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Mariani, co-direttore Leonardo: “Oto Melara può tornare a volumi di produzione storici”

Il dirigente, alla Spezia per il Polo della subacquea, fa il punto sul terrestre. “In ballo non solo il main battle tank ma anche il successo del Dardo. Stiamo già pensando a come accomodare tutto il lavoro”.

“Le prospettive per Oto Melara sono di tornare a volumi di produzione che sono quelli storici di tanti anni fa. Qualcosa che molte persone non ricordano neanche”. Lo ha detto Lorenzo Mariani, co-direttore generale di Leonardo, a margine della presentazione del Polo nazionale della dimensione subacquea che si è tenuto alla Spezia. Ingegnere elettronico ed ex ufficiale della Marina Militare, Mariani sottolinea la scelta di chiamare la storica fabbrica di Vallegrande con il proprio nome storico: “Io la chiamo ancora Oto Melara perché il brand è sacro, nonostante faccia parte di Leonardo. Un brand che gode di un momento di particolare floridità grazie al mercato che si è conquistato negli anni e che può aumentare ancora, con un impatto abbastanza importante sul sito”.

Ad inizio agosto il Segretariato generale della Difesa ha assegnato al Consorzio Iveco-Oto Melara un contratto da quasi 900 milioni di euro per l’ammodernamento di mezza vita di novanta carri armati Ariete. C’è poi la partita dei Leopard 2/A8 che, come annunciato dalla sottosegretaria Isabella Rauti, saranno acquistati a partire dal 2024 per traghettare fino all’arrivo del futuro carro armato pesante europeo. In merito è stata anche ventilata l’ipotesi di riconvertire l’ex fabbrica di Termini Imerese, in Sicilia, per produrli su suolo italiano.

Stabilimento Leonardo

“L’Esercito Italiano ha espresso requisiti chiari per i mezzi corazzati del futuro, che non sono solo il main battle tank ma anche il sostituto del Dardo, quindi abbiamo in realtà due grandi programmi – spiega Mariani -. La pianificazione del Ministero della Difesa, per la prima volta da anni, dà supporto a questi requisiti e tutti sappiamo come il tema dei finanziamenti è centrale. Ci sono tutte le condizioni per far sì che il progetto di riconsolidamento dell’Oto Melara continui”.

Nelle scorse settimane all’Oto era corsa voce si stessero predisponendo le operazioni per recuperare un grande capannone che non viene più utilizzato da anni. “Stiamo già pensando a come accomodare tutto il lavoro che ci aspettiamo di avere su questo sito – conferma Mariani -. Si tornerebbe a volumi che sono quelli storici di tanti anni fa, che molte persone non hanno neanche visto. Di capannoni ne sono già stati riattivati più di uno e secondo me non è finita qua”.