidata a un allevamento del Pistoiese che, si spiega nell’atto, risulta essere l’unico operatore economico in grado di fornire il ceppo autoctono richiesto: si tratta di trote fario (salmo trutta) adulte di ceppo mediterraneo, originarie del Fiume Vara. Come detto, oltre una tonnellata di esemplari (di lunghezza superiore ai 22 cm), precisamente 1.100 kg, più 2 miloni uova; ma “dato atto che l’attività di allevamento è strettamente connessa a diversi fattori non prevedibili – si legge nel decreto – quali temperatura ambientale, temperatura dell’acqua, scarsità o abbondanza di precipitazioni e loro tipologia che influenzano il periodo di riproduzione della trota fario e possono determinare ritardi o anticipazioni, la fornitura di 2.000.000 di uova di trota fario di ceppo autoctono del Fiume Vara potrà essere convertita a richiesta di una delle parti in 1.500.000 uova e 15.000 trotelle”.

“Sulla base di quanto stabilito dalla Carta ittica regionale la Regione è tenuta ad effettuare ripopolamenti di novellame di trota fario autoctona pertanto si rende necessario procedere all’acquisto di 2.000.000 di uova embrionate”, spiega negli atti il Settore Politiche della natura, ritenendo altresì “necessario acquistare materiale ‘pronta pesca’, per incentivare l’attività pescasportiva e tutelare la fauna ittica accresciuta nei torrenti, notoriamente più diffidente nei confronti dell’uomo rispetto a quella allevata”. Osservando poi che “il territorio della provincia della Spezia costituisce l’unico vasto areale della Regione Liguria dove in passato non siano stati effettuati ripopolamenti e immissioni di trota fario di ceppo atlantico (alloctona e potenzialmente ibridabile con le autoctone) e pertanto, sulla base di quanto stabilito dalla Carta ittica regionale, la Regione è tenuta a proseguire questo modalità ‘virtuosa’ di gestione alieutica al fine di preservare da possibili inquinamenti genetici i luoghi ove nel secolo scorso furono individuati gli ultimi riproduttori di trota fario autoctona”.