un numero 10
|Dalla Champions al Cittadella, lo Spezia prova a bruciare tutti per Mirko Antonucci
Predestinato delle giovanili romaniste, poi ha fatto parlare di sé più per i social che per il calcio. L’anno scorso in Veneto un campionato straordinario che gli è valso la convocazione del ct Mancini come calciatore di interesse. “Penso di essere più maturo rispetto agli anni scorsi”. Macia e Melissano provano il blitz.
Frosinone, Bologna, ma la favorita ora è lo Spezia. Le Aquile trattano con il Cittadella per l’acquisto di Mirko Antonucci, talentuoso esterno offensivo classe ’99 che lo scorso anno ha trascinato i veneti alla salvezza e che ora cerca il salto di qualità per lottare per obiettivi maggiori. Nonostante l’interesse della Serie A, il duo del mercato aquilotto Macia e Melissano sono riusciti, secondo quanto riporta nelle scorse ore Alfredo Pedullà, ad inserirsi e a posizionarsi in pole position per l’acquisto dell’attaccante, che ha voglia di cambiare aria consapevole di aver dato tutto al Cittadella e che avrebbe aperto al passaggio allo Spezia.
Ex baby prodigio, è proprio al Cittadella che Antonucci ha trovato la sua serenità, dopo anni di sprazzi di grande talento ma anche qualche scivolone fuori dal campo. Figlio del settore giovanile della Roma, viene scoperto da Bruno Conti, che per gli esterni offensivi ha un occhio di riguardo. Dopo tutta la trafila con le giovanili, a 19 anni esordisce in Serie A con i giallorossi di Di Francesco e in dieci minuti confeziona un assist per Dzeko che vale l’1-1 finale, entrando in pianta stabile nel giro della prima squadra.
Qualche mese più tardi si toglierà lo sfizio di esordire anche in Champions League, in semifinale contro il Liverpool, quando i giallorossi cercano il tutto per tutto per ribaltare il ko di Anfield di una settimana prima, ma sbattono contro il 4-2 finale che non basta. Una delusione per il giovane Antonucci, che però è solo ai primi passi del suo percorso nella Capitale.
Sembra l’inizio di una nuova storia da raccontare, un romano di Roma che dopo tutta la trafila nel settore giovanile diventa un simbolo dei giallorossi, come Totti, De Rossi, Pellegrini e diversi altri, ma vista la grande competitività in squadra, la Roma decide di cedere in prestito il ragazzo, per garantirgli minuti. La prima tappa è Pescara, con Pillon in panchina, ma le cose non vanno come previsto. L’ostacolo Serie B è più complicato del previsto e Antonucci fa fatica, complice anche un comportamento extra campo che fa discutere. Torna così alla Roma, che lo cede in prestito in Portogallo, al Vitoria Setubal, ma anche qui le cose non funzionano.
Complice la pandemia Covid che non lo aiuta ad inserirsi, Antonucci viene messo fuori squadra per decisione dell’allenatore, che addirittura lo blocca su whatsapp. Il motivo? Dopo un ko contro il Boavista, Antonucci aveva postato un video su TikTok, letto come una mancanza di rispetto da parte del tecnico Julio Velazquez, che da quel momento non ne vuole più sapere di lui e lo rispedisce a Roma.

Antonucci riparte così da Salerno, dove ottiene la promozione in Serie A ma giocando solo tre volte, e la Roma decide di cederlo ancora, questa volta a titolo definitivo. E la meta è il Cittadella, isola felice in cui il calcio non ha nulla a che fare con quello che accade nel resto del paese. Al Cittadella non ci sono super star, i calciatori hanno gli stipendi più bassi della B, ma la squadra è da sempre trampolino di lancio per i giovani e soprattutto riesce a competere con avversarie che hanno più disponibilità economica e più appeal. Ed è proprio a Cittadella che Antonucci trova la sua dimensione. Allontana il gossip, si concentra sul calcio e prende per mano la squadra, trascinandola alle salvezze.
Nell’ultimo campionato è l’eroe del Tombolato: segna undici reti e porta quasi in solitaria il Citta alla salvezza, da idolo incontrastato del tifo. Non solo: a dicembre viene notato dal tecnico Roberto Mancini che lo convoca per lo stage con i cosiddetti calciatori di interesse, appuntamento che è però costretto a saltare per infortunio. “Sono cambiato, in particolar modo come vivo l’allenamento – ha raccontato -. Qui ho tanta fiducia, la sento. Penso di essere più maturo rispetto agli anni scorsi. Desideravo da tanto fare una stagione così e segnare così tanto. Molto è merito mio, ho sofferto tanto e ho lavorato tanto”. Ora per Antonucci, talento cristallino che sembra aver messo la testa a posto, le porte di una nuova avventura, che lo Spezia spera possa essere con la maglia bianca addosso.







