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Interrogazione in Consiglio
|“Retroporto, un regolamento specifico non è possibile”. In arrivo barriera verde dal piazzale Spinelli
La sindaca Sisti: “Container vuoti essenziali per economia portuale, ma il nostro non deve più essere territorio dei vuoti, se vogliono li portano da altre parti, non da noi”.
Nel giugno del 2022 l’unanime approvazione nel Consiglio comunale di Santo Stefano di una mozione, presentata dai consiglieri di maggioranza Eva Battistini e Niccolò Menconi (capogruppo), che, in sintesi, impegnava l’amministrazione comunale a effettuare una verifica procedurale finalizzata all’istituzione di un regolamento specifico sull’area retroportuale santostefanese, verificando altresì la possibilità di inserire all’interno di tale regolamento norme sulla distanza delle pile di container dalle proprietà pubbliche e private; la prescrizione inerente la creazione di una fascia verde per mitigare l’impatto acustico e visivo; chiedendo altresì di intensificare i controlli e di inserire nel Regolamento di Polizia urbana la possibilità effettuare sanzioni in caso di mancato rispetto delle regole stabilite dal Piano urbanistico comunale sulle altezze consentite alle pile di container.
L’altro giorno in Consiglio la consigliera Battistini ha presentato un’interrogazione per avere il punto sull’attuazione della mozione approvata un anno fa. “L’amministrazione comunale – ha spiegato la sindaca Paola Sisti – si è attivata acquisendo in merito il parere legale dell’avvocato Riccardo Birga, che non ravvede appigli normativi per la previsione di un apposito regolamento con sanzioni difformi da quelle già previste dalla legge in materia edilizia urbanistica, rispetto alle quali ad oggi, come precisato anche dal legale, non risultano violazioni sanzionabili nelle condotte poste in essere dagli operatori”. Sisti ha altresì spiegato che, a parere del legale, “almeno in astratto, si potrebbe ipotizzare un intervento a tutela del decoro urbano”, con fondamento normativo in un Decreto legislativo del ’98, “tuttavia l’avvocato ha evidenziato che questo richiamo, se risulta alla prova dei fatti sufficiente per imporre limitazioni di modesto spessore, potrebbe rilevarsi troppo evanescente per giustificare vincoli ad attività economiche private legittimamente assentite, come nel caso dell’altezza dei depositi di container. Nei fatti – ha proseguito la prima cittadina illustrando il parere – nel nostro ordinamento la potestà del Comune deve trovare fondamento in specifiche norme che attribuiscono e regolano la competenza in modo puntuale potendosi giustificare un potere residuale a copertura di una generalità di accadimenti solo nelle ipotesi di concreto pericolo per un bene primario, quale l’incolumità delle persone, circostanza ad oggi fortunatamente non ravvisabile”.
Sisti ha poi letto la comunicazione del comandante della Polizia locale: “Abbiamo da subito avviato controlli unitamente all’Area tecnica del Comune – scrive il comandante Perroni -. Abbiamo svolto controlli con riferimento alle segnalazioni per emissioni acustiche oltre la soglia consentita; del pari stiamo monitorando gli orari dell’attività di movimentazione container, non permessa dopo le 18.00”, in particolare, spiega il comandante, attraverso “controlli serali e notturni casuali in più giorni della settimana, dai quali non è emerso nulla di irregolare: in altri termini, al di fuori dell’orario in cui è consentita, non è stata rilevata attività di movimentazione container”. Mentre, per quanto concerne i controlli acustici, nella comunicazione si spiega che l’Ufficio Ambiente dell’ente, in seguito dell’istanza della società Spinelli inerente l’aggiornamento dell’Autorizzazione unica ambientale (di competenza della Provincia e comprendente anche il nulla osta acustico), ha condotto indagini fonometriche, anche in contraddittorio – Comune, Arpal e società Spinelli – e che al momento è in corso l’elaborazione conclusiva per l’emissione del parere acustico. “E anche a seguito degli incontri con la società Spinelli, si è addivenuti ad un accordo, con impegno formale della società a installare una barriera mista vegetale artificiale al confine del lato nord del piazzale ovest sito in Via Togliatti, come da nota di impegno della società”, conclude la comunicazione.
“L’argomento della regolamentazione della presenza dei container è complesso e il parere del legale ci dice che non c’è grande spazio per un intervento, ciò non toglie che proveremo a introdurre il tema all’interno di qualche regolamento”, ha tirato le fila la sindaca, tornando poi al tema delle emissioni acustiche dell’area Spinelli: “Dalle indagini dei nostri uffici sembrava sforassero, ma loro si sono ‘ribellati’ e hanno fatto una controperizia che dimostra il contrario, per cui ci sono stati per forza l’intervento di Arpal e il contraddittorio. Ad ogni modo mi sento di dire di non mollare, e intanto spingeremo Spinelli a rispettare l’impegno della realizzazione della barriera. E poi proviamo a inserire in un regolamento il tema delle altezze delle pile; ad ora, abbiamo cercato da più parti, non abbiamo regolamenti sulle altezze delle pile, anche quello edilizio in quest’ottica è debole, perché parliamo di qualcosa di amovibile”. La sindaca ha poi concluso: “Io per prima penso che le altezze non vadano bene e che forse bisognerebbe regolamentarle diversamente, ma per farlo obiettivamente bisogna trovare altri spazi, se non qua da altre parti. La gestione dei vuoti è la parte più povera della filiera dell’economia portuale, ma è essenziale, senza spazi per far sostare i vuoti non c’è economia portuale, nemmeno la più ricca. La convivenza con questo tipo di economia è un problema di difficile gestione, perciò dico sempre che il nostro territorio non deve più essere territorio dei vuoti, se vogliono li portano da altre parti, non da noi. E a poco vale il regolamento approvato dal Comune di Bolano, non la riesci a gestire con le norme attuali, non li vinci i contenziosi… puoi anche inventarti un regolamento, ma se non ha copertura di una norma superiore, ha poco valore giuridico”. Riferimento, quest’ultimo, alla modifica che Bolano due anni fa ha apportato al Regolamento edilizio, disponendo che “le aree e i piazzali pertinenziali alle attività produttive esistenti o di progetto, e comunque le aree scoperte a qualsiasi uso destinate, non possono essere utilizzate a fini di deposito/stoccaggio di container. Ai soli fini delle esigenze produttive, è ammesso il deposito e la movimentazione di container, con esclusione di ogni loro sovrapposizione e per il tempo strettamente necessario”.
“Sembra quasi che una volta che si arriva il deposito container si possa fare quello che si vuole e noi non abbiamo strumenti per impedirlo – ha replicato Battistini -. Non che metta in discussione i pareri, ma a livello logico non mi sembra giusto che, se ci sono regole sulle altezze, queste non vengano rispettate, né che non possiamo introdurre sanzioni per farle rispettare. Ben venga almeno la fascia verde, ma tra tutte le proposte forse era la più debole. E poi, ci devono mettere delle sequoie… servono alberi molto alti, soprattutto quando le pile arrivano a otto container. Qualcosa la fascia verde fa anche per l’impatto acustico, ma spero che, nel caso risultasse sforamento dai parametri, almeno da questo punto di vista potremo fare qualcosa? O anche in questo caso l’unico strumento sono piante e barriera verde?”. “Se emergerà uno sforamento rispetto all’autorizzazione che hanno, questa viene sospesa e non possono più lavorare”, ha risposto Sisti, che, in merito alle altezze, ha aggiunto che “non è che possono fare quello che vogliono: il tema è inserire le regole prima dell’insediamento, mentre è difficile intervenire ad autorizzazioni rilasciate”.






