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Il settore non vuole perdere la spinta e mira a interessare i giovani in cerca di lavoro
|Nuovo contratto integrativo per oltre 4mila edili: sette nuove prestazioni di welfare aziendale accompagnano 90 euro in più in busta paga
Dopo più di un anno di confronti serrati e trattative a tratti infuocate è stato trovato l’accordo per il contratto integrativo che andrà a migliorare le condizioni reddituali e aumenterà le prestazioni di welfare aziendale a disposizione per oltre 4mila lavoratori del comparto edile.
Dal 1° giugno scatterà infatti l’aumento di 90 euro in busta paga (importo medio calcolato sullo stipendio di un operaio di 3° livello) legato agli aumenti dell’indennità di mensa e dell’indennità di trasporto e all’istituzione dell’Evr (Elemento variabile della retribuzione). Sono invece già in vigore le altre novità contrattuali contenute nell’accordo firmato nei giorni scorsi da Ance, Cna Costruzioni e Anaepa Confartigianato insieme alle sigle di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.
Si tratta, nello specifico, di sette nuove prestazioni di welfare aziendale che vanno dai contributo scolastico per i figli (sino alla laurea) a quello a favore di dipendenti che hanno figli diversamente abili, passando per il premio natalità una tantum per i lavoratori che diventano genitori biologici o adottivi e per l’assegno incentivo giovani operai edili, previsto per gli under 29 che in 12 mesi dall’assunzione abbiano maturato in Cassa edile almeno 1.300 ore. Sono previsti inoltre il premio apprendistato per chi avrà conseguito la qualifica dopo aver svolto la formazione presso la Scuola edile spezzina, il premio passaggio generazionale ai lavoratori iscritti alla Cassa edile che inseriscono il proprio figlio nel settore e il sussidio per decesso del lavoratore causa malattia o infortunio sul lavoro.
In provincia il settore fa appunto riferimento alla Cassa edile, ente bilaterale che raccoglie insieme associazioni datoriali e sindacati, e riguarda più di 3mila dipendenti inquadrati in ambito industriale e mille in quello artigianale. L’indotto indiretto, che tiene conto del coinvolgimento di ingegneri, geometri, idraulici, carpentieri ed elettricisti, riguarda in totale 18mila lavoratori e si stima arrivi a coinvolgere ben 15mila famiglie. Numeri importanti, che in parte distolgono dai problemi che le 300 aziende spezzine incontrano quotidianamente sul fronte delle assunzioni.
Alla presentazione dell’accordo nella sede spezzina di Ance erano presenti questa mattina il presidente dell’associazione dei costruttori Alberto Bacigalupi, il direttore Paolo Faconti e il responsabile del servizio sindacale Massimo Gardelli, mentre Fillea Cgil era rappresentata dal segretario generale Gianni Carassale, Filca Cisl da Davide Grazia, dell’area sindacale territoriale, e Feneal Uil dal responsabile territoriale Riccardo Badi.
Bacigalupi, che ha introdotto i contenuti dell’intesa, ha sottolineato come le novità introdotte centrino un duplice traguardo: “Quello di dare un contributo tangibile ai lavoratori per far fronte all’incremento del costo della vita dovuto all’aumento vertiginoso dell’inflazione e quello di rappresentare un settore che tutela i suoi dipendenti e nel quale gli stipendi sono di tutto rispetto, così come l’assistenza sociale da parte delle imprese locali. Welfare che si aggiunge alle politiche già attive a livello nazionale, come il fondo di assistenza sanitaria Sanedil nato con lo scopo di fornire agli iscritti assistenza sanitaria e socio sanitaria integrativa a quella fornita dal Sistema sanitario nazionale. La soddisfazione oggi è molta, ma non dimentichiamo mai che ci sono anche problemi come il contrasto al lavoro irregolare e il miglioramento della sicurezza, temi qui quali siamo costantemente impegnati. Lo dimostra l’istituzione del Rlst, il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, che fa le veci del Rls nelle aziende di piccole dimensioni che fanno fatica ad averne uno. Ne abbiamo tre a livello provinciale, uno per sigla confederale”.
“La vera innovazione – ha dichiarato Faconti – è il salto di qualità che insieme vogliamo imprimere alla politica industriale del settore. Abbiamo iniziato un percorso nuovo perché abbiamo stimato che nei prossimi anni in questa provincia ci saranno investimenti notevolissimi, anche superiori al miliardo di euro. Il tema è come realizzare queste opere: dopo 15 anni di crisi il settore dell’edilizia ha subito un depauperamento della capacità produttiva. Ora è necessario un rilancio e l’impiego in questo comparto deve essere visto come un’opportunità, con margini di crescita anche importanti per i giovani. Abbiamo così deciso di ampliare welfare e contribuzione. Possiamo dire che nessun settore ha una rete di welfare così, anche grazie al lavoro paritetico che portiamo avanti da 70 anni. Oggi non vale più il concetto: se non studi vai a fare muratore. Il mondo è cambiato. Abbiamo anche tanti cittadini non italiani che si avvicinano all’edilizia, e per questo per primi abbiamo scelto di aprire uno sportello di mediazione culturale, per integrare sempre più queste persone, anche perché la comunicazione in un cantiere è fondamentale. Con le sigle abbiamo intavolato una trattativa anche difficile in alcuni momenti, ma sempre con la condivisione di una politica industriale”.
