“Il commercio si salva con la pianificazione. Sì a Piano di massima occupabilità, riprendere dialogo per l’area della palazzina delle Associazioni d’Arma”
29 marzo 2024 | 18:07
Sarà discussa nel prossimo consiglio comunale convocato per lunedì 8 aprile la mozione presentata dal gruppo consiliare del Pd inerente lo stato di salute del commercio spezzino. Un documento firmato da tutti i rappresentanti ‘dem’ del Parlamentino di Piazza Europa, il cui testo è stato anticipato alla stampa dai consiglieri Martina Giannetti,Marco Raffaelli e Andrea Montefiori. I consiglieri d’opposizione partono dallo stato dell’arte di un settore in grave difficoltà: “Alle restrizioni e chiusure conseguenti alla pandemia, sono poi susseguiti i rincari delle materie prime e delle fonti energetiche, che hanno causato l’innalzamento dei prezzi delle bollette e dei prodotti e dei servizi in generale. Si aggiunge ai fenomeni suddetti anche la crescita dell’e-commerce, che colpisce, tagliando fuori dal mercato, una parte consistente della nostra economia cittadina”, ricordano i consiglieri nell’introduzione, portando poi il tema sul parallelo con il comparto turistico, quello sì che invece sta vivendo un periodo particolarmente fulgido: “Da una decina di anni ad oggi, nella nostra città, un’economia in forte sviluppo è quella del turismo, la quale, al di là della parentesi dovuta al Covid, registra ogni anno numeri sempre più favorevoli. E infatti, da una parte numerose sono state le aperture di esercizi commerciali legati al settore della ristorazione e bar, soprattutto nel centro cittadino. D’altro canto, nel recente passato, stiamo assistendo alla chiusura di negozi commerciali “storici” della città, legati a molti settori dell’artigianato e del commercio al dettaglio, che hanno animato il centro ed alcune periferie. In alcuni casi molte periferie sono rimaste sprovviste di negozi che fornivano ai cittadini residenti prodotti e servizi, quantomeno di prima necessità (es: alimentari, panetterie, negozi di ortaggi e frutta”.

Fin qui la storia, la premessa. I consiglieri del Pd però si soffermano anche sulle responsabilità della politica e dell’amministrazione in carica, partendo dall’eliminazione del limite di occupazione di suolo pubblico nei confronti di dehors, precedentemente fissato nel 30% della superficie lorda interna dell’esercizio commerciale. Una misura messa in campo nel marzo del 2023 che secondo i consiglieri sta “dando ulteriore sfogo al fenomeno della proliferazione di bar e ristoranti della zona del centro”, ma va “a creare, indirettamente, effetti negativi sui negozi delle altre categorie commerciali ivi presenti (esempio, l’attuale difficoltà a rendere sufficientemente visibile i punti vendita ai passanti, perché stretti e coperti dalle strutture esterne di dehors sempre più grandi)”. Di più: secondo i consiglieri, in tema di politiche inerenti il sostegno e lo sviluppo della rete commerciale cittadina, la giunta ha concentrato le proprie energie in iniziative di puro marketing “vedi la creazione del Portale digitale del commercio o del sito “Shopping La Spezia” senza invece compiere quegli sforzi necessari di studio, analisi ed applicazione di politiche finalizzate al sostegno ed all’aiuto concreto anche dei settori commerciali oggi in forte difficoltà, mediante un progettazione che tenesse conto degli equilibri tra i suddetti”, dice Montefiori. Puntualizza poi Raffaelli: “Pensare che nel commentare il dato tra aperture e chiusure commerciali del 2023 – che restituiva il saldo di 194 attività commerciali in meno sul territorio –, il sindaco e l’assessore competente analizzavano comunque una realtà in netta crescita, ed esortavano i piccoli imprenditori spezzini a “non avere paura del cambiamento” – evento causato dal susseguirsi dei “cicli della vita” –, invitandoli a “cogliere gli alert provenienti dal mercato nazionale ed internazionale”; per concludere con l’arrendevole, ultima, seguente analisi: “il mondo cambia e va verso il food, dobbiamo tutelarci e trovare le strategie giuste”. Occorre, secondo i consiglieri, anche menzionare gli effetti negativi prodotti dall’Ordinanza di divieto di transito dei veicoli Euro4 e precedenti (atto che, ostinatamente, l’amministrazione non ritiene di dover modificare, neppure innanzi alle proposte ragionevoli avanzate dalle opposizioni, dai commercianti e dai cittadini), la quale, cosi come applicata, sta inducendo moltissimi spezzini ad abbandonare la frequentazione del centro città, causando cosi ai commercianti la perdita di clientela.

“Non dovremmo consentire – si legge ancora nella mozione – che l’offerta commerciale del centro città si sviluppi solamente seguendo la domanda del mercato del turismo – si rischierebbe cosi anche di snaturare la cultura e la storia della comunità -, ma occorrerebbe tenere conto anche dei bisogni e delle esigenze di coloro che la città la popolano tutto l’anno, ossia gli spezzini; in modo tale da rimanere una città turistica, ma non divenire una città di soli turisti, ed evitando di arrivare al punto in cui la carenza e lo squilibrio della rete commerciale tenga le persone lontane dalla città, con ricadute negative per tutto il commercio. Non è accettabile la narrazione dell’amministrazione in merito all’ineluttabilità del cambiamento ed all’arrendevolezza che i commercianti dovrebbero avere innanzi allo sviluppo preminente di settori commerciali rispetto ad altri. Il commercio è l’anima di una città ed è interesse della collettività alimentare e sostenere un’offerta variegata. Al fine di garantire e favorire la qualità del tessuto commerciale cittadino, nonché incentivarne lo sviluppo, sarebbe utile introdurre una riflessione atta a valutare l’estensione dell’attuale perimetro che circoscrive e rileva la zona del commercio del centro città, definito dalle ultime delibere e dal Piano del Commercio del 2015”. Dagli strali alle proposte, come quella di introdurre un’agevolazione sul pagamento dell’IMU nei confronti di proprietari di fondi che vadano a stipulare un contratto di affitto con attività commerciali appartenenti al settore dell’artigianato. “Ma anche pianificare un percorso partecipativo in modo da coinvolgere associazioni, consorzi, sindacati ed il resto degli stakeholders, al fine di sviluppare politiche di tutela delle categorie del commercio cittadino più colpite dalla crisi in questi ultimi anni; ripopolazione dei quartieri, ad oggi sprovvisti ma bisognosi, di negozi, quantomeno dedicati alla vendita di beni di prima necessità; equilibrio del complessivo tessuto commerciale cittadino, in modo da non permettere che alcune zone della città diventino mono settoriali; sviluppo ed estensione dell’attuale perimetro mediante la quale viene rilevata l’area del commercio del centro cittadino”. E ancora: “Predisporre, sia una revisione generale del Piano del Commercio, adeguata ai tempi ed alle vicende che il settore sta attualmente attraversando, sia l’introduzione di un Piano di massima occupabilità, al fine di sviluppare un’espansione equilibrata delle attività commerciali del centro città – spiega in particolare Giannetti -. Riprendere l’interlocuzione con il Demanio statale sul tema dell’acquisizione dell’area della palazzina delle Associazioni d’Arma, al fine della realizzazione di un parcheggio, mediante un progetto che salvaguardi l’edificio e la sua storicità. Riprendere l’Ordinanza sul divieto degli Euro4 e modificarla in modo da: consentire nuovamente l’immediato accesso a tutti i veicoli al quadrilatero di Piazza Cavour; sanare le incongruenze per l’accesso al parcheggio di Piazza Europa”.
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