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Martina e il nonno: due Cavalieri della Repubblica in famiglia

Martina Riolino è un’affermata chef spezzina. Questa mattina è stata insignita del titolo di cavaliere durante la cerimonia per la celebrazione del 2 giugno in Piazza Europa.

Ha fatto riscoprire la cucina gourmet vegana agli spezzini. Ha fatto della formazione in giro per il mondo per migliorare la sua tecnica un’autentica missione. Si è impegnata attivamente nel tessuto sociale cittadino, non si è tirata indietro quando il Covid era una minaccia costante ed è uno dei volti simbolo di Confcommercio. E’ la ristoratrice Martina Riolino che questa mattina è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica proprio per il suo attivismo a favore delle donne e durante la pandemia. Riolino è la più giovane dei nuovi cavalieri ma in famiglia non è l’unica perché a suo tempo anche il suo adorato nonno oggi novantottenne, decorato per l’impegno sociale all’interno dell’unione nazionale mutilati nel servizio “Unione Nazionale Mutilati per Servizio” di cui è stato presidente per lungo periodo è stato decorato dello stesso titolo.

“Questo aspetto è senza ombra di dubbio la cosa più bella – ha raccontato la chef a Città della Spezia -. E’ come se avvenisse in continuità con quella che è l’eredità della mia famiglia. Non ci sono io dietro questa onorificenza, c’è la mia famiglia, quello che mi hanno trasmesso i miei nonni e i miei genitori, che hanno sempre cercato di contribuire alla società civile in tante diverse forme di associazionismo sociale, animalista o ambientalista. Lui è un uomo d’altri tempi, di poche parole, ma vedere l’orgoglio e la commozione nei suoi occhi è qualcosa di impareggiabile”.

Martina, in parte, deve ancora metabolizzare il fatto di essere Cavaliere della Repubblica. “Sto realizzando piano piano perché è un titolo che non ho mai immaginato accostato alla mia persona un po’ anticonvenzionale. Dire che è un onore è scontato, ma è anche la verità – spiega -. Quando qualcuno che non faccia parte della cerchia delle persone che ti vogliono bene, ti conferisce un riconoscimento non è possibile restare indifferenti e non esserne felici.”Ho dato poco peso inizialmente al fatto che fosse stato fatto il mio nome per una nomina. Ad essere sincera ho pensato che fosse già tanto il fatto che qualcuno avesse pensato a me come meritevole di questo titolo. Mi sarebbe bastato quello. Il comunicato stampa e la telefonata da parte della prefettura, mi hanno colta completamente di sorpresa. E’ una cosa che quasi mi imbarazza perché penso semplicemente di essermi impegnata e dedicata a quello in cui credo”.

E’ partita dallo studio della comunicazione e ora è una chef, dimostrazione che il futuro non è mai scritto. Le abbiamo chiesto quale consiglio darebbe ai ragazzi di oggi alle prese con un percorso, spesso accidentato dovuto ai tempi che corrono. ” Una domanda difficile e delicata a cui rispondere, soprattutto perché io non ho mai ascoltato troppo i consigli degli altri – ha concluso -. Ho fatto tanti errori. Sono stata molto impulsiva dove non dovevo e pensato troppo laddove dovevo scegliere con l’istinto. Tante volte ho girato a vuoto oppure sono tornata sui miei passi senza seguire un percorso lineare, ma finendo in strade piuttosto articolate. Per l’esperienza del mio vissuto è importante restare aperti alle possibilità. Come anche questi anni ci hanno insegnato, quello che può succedere non è già scritto e bisogna essere flessibili mentalmente per poter cogliere qualcosa di inaspettato (nel bene o nel male) e per potersi adattare alle situazioni e ai cambiamenti che la vita ci pone e ci porrà davanti sempre più grandi in futuro”.