“Gestiamo le problematiche in maniera paritetica – ha aggiunto Badi – e oggi facciamo un passo avanti che si inserisce in un contesto che ha visto prima un’esplosione di lavoro nel settore e ora assisterà forse a una restrizione. Ma ci sono numerose opere da portare avanti sul territorio e bisogna proteggere un comparto che a volte anche è visto come ultima spiaggia per i giovani alla ricerca di lavoro. Ma quello dell’edile non è solo un impiego spacca schiena, come si diceva una volta, ma anche una fonte di soddisfazione economica e non solo. Questo accordo rende l’edilizia un settore più appetibile nella nostra provincia”.
Grazia ha proseguito ricordando come gli obiettivi siano stati focalizzati nelle premesse dell’accordo, dove si parla chiaramente della necessità di una maggiore e migliore considerazione per l’ambito edile, da conseguire anche attraverso il lavoro degli enti, Scuola edile spezzina in primis.
“Il settore ha una forte necessità di manodopera specializzata e qualificata che non è per niente facile da trovare – ha spiegato Carassale -. Non ci sono solamente bonus e facciate, penso a opere come l’ospedale del Felettino e il secondo lotto della Variante Aurelia che attendono da anni di essere portate a termine. Questo accordo ha tra gli obiettivi principali quello di mantenere la spinta ricevuta negli ultimi anni anche per il prossimo futuro”.
A margine dell’incontro anche Marco Mariotti, presidente di Cna Costruzioni, e Attilio Garbini, presidente di Anaepa Confartigianato, hanno fatto sapere la loro opinione: “Il superbonus e i bonus hanno determinato una ripresa che mostra parametri positivi: cresce il fatturato complessivo del settore, aumenta il numero delle imprese e degli occupati. Riconosciamo volentieri le indennità dell’accordo così come l’ulteriore incremento in busta paga a luglio previsto dal Contratto nazionale, anche perché mai come in questo momento riscontriamo un problema di mancanza di manodopera. Questo aspetto ci preoccupa per il futuro perché, dati alla mano, è pressoché impossibile già da mesi trovare personale e non ci sono segnali che mostrino in tal senso significativi cambi di passo. Il rischio è che il pensionamento di molti degli attuali dipendenti metta in grande difficoltà le imprese, considerando che, negli anni della crisi, sono rimaste bloccate le nuove assunzioni e, di conseguenza, il naturale e progressivo ricambio generazionale nelle aziende. Temiamo, inoltre, che il settore possa subire una seria contrazione a seguito delle nuove norme sui bonus e la cessione del credito. Temiamo che l’insieme di queste problematiche ricadrà anche su molti cantieri di opere pubbliche previsti anche alla Spezia sulla scia del Pnrr”, hanno concluso Mariotti e Garbini.
Ance e le sigle sindacali, già da anni hanno attivato, sia singolarmente che tramite la Scuola edile spezzina, iniziative rivolte ad avvicinare i giovani al settore, anche nell’ottica di garantire alle imprese l’indispensabile turn over dei lavoratori usciti dal ciclo produttivo per raggiunti limiti di età. Durante lo svolgimento di queste iniziative si è riscontrato che i giovani e soprattutto le loro famiglie, considerano in termine molto residuale il settore edile quale possibilità di occupazione. Solo l’11% degli edili ha meno di 30 anni.
Le famiglie, nella valutazione degli sbocchi occupazionali, generalmente escludono a priori il settore edile, che invece può offrire ai giovani opportunità e possibilità di crescita professionale a breve e a ragionevole distanza dalla propria residenza.
Senza contare che quello dell’edilizia è uno dei contratti più remunerativi nel comparto dell’industria.
“Stimiamo che in provincia, entro il 31 dicembre 2023, andranno in pensione circa 200 lavoratori e nei prossimi 3/4 anni stimiamo una necessità di manodopera di circa 500 unità. Bisogna pertanto puntare sul fronte giovani, mettendo in evidenza l’appetibilità del settore, in cui ci sono buone possibilità di carriera e buone retribuzioni”, hanno affermato ancora gli Industriali e i sindacati.
A tal proposito il direttore di Ance Faconti ha ribadito come con le parti sociali ci sia “condivisione totale sul fare sensibilizzazione sui giovani. Dobbiamo parlare a loro e ai genitori e da settembre lanceremo una campagna di sensibilizzazione nelle scuole percorsi per parlare con loro di orientamento al lavoro nella loro comfort zone. L’intenzione è di partire già dai ragazzi delle scuole medie e con quelli della formazione professionale e superiore. L’offerta formativa non manca, quel che non si trova sono gli allievi: la scuola è organizzata, di qualità e può contare su importanti fondi europei. E oltre agli operai non si trovano nemmeno i tecnici, come geometri e ingegneri. E pensiamo che si tratta di professioni che non cesseranno mai di essere ricercate. Anche perché non c’è più l’approccio palazzinaro degli anni ’70: oggi l’edilizia è anche e soprattutto manutenzione e sviluppo del territorio”.







