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Terra, Cielo, Iperuranio: la prima antologica del duo bolognese Antonello Ghezzi al Camec

La Terra rappresentata da uno specchio grandissimo “In attesa dell’amore”, muri che accolgono con le bolle di sapone colorate e non respingono, una porta che si apre con il sorriso, un “T’oracolo” dove fare domande e trovare risposte. Il Cielo: un tapis roulant con l’ambizione di raggiungere la luna con un percorso condiviso, l’infinità di una piccola nuvola che si adagia delicata su spazi e superfici differenti, si nasconde e spinge a cercarla. L’Iperuranio: una stanza dove prendersi il proprio tempo, su un piano rialzato, un grande semaforo blu che come nella favole di Rodari ricorda che ci si può aprire al volo, almeno della mente, verso l’infinito del cielo con lo spaccato doloroso della tragedia di Ustica del 26 giugno del 1980 dove le stelle hanno visto tutto quello che è accaduto e continuano ad osservare la Terra che come un puntino luminoso, in uno scatto concesso dalla Nasa, visibile anche dalle colline di Marte. E poi le mani che si stringono e creano delle pietre preziose, dall’argilla. Infine, una particolarità: la prima installazione in assoluto posizionata nella toilette del piano terra del Camec. Per il visitatore scoprirà anche la “Sedia del giudice” l’ultima installazione allestita sulla terrazza del museo.  Il duo artistico bolognese “Antonello Ghezzi” (Nadia Antonello e Paolo Ghezzi) porta una parte del loro immenso bagaglio di un percorso cominciato 15 anni fa e che ha girato il mondo. La loro prima antologica attraverso 25 opere si tiene in Italia, in particolare, al Centro di arte moderna e contemporanea della Spezia.  Questa mattina si è tenuta l’anteprima per la stampa, l’inaugurazione invece si terrà domani pomeriggio dalle 18 e in occasione della diciannovesima edizione della Giornata del Contemporaneo promossa dall’associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

“Terra, Cielo, Iperuranio” è un viaggio attraverso un punto di blu particolarissimo, tendente all’elettrico, che spinge il visitatore a immergersi nel pensiero artistico di Antonello Ghezzi attraverso il coinvolgimento di corpo e intelletto: non c’è giudizio ma opportunità di far parte di un’opera essendo semplicemente se stessi cogliendo l’occasione di rendere materiale ciò che non lo è come la relazione tra le persone. Il duo artistico si focalizza sulla ricerca attraverso la magia e la leggerezza.

In occasione della presentazione della mostra il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha dichiarato: “Nadia Antonello e Paolo Ghezzi formano un duo artistico che ha conquistato il pubblico di molti musei italiani ed internazionali, un’arte tutta italiana che siamo orgogliosi di poter ospitare anche alla Spezia. La mostra sarà una straordinaria occasione per suscitare emozioni e, ancor più significativamente, per invitare a riflettere sulla realtà e osservare il mondo da diverse prospettive. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato nell’organizzazione di questa esposizione”.

All’anteprima erano presenti anche Nadia Antonello e Paolo Ghezzi che proprio davanti alla loro “opera prima” hanno raccontato a Città della Spezia: “Per noi è gioia pura avere la nostra mostra antologica in un museo italiano. Siamo stati in tanti luoghi, spazi urbani, all’estero però l’antologica è sempre un momento speciale. Con questa mostra abbiamo finalmente potuto restituire tutto lo sguardo artistico che fino ad ora abbiamo portato avanti”. Il blu elettrico, come si diceva all’inizio, è un elemento trainate un legame profondo tra leggerezza, magia e persone: “A noi le persone sono sempre piaciute e quindi i legami sono sempre stati un punto fondamentale della nostra opera: il sorriso, l’abbattimento dei muri con le bolle di sapone, l’interazione. La volontà è superare lo sguardo passivo: è chiamato in causa a entrare nel nostro mondo ma anche ad allargare il suo sguardo fino all’infinito e viaggiare con noi”. L’opera allestita nel bagno del Camec ha una particolarità e si lega a tutto il percorso dell’antologica: “Il nostro percorso è cominciato proprio in un bagno, con un foglietto che abbiamo scritto, stampato e consegnato in una fiera dell’arte (Artefiera a Bologna, NdR), noi eravamo due studenti all’Accademia delle Belle Arti e avevamo appena deciso di lavorare insieme come duo proprio con quest’opera. Non avevamo curriculum ma volevamo solo essere parte del mondo dell’arte, ci siamo così intrufolati in un luogo dove tutti vanno, il bagno appunto, anche in una fiera dell’arte ma dove non c’erano gallerie. Abbiamo realizzato un’opera concettuale che al centro aveva già la relazione e ci sembrava giusto averla qui, proprio in questo bagno”.

L’antologica proseguirà fino al 14 gennaio 2024 e arriva in città dopo il successo riscosso nei musei internazionali, da Madrid a Beirut, da New York ad Atene. Nel 2022 vincono il PAC2021 – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e la loro bandiera raffigurante la Via Lattea viene acquisita dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio di Valsamoggia. Il loro atelier si trova a Bologna, all’interno della Palazzina Liberty presso i Giardini Margherita.La mostra è curata da Eleonora Acerbi con un testo critico di Cesare Biasini Selvaggi. L’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 11.00 alle 18.00, chiuso il lunedì, Natale e Capodanno. Ingresso intero euro 5, ridotto euro 4, ridotto speciale euro 3,50. Nel corso della mostra, sarà presentato il catalogo bilingue pubblicato da Metilene Edizioni, con il testo istituzionale del sindaco e assessore alla Cultura Pierluigi Peracchini, testi critici di Eleonora Acerbi e Cesare Biasini Selvaggi e ricco apparato iconografico. Per informazioni: tel. +39 0187 727530, camec@comune.sp.it, http://camec.museilaspezia.it.