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La prima cittadina lascia l'aula, come lei Bertolla e Cucchi
|Suicidio assistito, la mozione passa ma senza la sindaca: “Tema per me difficile, grazie a partito per questa libertà”
Dopo Castelnuovo, Santo Stefano è il secondo Comune della provincia ad attivarsi per sollecitare e sostenere la trattazione in Regione della proposta di legge regionale (depositata a gennaio) su procedure e tempi per il suicidio medicalmente assistito. La mozione, proposta dal capogruppo di maggioranza Niccolò Menconi (Pd) e dalla consigliera di maggioranza Eva Battistini (Rifondazione), è passata all’unanimità, ma con ben tre uscite dall’aula (che già contava alcune assenze giustificate dei consiglieri di opposizione Luciano Mondini e Silvio Ratti) prima dell’illustrazione e della discussione. Tra queste quella della sindaca Paola Sisti, che ha spiegato: “Esco per non partecipare a questo voto perché mi è particolarmente difficile affrontare il tema, in quanto molto condizionata, a torto o a ragione, dalla mia cultura cattolica; anche se ritengo che qualcuno il coraggio di fare queste cose lo debba avere. Voglio però esercitare quel diritto alla coscienza personale di ognuno di poter non prendere una decisione, di non dover partecipare a una decisione del genere perché è uno dei temi su cui faccio più fatica. Solo parlare di suicidio assistito per la mia cultura è molto difficile. Ringrazio il segretario del Pd di Santo Stefano, Tiziano Torri, e il segretario provinciale Pd, Iacopo Montefiori, con i quali ho parlato per condividere la mia decisione, per avermi lasciata libera di agire così”. A seguire è intervenuta la consigliera di maggioranza Marzia Bertolla, che ha annunciato la medesima scelta, per le medesime motivazioni. Analoga decisione, dai banchi dell’opposizione, anche per Emanuele Cucchi, esponente Udc.
L’impegnativa della mozione
Palla poi alla consigliera Eva Battistini, che, data lettura del testo, ha osservato: “Vanno rispettate le posizioni di tutti, ma dispiace che una parte abbastanza consistente del Consiglio non abbia nemmeno preso parte alla discussione. Sottolineo che qua si chiede, attraverso una proposta di legge regionale, elaborata e promossa dall’Associazione Luca Coscioni, di dare tempi e modalità a una sentenza che esiste (con riferimento alla 242/2019 della Corte Costituzionale, ndr) e che va a colmare un vuoto legislativo vergognoso”. “Si tratta di temi che toccano la sfera della persona, dell’etica, e vanno oltre i classici schieramenti destra/sinistra. Rispetto la scelta di chi è uscito dall’aula”, ha detto l’altro firmatario Menconi. Nel corso del dibattito gli interventi a favore, fronte maggioranza, degli assessori Chiara Battistini e Gionni Giannarelli, del vice sindaco Jacopo Alberghi, nonché dell’unico volto dell’opposizione presente in aula, la consigliera della Lega Eleonora Aiesi: “Io faccio parte di un partito che su questo tema ha una certa idea, ma c’è anche chi ha una visione diversa, ad esempio il presidente Zaia”, ha osservato, parlando poi di “una mancanza normativa che rende la procedura difficile, lunga e piena di ostacoli sostanzialmente ideologici”. E ha concluso: “La legge sul fine vita è un atto di civiltà, io vorrei poter scegliere. Sono favorevole”. Infine il voto, con unanime approvazione da parte di un Consiglio un po’ sguarnito.







