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Volpi, falchi pellegrini, corbezzoli ed eriche: animali e piante fantastici, dove trovarli e tutto il sistema per tutelarli alle Cinque Terre

Il 24 maggio al castello di Riomaggiore si terrà un convegno dal titolo “Il ruolo dei parchi nazionali nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi naturali”. Parleranno ricercatori e i Carabinieri forestali: figure centrali per la tutela del Parco nazionale delle Cinque Terre, uno dei più piccoli d’Italia.

Il Parco nazionale della Cinque Terre è uno dei parchi più piccoli d’Italia con i suoi 3.868 ettari totali e risulta anche uno dei più densamente popolati con 4mila abitanti. Un autentico tesoro ricchissimo di caratteristiche ed ecosistemi da tutelare. Il mese di maggio celebra realtà come queste e per l’occasione a Riomaggiore si terrà, il 24 maggio, un convegno dal titolo “Il ruolo dei parchi nazionali nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi naturali”.

Tra le sue particolarità il Parco nazionale delle Cinque Terre custodisce nelle falesie inaccessibili il falco pellegrino e numerose specie di uccelli marini, tra cui il gabbiano reale, il cormorano, la sula, la berta minore e la rondine di mare. Nella macchia mediterranea vivono piccoli mammiferi, come il riccio, il tasso, la donnola e la faina. Unico predatore di un certo rilievo è la volpe. I ripidi versanti della costa delle Cinque Terre sono coperti da una macchia alta composta da lecci e da vari arbusti, tra cui cisti, eriche, euforbie e corbezzoli. Sui terreni più aridi e rocciosi alligna la gariga, con presenza di specie aromatiche come rosmarino, timo, elicriso e lavanda. Risulta presente anche il cappero, che cresce negli anfratti dei muri a secco, che in passato era oggetto di coltivazioni.
Creature e piante che con la dovuta cautela si possono notare, in luogo unico quanto fragile soprattutto da tutelare anche alla luce della grande frequentazione di alcune zone del Parco stesso. Per citare un paio di esempi, scevri dalle tematiche del convegno, il senso unico alternato sul sentiero Verde Azzurro e i muretti a secco aiutano la biodiversità: il primo”tiene a bada” la pressione antropica sul sentiero mentre i secondi essendo costruiti con roccia e terra sono la casa ideale per numerose spiecie. Nella giornata del 24 maggio i Carabinieri forestali “Liguria” a mettere in evidenza punti di forza e fragilità di questo territorio. Per l’occasione oltre alla presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre Donatella Bianchi e il direttore Patrizio Scarpellini saranno i ricercatori a spiegare scientificamente tutto quello che c’è da tutelare: dal terreno, agli animali che lo abitano. Qui è disponibile il programma completo dell’evento. 

C’è chi studia chi abita il parco e a difenderlo dai reati sono i militari che garantiscono la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della biodiversità sia attraverso i controlli per l’applicazione rigorosa della legge e dei regolamenti del Parco, sia attraverso il dialogo con le popolazioni locali e con i turisti.
I Carabinieri forestali tra le numerose attività si occupano anche della divulgazione e dell’educazione ambientale negli istituti scolastici. Il Parco nazionale delle Cinque Terre rappresenta un patrimonio di inestimabile valore e la trasmissione alle nuove generazioni è la chiave di volta per permettere che sopravviva, inoltre rappresenta la base dell’istituzione dei parchi stessi: la conservazione di specie animali e di associazioni vegetali, la tutela della biodiversità, e la salvaguardia dei valori paesaggistici e panoramici.

Sono numerosi i servizi per la salvaguardia degli equilibri idraulici, idrogeologici del territorio e per la tutela delle falde acquifere che alimentano città e le aree coltivate. I Carabinieri forestali dunque lavorano per la difesa della natura e la salvaguardia della biodiversità nelle aree protette, al fine di favorire l’affermazione di un modello di sviluppo che rispetti il patrimonio naturale.
Attraverso la propria azione di attenta vigilanza e sorveglianza, contribuiscono a promuovere l’affermazione della cultura della legalità e la consapevolezza, soprattutto nelle nuove generazioni, dell’importanza della conservazione del territorio e delle aree protette.