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Il consigliere attacca: “Anpi non vuole ricevermi perché il sindaco è di destra”

“Volevo dire in maniera ufficiale, qui in consiglio comunale, che ho chiesto un incontro con l’Anpi, di cui ho fatto parte anche come membro del direttivo, ma non mi si vuole ricevere per il semplice motivo che il sindaco è di destra”, sindaco che è il lericino Leonardo Paoletti. Così stamani il consigliere comunale di maggioranza Antonio Cosenza in un secondo intervento nel corso delle comunicazioni che aprono la seduta. “E non mi si vuol dare neanche la tessera dell’Anpi – ha proseguito il consigliere, che ha una storia di sinistra -. Tessera che a me la dava il comandante partigiano Luigi Fiori, Fra’ Diavolo, molto conosciuto”. Detto poi che “ho rinunciato ad essere il segretario del Pd per il semplice motivo che ero stufo”, Cosenza è tornato sull’Associazione partigiani, rivolgendosi in particolare al consigliere di opposizione Bernardo Ratti (“dico a lei perché è sempre in mezzo all’Anpi lericina, ne approfitto perché faccia da portavoce”). “Ha sinistra si fa sempre forte del dialogo, della condivisione, dell’associazionismo e di tutto il resto – ha rincarato Cosenza -. Non mi sta bene che mi venga rifiutato un incontro con Anpi”. E intanto Ratti, che stava seguendo in piedi l’intervento, si è mosso verso l’uscita. “Sarebbe stato carino mi ascoltasse fino in fondo”, gli ha detto Cosenza. “Non sono dell’Anpi”, la replica. “Non è dell’Anpi ma ogni 25 aprile è con l’Anpi”, la controrisposta di Cosenza, che ha poi concluso: “Faccio presente a lei presidente (Luisa Nardone, ndr) che vorrei un incontro ufficiale con Anpi, lo dico qui in consiglio comunale, e vorrei che mi fosse restituita la tessera, perché io sono un singolo cittadino che la pensa come vuole, ma non ho nessun legame con anime diverse sempre dalla stessa parte col sindaco, anime diverse ma dalla stessa parte. Penso che il sindaco sia sempre dalla parte giusta quando esprime un suo parere, se non lo è glielo dico apertamente, ed è risaputo in tutta la nostra maggioranza”.

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