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Lo studio: un crocierista su tre si ferma in città e spende 50 euro. Gli esperti: “C’è un potenziale ancora inespresso”
La Spezia e il suo territorio hanno ancora molto potenziale da esprimere nei confronti del mercato crocieristico, anche a parità di navi e toccate. Sono le conclusioni dello studio che l’Autorità di sistema portuale ha commissionato alla società Pts per valutare l’impatto economico del comparto sui porti della Spezia e Carrara.
La spesa media dei passeggeri è di 100 euro a testa, tra tour organizzati, shopping e ristorazione, per un totale che nel 2023 ha superato i 71 milioni di euro, grazie all’arrivo di oltre 700mila crocieristi. Le differenze si notano molto bene nella suddivisione emersa nelle 1.600 interviste condotte nei mesi scorsi tra chi si ferma alla Spezia, e lascia sul territorio mediamente 54 euro, chi si sposta alle Cinque Terre, spendendo mediamente 73,8 euro, e chi va a Pisa o Firenze, spendendone 142,5. Il grosso dei costi va a finire nei tour organizzati, somme che si attestano intorno al 60 per cento della spesa pro capite, ma che, hanno spiegato il professor Roberto Zucchetti e il collaboratore Francesco Barontini, restano in qualche modo sul territorio, visto che i tuor operator che organizzano i pacchetti sono in gran parte della provincia spezzina.
“Il Mediterraneo – hanno illustrato Zucchetti e Barontini – è il secondo mercato mondiale per il settore crocieristico e la stazza delle navi che scalano i porti della Spezia e Carrara è assolutamente considerevole. Questo comporta che la domanda turistica si presenta a ondate: in questo territorio non avete a che fare con i 4 o 5 turisti che scendono dalla Pianura Padana in auto, ma con centinaia o migliaia di persone che arrivano in un colpo solo. E per gestire questi flussi occorre sviluppare la capacità di rispondere a questa domanda del tutto particolare”.
Di tutti coloro che si trovano a bordo delle navi, mediamente, scendono a terra nove crocieristi su dieci, molti rispetto ad altre destinazioni, ma solamente un terzo si ferma in città. Ed è in questo, secondo gli esperti di Pts, che la città può sviluppare risultati assai migliori, “a parità di disagio”. Anche perché lo studio stima un impatto delle crociere sull’occupazione spezzina pari a 1.143 occupati e l’attivazione di valore aggiunto nei settori del commercio, dei trasporti e della ristorazione che vola a 38 milioni di euro a livello provinciale.
L’impatto economico totale sulla città per il 2023 è stato di oltre 43 milioni di euro di cui circa 10 milioni per il settore food and beverage e lo shopping e la restante parte per le agenzie di viaggio e i tour operator. Circa 286mila passeggeri hanno visitato La Spezia: con le Cinque Terre, Lerici e Porto Venere si arriva ad oltre 560mila visite.
La presentazione dello studio, inserita nel programma di Bitesp, ha visto la partecipazione di Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia, Mario Sommariva e Federica Montaresi, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, e Daniele Ciulli, general manager di Spezia & Carrara cruise terminal.
Lo studio ha mostrato i risultati di due fasi di interviste compiute sul campo dai rilevatori nel porto della Spezia nei giorni 7, 8 e 9 maggio e 17, 18 e 19 luglio. Durante le rilevazioni sono state effettuate interviste a passeggeri delle navi Celebrity Edge, P&O Arvia, Aida Cosma, Valiant Lady, Msc Seaview, Symphony of the Seas, per un totale di nove port call.
Il campione conta 1.601 passeggeri intervistati e ha una significatività del 95%. L’errore statistico previsto è del 6%. I risultati delle interviste sono quindi statisticamente rappresentativi dei comportamenti della totalità dei crocieristi.
“Voglio sottolineare il valore della collaborazione istituzionale che stiamo felicemente realizzando in particolare con il Comune della Spezia, e che ci permette di raggiungere obiettivi comuni, superando ostacoli e difficoltà. Lo studio presentato oggi è un documento scientifico, non uno studio “celebrativo”, che contiene ottime notizie ma anche alcune criticità che vanno interpretate e superate e potenzialità che vanno attivate. E questo risultato si può ottenere solo con la collaborazione, con il consolidamento del rapporto tra città e porto. Un porto che contribuisce al Pil con circa 5 miliardi, che si spalmano su un territorio ampio. Un polmone occupazionale ed economico di grandissimo valore che non può essere interpretato solo come un problema, come solo generatore di impatto ambientale, anche alla luce delle innovazioni applicate dalle navi di ultima generazione e dalle azioni e gli investimenti intrapresi dall’ente che presiedo: oltre 700 milioni di euro che andranno a beneficio non solo del porto ma anche della città che lo ospita”, ha detto il presidente Sommariva.
