La restituzione del progetto al Dialma
|“La città svelata” si è trasformata in formazione, lavoro e in contratti
La città si svela sotto altri punti di vista: con tanta formazione, opportunità di lavoro e contratti anche a tempo indeterminato. Un risultato importante per un progetto, durato due anni, che ha coinvolto persone con differenti fragilità e a rischio emarginazione. Questa mattina al Dialma cantiere urbano di Via Monteverdi alla Spezia si sono tenuti tre tavoli tematici dedicati alla restituzione del progetto “Città svelata, abilità al plurale 2”. L’evento è partito questa mattina alle dieci e mezza in punto quando tutti gli attori coinvolti si sono riuniti per scambiarsi tutte le informazioni e, anche i dati, relativi ai singoli percorsi che hanno coinvolto in totale 180 persone, la base del progetto ne prevedeva 128. In questo contenitore, che in due anni ha dovuto fronteggiare anche l’emergenza Covid, sono rientrate tante vite: tra queste anche dei detenuti che hanno potuto lavorare per reinserirsi nella società.

La città svelata ha coinvolto Caritas, Ente forma, Isforcoop e supportata da Regione Ligura. Nel primo pomeriggio hanno partecipato anche gli assessori Giampedrone con delega alle Politiche socio sanitarie e Terzo Settore e Scajola alla Formazione, Orientamento, Programmi comunitari di competenza. La giornata è stata accompagnata anche dalla diretta di Radio Rogna con diversi approfondimenti e interviste, anche a Don Luca Palei.
Paolo Clemente coordinatore del progetto per Isforcoop agenzia di Formazione ha spiegato: “Siamo molto contenti perché in questa occasione possiamo dare un esito di progetto importante: abbiamo avuto circa cento inserimenti lavorativi, tra borse lavoro e tirocini in tutte le aziende del mercato territoriale spezzino e in tutti i settori: dalla logistica, all’agricoltura, alle manutenzioni, ai servizi e alla ristorazione solo per citarne alcuni. Siamo riusciti a raggiungere 25 assunzioni, su 100 inserimenti, tutti di almeno sei mesi. Le fasce di svantaggio che abbiamo raggiunto sono seguite sia dai servizi territoriali partendo dal disagio socio economico, coinvolgendo anche le dipendenze, le disabilità, le persone psichiatriche. Una fetta importante di destinatari raggiunti e inseriti nel mondo del lavoro rientra nell’area penale: alcuni di loro sono ancora detenuti, altri sono in uscita dalla casa circondariale, altri sono seguiti dai servizi esterni dal ministero e dell’Ufficio di servizio sociale per minorenni. Dunque sono state seguite tutte le fasce di disagio”.
Giovanni Pontali, operatore Caritas ha spiegato: “Fare rete tutti insieme è stato il valore aggiunto: è una particolarità del nostro territorio ed è attivo da più di 10 anni. Per chi ha fragilità ‘La città svelata’ ha avuto un grande impatto e sicuramente ha trovato una forte rete di sostegno rappresentata non solo dagli enti promotori (Caritas, Ente forma e Isforcoop, Ndr), ma anche il pubblico e il privato con le aziende che hanno creduto nel progetto e si sono mostrate molto attive nel proporre l’inserimento lavorativo dei destinatari. I risultati raccolti fino ad oggi sono il frutto di uno scambio continuo”.
Da Martina Bisciotti referente di Ente Forma La Spezia ha sottolineato il ruolo centrale della formazione all’interno del progetto: “La formazione è stato lo strumento sia per inserire le persone destinatarie dei percorsi per il loro reinserimento nel mondo del lavoro. Le attività formative sono state le più diverse, in molti settori e hanno coinvolto anche gli educatori. Di fatto la formazione è stato il cardine di ‘Città svelata’”.



