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“Ci chiediamo se il Festival vada cambiato: la risposta sono il pubblico e i biglietti esauriti in venti secondi”

“E’ sempre un’emozione dare il via a questa manifestazione così importante per la nostra città. Ci accingiamo a vivere giorni davvero intensi, con l’orgoglio di ospitare a Sarzana relatori bravissimi. Giorni per ascoltare, per riflettere, per confrontarci, per andare un po’ più in profondità”. Così Cristina Ponzanelli, sindaca di Sarzana, ha aperto nella tensostruttura di Piazza Matteotti la XXI edizione del Festival della Mente (31 agosto-1° settembre), che mette al centro il tema dell gratitudine. “Sono sicura che ce ne andremo da questi tre giorni di festival veramente arricchiti. Del resto è questa la magia di Sarzana e del festival: si partecipa a questi giorni, si va via portando a casa qualcosa e non si vede l’ora di tornare l’anno dopo”, ha detto ancora la prima cittadina, sottolineando altresì che “la cultura è uno straordinario strumento di crescita e sviluppo per i nostri territori”. Parola quindi ad Andrea Corradino, presidente di Fondazione Carispezia, che ha ideato la manifestazione e che la promuove assieme all’ente comunale. “Il Festival della Mente credo si possa a buon diritto inserire in quello che è l’importante panorama culturale nazionale ed è altresì diventato un appuntamento di caratura nazionale, come dimostrano anche gli ospiti di questa edizione – ha osservato Corradino -. Il Festival in questi oltre vent’anni ha avuto la capacità di mantenere un’identità importante, ma anche quella di innovarsi e di abbracciare moltissimi aspetti della cultura e della scienza. Il Festival ci arricchisce culturalmente, produce in ciascuno di noi qualcosa di positivo, come anche ha saputo produrre ulteriori iniziative – tutto gli appuntamenti extrafestival -, e dà impulso economico alla città di Sarzana. Ogni anno in Fondazione, e con il Comune, ci poniamo il tema che un appuntamento che va avanti da oltre vent’anni abbia la necessità a volte di essere cambiato. La risposta al nostro interrogativo arriva dalla presenza di pubblico oppure dai venti secondi tra l’apertura della vendita di alcuni biglietti e il tutto esaurito: questa è la risposta che abbiamo ogni anno. Quindi certamente ci aggiorniamo sugli argomenti, ma la formula del Festival è una formula vincente”.

“Ventun’anni di un percorso straordinario”, ha sottolineato l’assessore Giacomo Giampedrone, intervenuto in rappresentanza dell’ente regionale, che patrocina la manifestazione. “Regione ha sempre voluto sostenere con grande forza il Festival, ogni edizione del quale ha avuto caratteristiche particolari e ci ha arricchito – ha detto l’assessore regionale -. Grazie a chi ci ha creduto in tutti questi anni e alle istituzioni, che penso abbiano fatto sempre il loro dovere: esserci, un passao di lato o un passo indietro: perché la cultura deve poter essere libera, capace di aprirsi nelal diversità, nelle diverse culture; capace di aprirsi anche trattanto temi molto difficili”. Quindi, a chiudere gli interventi dal palco, le parole della direttrice Benedetta Marietti, che ha preso spunto da una delle storie di Apeirogon, libro di Colum McCann (tra gli ospiti del Festival), storia riguardante Einstein e Freud per esprimere l’auguiro “che in questi tre giorni intorno al Festival, grazie alle parole di relatrici e relatori, si crei una comunità di sentimento, resa compatta dalla forza della gratitudine, e capace di guardare a un futuro di giustizia, uguaglianza e soprattutto di pace”. Gli intervenuti hanno altresì espresso sentiti e reciproci ringraziamenti, come anche un caloroso grazie è andato alla macchina organzzativa e ai 250 giovani volontari. Quindi, di fronte a una tensostruttura gremita, è salita sul palco Luigina Mortari per la lectio “Sulla gratitudine, ovvero la gioia della cura”. QUI il programma della seconda giornata del Festival, sabato 31 agosto.