“Vedo problemi che includono il Mediterraneo e vedo difficile che quest’estate le compagnie possano fare scalo nei porti di Israele – ha spiegato a margine della presentazione lo stesso Sommariva, facendo il punto della situazione con la stampa -. Sarà necessaria una riorganizzazione di traffici e itinerari, ma il Mediterraneo è ricco di destinazioni e le compagnie troveranno la strada per far fronte a questi problemi: non è certo la prima crisi che affrontano, e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima. Dopo l’attentato di Mosca abbiamo dovuto innalzare i livelli di sicurezza: credo che nel 2024 non ci sarà grande propensione a viaggiare. Per quanto riguarda il nuovo molo crociere i lavori stanno partendo e avremo due ormeggi elettrificati. C’è molta attenzione sugli impatti delle navi, ma c’è anche un gran lavoro da parte nostra: se non saremo il primo porto con la tecnologia di cold ironing attiva saremo forse il secondo. Sottolineo che per i lavori dico stiamo facendo, non faremo. C’è una bella differenza”.
“Il turismo rappresenta un importante volano per l’economia spezzina e il settore crocieristico contribuisce in maniera significativa alla crescita esponenziale, in termine di presenze, alla quale stiamo assistendo – ha dichiarato il sindaco Peracchini –. I dati elaborati da Adsp dimostrano che il contributo al valore aggiunto vale 109,7 milioni di euro e che, tra i vari ambiti analizzati, indica il commercio tra quelli maggiormente stimolati. Emerge tuttavia, da interviste effettuate ai crocieristi, il tema delle chiusure domenicali delle attività commerciali; molti passeggeri hanno dichiarato infatti che avrebbero voluto fare acquisti, ma non sia stato possibile perché domenica. Diventa quindi prioritaria una riflessione in tal senso e offrire ai crocieristi sempre maggiori occasioni per fare acquisti nei negozi cittadini e vivere la città appieno. Il Comune della Spezia sta lavorando per promuovere il territorio, in ambito nazionale e internazionale tramite la partecipazione alle principali fiere, ma non solo. Abbiamo dato impulso alla creazione dell’Area vasta che mette in rete 66 Comuni tra Liguria e Toscana, con l’obiettivo di offrire al turista un’offerta esperienziale diversificata e vivere il territorio 365 giorni l’anno. L’amministrazione in questi anni ha inoltre portato avanti una progettazione coordinata intervenendo sulla sostenibilità ambientale, sulla valorizzazione del patrimonio culturale e la riscoperta di siti storici dimenticati, sulle infrastrutture con oltre 130 milioni di euro in lavori pubblici, sulla manutenzione e il decoro cittadino. Tutti interventi che rendono la nostra città un luogo migliore in cui vivere, ma anche un luogo più accogliente dove trascorrere le vacanze”.
“Abbiamo voluto uno studio che ci permettesse non solo di ottenere numeri certi sull’impatto del settore crociere nella nostra città e provincia, peraltro molto positivi, ma anche di compiere valutazioni e analisi assieme con Comune e Terminal. Questo studio si inserisce nell’insieme di azioni che stiamo portando avanti a supporto dello sviluppo del settore crociere, che va dalle nuove infrastrutture con il molo crociere, i progetti di cold ironing e le varie azioni in materia di decarbonizzazione e promozione della diversificazione energetica. I numeri dello studio sono importanti per due motivi, perché ci dicono che la strada intrapresa è quella corretta e, allo stesso tempo, ci forniscono le indicazioni su dove possiamo e dobbiamo migliorarci per far sì che questo settore sia sempre più integrato e funzionale alla promozione turistica del territorio”, ha detto Montaresi.
“I dati presentati consolidano il ruolo del traffico crocieristico nell’economia della città e dell’area ligure apuana. I numeri relativi alla ricchezza ed all’occupazione generata, soprattutto se comparati con lo studio analogo che l’allora Autorità portuale commissionò nel 2015, dimostrano lo sviluppo dei flussi turistici e il loro impatto su una città che negli ultimi 10 anni ha avuto una fortissima evoluzione. La spesa media era di 61 euro, oggi è di 100, mentre quella complessiva è passata da 30 milioni a 78 e l’attivazione della produzione da 90 milioni a 240. Il terminal crociere ha sicuramente contribuito a questa evidente trasformazione. Tuttavia, nessuno si può riposare sugli allori data l’estrema competizione tra porti in questo settore. Dopo l’eccezionale risultato del 2023, questo potrebbe essere un anno complicato con volumi in calo, frutto del ridisegno degli itinerari a livello globale e di alcune difficoltà strutturali su cui stiamo lavorando insieme all’Adsp. Lavoriamo quindi per garantire il nostro contributo alla città per un turismo sostenibile economicamente, socialmente e ambientalmente”, ha dichiarato Daniele Ciulli.







