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Autobus pieni, i lavoratori dei cantieri bloccano due mezzi in Via Chiodo. Atc e Comune al tavolo con Confindustria per avere più soldi e aumentare le corse
Foto di repertorio

Il vaso ha traboccato. L’ultima goccia è caduta questa mattina poco dopo le 6, quando in Via Chiodo si sono registrati momenti di tensione e l’esplosione della rabbia dei lavoratori che quotidianamente prendono i mezzi pubblici per andare nei cantieri navali e nautici del Levante cittadino. Due mezzi Seal, azienda che svolge il servizio di trasporto pubblico in appalto per conto di Atc Esercizio, sono stati bloccati dai lavoratori che non riuscivano a salire a bordo delle vetture già strapiene e la situazione si è sbloccata solamente dopo che dal deposito di Via Lunigiana sono arrivati mezzi di rinforzo. La calca tra la città e Muggiano è un problema annoso, che si ripropone periodicamente e che è cresciuto parallelamente all’incremento delle commesse per Fincantieri e per i cantieri che operano nel florido mercato dei mega yacht. Lasciato alle spalle il periodo Covid, nel quale le corse erano state aumentate per compensare i limiti di carico imposti per legge, il numero dei passaggi è stato ridotto prima delle metà e poi nuovamente della metà. Ma al contempo il numero dei passeggeri è aumentato a causa di centinaia di nuove assunzioni da parte delle aziende e dell’arrivo dell’estate, periodo in cui Lerici diventa meta balneare per spezzini di tutte le età e per i turisti.
Già nelle scorse settimane si erano registrati i sintomi di un forte disagio, con momenti di nervosismo tra i passeggeri negli orari di maggiore afflusso. Ma questa mattina, in un orario in cui difficilmente qualcuno stava andando verso la spiaggia, il bubbone è esploso in tutta la sua gravità: non sono bastati l’autobus di linea previsto e il bis (vettura a supporto prevista nelle fasce orarie di punta) per caricare a bordo i soli lavoratori.

“La situazione ha passato il limite – sbotta Giuseppe Ponzanelli, membro della segreteria provinciale di Uiltrasporti -. Riducendo il servizio all’osso è logico che poi succedano queste cose. Quella di stamani è un’avvisaglia, ma le cose possono precipitare ulteriormente”.
Il caos di questa mattina potrebbe avere ragioni specifiche, ma, vista la flessibilità di orario che vige oggigiorno negli stabilimenti, potrebbe ripresentarsi. “Stando ad alcuni approfondimenti che abbiamo fatto in mattinata – spiega a CDS l’amministratore delegato di Atc Esercizio, Francesco Masinelli – il problema odierno potrebbe derivare dall’introduzione dell’orario unico da parte di alcune aziende. E’ chiaro che bisogna far fronte a questa problematica e insieme alla Provincia e all’agenzia ragioneremo sul da farsi, compatibilmente con le problematiche di organico alle quali dobbiamo far fronte. Nonostante i contapersone sulle vetture e i resoconti sull’utenza che rimane a terra, ci sono stati alcuni episodi di sovraffollamento nell’ultimo periodo, ma bisogna anche tenere conto che non solo Fincantieri ha incrementato in un colpo solo di mille persone il bacino degli occupati, ma anche i numeri degli altri cantieri sono cresciuti”.
Come noto, Atc Esercizio effettua il servizio per conto della Regione, che a cascata lo affida alla Provincia, che a sua volta si appoggia all’Agenzia per la mobilità locale, che coincide con Atc Mobilità e parcheggi.
Il gestore, come abbiamo visto, si rende disponibile ad apportare modifiche al servizio. E lo stesso vale per Mobilità e parcheggi. “Servono azioni correttive – ammette Stefano Sciurpa, presidente e direttore generale della partecipata di Via Saffi – e stiamo pensando a come realizzare qualche corsa in più. Le corse programmate più i bis non sono evidentemente sufficienti, anche per la sovrapposizione tra chi va o torna dal lavoro e chi invece si muove per andare al mare. Dopo il periodo pandemico, quando gli autobus potevano portare la metà dei passeggeri, abbiamo ridotto le corse, ma ora si sta manifestando un problema. Ci sono state tante assunzioni e c’è un gran numero di dipendenti di ditte esterne che si dirigono verso San Bartolomeo, Ruffino e Muggiano: i cantieri pagano 4 corse andata e ritorno, ma ora vediamo che non è sufficiente. E il servizio deve necessariamente fare i conti con le risorse a disposizione”.

Una risposta in questo senso giunge dalla parte politica della vicenda e dalle stesse aziende coinvolte. “Da alcune settimane c’è un tavolo di confronto aperto con Confindustria – dichiara Kristopher Casati, assessore comunale alla Mobilità -. Le imprese devono avere il proprio mobility manager e grazie al direttore degli Industriali Paolo Faconti che ci supporta nell’interlocuzione con queste figure stiamo lavorando per mettere in piedi servizi di trasporto specifici grazie a un maggiore contributo da parte dei cantieri. Il servizio era stato implementato, ma appariva sovradimensionato. Così abbiamo valutato che una spesa di 34mila euro al mese era eccessiva e abbiamo ridotto le corse. Sembra evidente che siamo arrivati al punto di rottura e che dobbiamo registrare l’organizzazione del trasporto verso il Levante cittadino offrendo un servizio efficiente al giusto costo”.
Che il punto nodale dell’intera vicenda sia quello delle risorse è un’evidenza. “Bisogna che vengano stanziati questi soldi – conclude Ponzanelli -, a noi non importa da parte di chi. Gli autisti sono vittime di attacchi, assistono a risse a bordo dei mezzi e si trovano le porte bloccate dagli utenti arrabbiati. Così non si può andare avanti, la situazione sta diventando molto pericolosa. E non dimentichiamo il disagio che queste criticità creano a danno dei cittadini che magari si trovano impossibilitati a salire sull’autobus per recarsi a fare una visita in ospedale. Con quello che è accaduto questa mattina si prefigura l’interruzione di pubblico servizio, ma rischiamo anche problemi di ordine pubblico: servono più corse e ritengo che visto quello che sta succedendo sia utile pensare di aprire un tavolo di confronto anche con la Prefettura”.

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