La Fondazione Carispezia firma il futuro del Camec: “Non è una scommessa avventata. Vorremmo riprendere il Premio del Golfo”
Un’unica proposta pervenuta per il rilancio del CAMeC, il centro d’arte moderna e contemporanea di Piazza Cesare Battisti. Arriva dalla Fondazione Carispezia che si occuperà del futuro del museo attraverso il nuovo percorso di valorizzazione delle attività culturali scaturito dall’attivazione di un partenariato pubblico privato non istituzionalizzato fra il Comune della Spezia e Fondazione Carispezia con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa fra le parti.E’ Andrea Corradino, presidente del sodalizio di Via Chiodo, a testimoniare on convinzione e un pizzico di scaramanzia numerica la neonata fattiva collaborazione tra pubblico e privato: “Cent’anni fa l’edificio che ospita oggi il CAMeC era diventato Tribunale Civile e Penale – spiega il legale spezzino -. A lungo l’ho frequentato nella mia veste giuridica. Il 2024 marca il ventennale della sua trasformazione museale: ci sono quindi buoni numeri per accendere in primavera questa sinergia. Certo, per ogni nuovo inizio c’è sempre una punta di entusiasmo che non sempre permane. Ma sono certo che funzionerà. La città se lo merita. Guardiamo ai binomi città-arte contemporanea che sono trainanti in questi anni: Prato, Pietrasanta, Bilbao, che era una città di cantieri navali come noi. Guardiamo ai grandi eventi artistici che hanno richiamato folle di persone: la passerella di Christo sul lago d’Iseo, le mostre di Palazzo Strozzi,… Da qui nasce la nostra scommessa: un progetto triennale, con un comitato tecnico di tre persone da individuare assieme al Comune, un curatore di rilievo internazionale che organizzi due mostre all’anno. E che ogni anni ruoti. Come Fondazione avevamo già partecipato alla società che ha lanciato il CAMeC e non dimentichiamo l’importante fondo permanente, con le donazioni di Cozzani e Battolini. Abbiamo pensato di dedicare un piano al fondo museale, uno alle mostre permanenti e uno agli artisti locali. Abbiamo già individuato altri soggetti che faranno da sponsor. E poi c’è l’obiettivo di riprendere il Premio del Golfo, che come sappiamo era biennale e tanto ha portato e dato al museo e alla città. Non nascondiamoci: l’arte moderna e contemporanea ha un grande appeal sia sul fonte estetico, artistico, collezionistico ma anche turistico”.

Ad aprile Palazzo civico aveva infatti avviato le procedure di una consultazione preliminare di mercato per verificare l’interesse degli operatori a potenziare e ampliare l’offerta e le attività museali del CAMeC, a valutare le specifiche competenze e professionalità degli interessati, a individuare possibili iniziative di utilizzo e valorizzazione anche degli spazi, quali ad esempio la terrazza. Nel mese di luglio si è dato poi avvio alle procedure per l’attivazione di una forma di partenariato pubblico privato non istituzionalizzato della durata di tre anni per la valorizzazione delle attività culturali e artistiche del CAMeC per portare all’individuazione di soggetti interessati a sviluppare attività, attraverso un programma, preventivamente condiviso, così da poter potenziare, nel periodo di validità dell’accordo, l’offerta culturale del Museo, realizzare un progetto di ricollocazione globale del museo valorizzando le collezioni permanenti e gli spazi, anche grazie al coinvolgimento di professionisti e curatori di fama internazionale. L’unica proposta, come detto, è stata formulata da Fondazione Carispezia che è stata valutata positivamente dalla commissione giudicatrice riunita considerandola meritevole di accoglimento Adesso con uno specifico protocollo che sarà sottoscritto dal Comune della Spezia e da Fondazione Carispezia in seguito, si regolamenteranno i rapporti e le modalità di interazione per l’attuazione della valorizzazione delle attività culturali del CAMeC.

Orgoglioso il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini: “La nostra amministrazione sta vivendo cambiamenti importanti: ogni giorno sentiamo parlare per le nostre vie tante lingue diverse. Di qui la necessità di valorizzare, per noi che ci viviamo e per il mondo che accogliamo, il nostro patrimonio. Con la Fondazione Carispezia la scommessa è rilanciare e far vivere il nostro CAMeC, affinché anche l’arte contemporanea diventi un asse di attrazione turistica”. Diversi e importanti i contatti della Fondazione, tante e straficate le collaborazioni auspicate. Sempre con uno sguardo oltre i confini nazionali: “La proposta della Fondazione è una sfida che ci sentiamo di affrontare assieme. Finora il CAMeC ha avuto la sua esposizione, noi continueremo a proporre anche i nostri laboratori didattici e le attività dedicate alle fasce deboli. Anzi, mi sento di evidenziare due parole. Valorizzazione e innovazione. Abbiamo infatti vinto un importante finanziamento del PNRR che ci permetterà di ampliare ancora l’offerta dedicata alle fasce deboli e abbattere le ultime barriere architettoniche”, ha aggiunto Rosanna Ghirri, dirigente ai Servizi Culturali del Comune della Spezia. “Non è una scommessa avventata: l’arte contemporanea è già un centro importante di Fondazione Carispezia – specifica Vittorio Bracco, direttore di Fondazione Carispezia -, nei nostri spazi abbiamo scelto di ospitare mostre di arte contemporanea negli ultimi anni e abbiamo registrato un successo di pubblico sia per l’esposizione della collezione Iannacone, vivacizzata dalle visite guidate, sia per la mostra di Benassi. Abbiamo ormai un solido background artistico e raccogliamo con motivazione questa sfida, nell’intento di tenere il CAMeC vivo non soltanto per i giorni di inaugurazione. Inoltre, questo rinnovo, che è un rinnovo di gestione e di spazi, vuole anche andare a vivacizzare un ambiente che non c’è più. Avevamo alla Spezia sette, otto gallerie d’arte negli anni Settanta e Ottanta. Non ci sono più e agli artisti spezzini manca un punto di riferimento. Ci siamo dati tre anni per diventarlo”.

La storia racconta che nell’edificio che ospita il CAMeC, risalente al 1879, ha avuto sede in origine una scuola elementare femminile, costruita a fronte dell’incremento demografico che ha accompagnato la realizzazione alla Spezia dell’Arsenale Militare e, successivamente, nel 1923, il Tribunale Civile e Penale. Il CAMeC è stato aperto al pubblico, a seguito di una revisione totale della struttura, il 23 maggio 2004, con lo scopo di consegnare alla città e di ospitare in una sede adeguata i considerevoli fondi artistici provenienti dalle edizioni del Premio del Golfo, dalle donazioni Cozzani e Battolini e le opere di arte contemporanea pervenute alla Città. Il CAMeC organizza, oltre all’esposizione a rotazione delle raccolte permanenti, mostre che documentano i diversi ambiti della produzione artistica attuale o del contemporaneo storico. La struttura, inoltre, possiede un dipartimento didattico che propone attività di educazione all’arte, rivolta sia alle istituzioni scolastiche, sia al pubblico generico, e organizza laboratori di arte-terapia, dibattiti e giornate di studio oltre all’attività di approfondimento scientifico e ospita eventi a disposizione della cittadinanza. L’attuale struttura museale è frutto di una complessa trasformazione e ampliamento e si articola in tre livelli espositivi e due ampie terrazze, in un esteso vano che ospita la scala a ventaglio e un ascensore vetrato, oltre ai depositi e all’aula didattica.







