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Turismo e centro città, i ristoratori: “Non chiamateci ‘mangiatoia’, giusto tutelare il commercio di qualità”

La stagione turistica 2024 sembra presentarsi meno complessa rispetto alla precedente per quanto riguarda le assunzioni nella ristorazione, anche se qualche difficoltà ancora c’è. Se l’argomento si sposta sull’accoglienza e il superamento delle barriere linguistiche con i turisti stranieri bisogna rilevare che sia il personale di sala che i ristoratori hanno fatto passi da gigante, perché sono aumentate attenzione e consapevolezza da entrambe le parti. Il turismo osservato con gli occhi della ristorazione è florido e cresce ma le preoccupazioni non mancano, se si pensa al commercio tradizionale. Infine, come chiedono i ristoratori, il centro storico non va paragonato a una “mangiatoia” perché dietro al piatto c’è chi si impegna e offre un servizio alle centinaia di camere a uso vacanze e bed and breakfast presenti sul territorio.

Il quadro appena descritto è emerso nelle parole di Confcommercio la Spezia e dall’assessore al Commercio Marco Frascatore che questa mattina, nella sede di Via Fontevivo alla Spezia, hanno presentato la Giornata della ristorazione che si terrà il 18 maggio e coinvolgerà circa novanta attività della provincia. I temi della ristorazione in crescita e del commercio tradizionale in difficoltà stentano a tramontare e mettono davanti a un dato innegabile: il territorio è in piena transizione e il cambiamento radicale è arrivato in una decina d’anni.

Andando con ordine, sul tema dell’occupazione il direttore di Confcommercio Roberto Martini ha spiegato: “Non si riesce a dare una risposta completa ma va un pochino meglio e stiamo cercando di fare numerosi accordi con le scuole per trovare delle soluzioni anche per permettere ai più giovani di crescere. C’è ancora molto da fare ma il miglioramento c’è”. Lorenzo Servadei di Fipe Confcommercio ha aggiunto: “Le nostre aziende hanno problemi a reperire personale in generale ma anche qualificato. Non si tratta solo della mancanza della persona ma anche di coloro i quali saprebbero svolgere un compito preciso. In proposito abbiamo in mente un progetto, condiviso con l’assessorato al turismo che si occuperà proprio della formazione al mondo della ricettività alberghiera. Alcuni argomenti saranno specifici per migliorare la qualità dell’accoglienza”.

Un passo alla volta, dunque, La Spezia cerca di crescere in tutti i sensi nel settore turistico. Una delle maggiori difficoltà del passato era rappresentata dalla scarsa conoscenze delle lingue straniere, a partire dall’inglese. Un elemento che se si parla di accoglienza e con migliaia di turisti in arrivo da tutto il mondo può essere uno scalino difficile da superate. Martina Riolino di Fipe Confcommercio giovani ha detto: “C’è molta più consapevolezza da parte delle aziende, anche per merito del lavoro dell’associazione di categoria. A livello nazionale stiamo lavorando, io sono nel tavolo Confcommercio giovani, al progetto ‘Fipe sala’ per fare corsi di formazione al personale. Non si tratta semplicemente di spiegare la tradizionale conoscenza di quello che deve fare un cameriere, come versare il vino per citare un esempio, ma anche lavorare sulle soft skills (competente relazionali, NdR).  L’attenzione è alta ma stiamo assistendo a un vero cambiamento, da non sottovalutare anche il cambio generazionale nell’apertura di nuove attività condotte da persone più giovani che hanno un’idea diversa e hanno vissuto l’arrivo di così tanto turismo”.

Che la città stia cambiando è un dato di fatto e per l’assessore Frascatore guai a definire il centro storico “una mangiatoia”: “Deve cambiare anche la filosofia anche di approccio all’accoglienza ma questo passaggio che si sta sviluppando è difficile da tastare con mano perché serve tempo. Il mio auspicio è che si possa comprendere sempre di più questo cambiamento in atto: ci sono più eventi, attività. Non dimentichiamo chiaramente le chiusure ma ci sono anche numerose aperture. Osservando i numeri pre Covid il dato resta in linea. Il termine ‘mangiatoia’ che spesso viene utilizzato deve finire: dietro alla ristorazione ci sono lavoro, impegno, ricerca, volontà di offrire benessere a chi si siede per un piatto”. Su questo passaggio Riolino ha aggiunto: “Mangiatoia è un termine denigratorio. Alla Spezia la ristorazione sta crescendo e cambiando proprio grazie al turismo, il turista ha esigenze che prima non ci ponevamo. Il fatto che ci siano molte aperture nella ristorazione dipende anche dalla particolare conformazione alberghiera del territorio. Da noi non ci sono molti alberghi con ristorante, per la maggior parte sono affittacamere e bed and breakfast: quello che i ristoratori offrono vanno a colmare un vuoto. Si tratta di un adattamento che non si sa quanto durerà, con nuove aperture alberghiere forse la situazione di stabilizzerà ma non sappiamo quando”.

Alla luce di tutto questo però gli occhi devono rimanere aperti su tutto il resto e su ciò che compone in tessuto di una città. Martini ha aggiunto: “La città ha preso un bel canale rappresentato dal turismo. Non si può negare che chi sta soffrendo maggiormente nella questione imprenditoriale è il commercio: è sotto gli occhi di tutti, dove si apre un ‘buco’ tendenzialmente va un qualcosa che da una certa soddisfazione al turista, perché purtroppo molte attività del settore commerciale si trovano dappertutto. La liberalizzazione che è stata fatta a suo tempo ha permesso ai grandi gruppi di ‘prendersi’ le città, di conseguenza il commerciante classico non c’è più. Oggi non è più così e sta generando grossi problemi. Chiaro che chi cerca di migliorarsi riesce a stare a galla e apre ulteriori attività, altri ancora subiscono l’e-commerce. È chiaro però che una città ha necessità sia della ristorazione che del commercio. Ci rendiamo conto che è un settore che fa fatica”.  Insomma, la preoccupazione su questo tema è centrale e come ha suggerito in chiusura Riolino: “Serve una tutela per le botteghe storiche e per quelle realtà che vendono prodotti particolari per un commercio che sia di qualità”.