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Ponte sul Magra: amministrazione bolanese pronta ad “azioni di stimolo”, perplessità a Santo Stefano
L’amministrazione Battilani mantiene la sua linea a favore dell’opera. Sulla sponda sinistra del fiume invece dubbi da entrambi i lati del Consiglio, che presto tornerà a parlare del tema.
Partito nei giorni scorsi il cantiere per la realizzazione del ponte sul Magra che collegherà i territori di Santo Stefano e Ceparana. Durata dei lavori stimata in due anni, di oltre 15 milioni di euro il peso economico dell’intervento. Un’opera che a più riprese ha animato il dibattito locale, che in questi giorni si è rinfocolato. Fronte Santo Stefano, ad esempio, nell’ambito di uno scettico intervento sul Piano territoriale regionale, la consigliera santostefanese Eva Battistini, membro della maggioranza, ha voluto lanciare una sorta di monito: “Tra le opere fondamentali secondo le osservazioni (al Piano territoriale regionale, ndr) di Confindustria – verso le quali, ribadisco, la delibera della giunta (di Santo Stefano, ndr) esprime condivisione -, c’è anche il ponte Santo Stefano – Ceparana, questo in netto contrasto con quella che dovrebbe essere la posizione di contrarietà al ponte più volte rimarcata dalla scrivente e dalla sindaca Sisti anche in sede di consiglio comunale, posizione ulteriormente rinforzata dalla concreta prospettiva che le rampe di Ceparana diventino permanenti. Ricordo altresì che la contrarietà al ponte è tra i punti fondamentali del programma elettorale su cui si basa la nostra alleanza”, scrive l’esponente di Rifondazione, la cui mozione, si prossima discussione, sarà senz’altro occasione di dibattito consiliare sull’infrastruttura. E sempre dal consiglio di Santo Stefano, ma in questo caso dall’opposizione, il capogruppo di Uniti per cambiare, Emanuele Cucchi, osserva dalla pagina Facebook su cui documenta la sua attività amministrativa: “In ambito giuridico vi è un istituto detto servitù. La servitù si realizza quando un terreno o un immobile viene, per qualche ragione, asservito ad un altro. Ragionando su ciò che accade a Santo Stefano Magra, mi sembra che qualcuno abbia ritenuto di instaurare una servitù permanente sul territorio del nostro comune a favore paesi limitrofi. Peraltro, in diritto, la servitù si paga. Santo Stefano Magra invece serve e basta, senza alcun ritorno positivo. L’unica infrastruttura utile per noi sarebbe la variante della Cisa. Il resto è mero asservimento senza riscontri. Sono amareggiato”, scrive Cucchi, indipendente sostenuto alle elezioni 2021 dalle forze di centrodestra, a corredo dell’articolo di CdS che informa dell’avvenuta partenza dei lavori per il viadotto sul Magra. Un’opera che invece incontra il favore dell’amministrazione comunale di Bolano, di centrosinistra come quella di Santo Stefano. Giusto ieri, nell’ambito di una nota di Palazzo civico su consuntivo, bilancio e piano opere, a firma del vice sindaco Paolo Adorni, si legge dell’impegno che l’amministrazione bolanese intende profondere a livello di “azione di stimolo e di raccordo della realizzazione della bretella Ceparana-Santo Stefano con il contemporaneo mantenimento in essere del casello autostradale che da rampe provvisorie devono diventare definitive”.
Pieno favore all’opera ha ribadito in concomitanza del via del cantiere la Provincia, i cui uffici hanno seguito la pratica; come riportato nella nota diramata nei giorni scorsi, per il presidente Pierluigi Peracchini “il nuovo asse infrastrutturale rappresenta un fondamentale e più funzionale collegamento fra la sponda destra e sinistra del fiume Magra. Un percorso stradale atteso che garantirà non solo un miglioramento dell’accessibilità alla rete autostradale esistente, ma anche il perfezionamento della circolazione viaria della piana del fiume Magra e del fiume Vara con percorsi esterni al tessuto urbano”.








