Un altro passo da compiere
|Overtourism alle Cinque Terre, Consorzio inManarola: “Prioritario affrontare il problema della ressa nei borghi”
“Nelle festività di questa primavera le Cinque Terre, mai come prima, sono al centro dell’attenzione locale, regionale e frequentemente nazionale rilevando in questo la complessità e l’importanza del nostro territorio.
Abbiamo letto e leggiamo continuamente di amministratori regionali, provinciali e dei sindaci, della presidente del Parco, del ministro del Turismo, di esperti di turismo, persino di scrittori non a conoscenza dell’attualità delle nostre comunità, e negli ultimi giorni delle rappresentanze spezzine di associazioni di categoria nazionali.
Con altre associazioni del nostro territorio abbiamo portato il nostro contributo agli stati generali del Parco nazionale delle Cinque Terre nel mese di ottobre 2022 dove, nelle conclusioni, il Parco si impegnava ad aprire una cabina di regia per pianificare interventi sull’overtourism; ci pareva un buon risultato”. Lo afferma in una nota il Consorzio turistico inManarola, intervenendo sul dibattuto tema della gestione dei flussi turistici alle Cinque Terre.
“Ma ad oggi l’impegno del Parco sulla cabina di regia è stato totalmente disatteso, e abbiamo letto, recentemente, di una sorta di stati generali della Provincia della Spezia (Conferenza programmatica del turismo) con le Cinque Terre escluse: nessuno ha invitato le associazioni del territorio dei cinque paesi. Dall’attuale non favorevole sovraesposizione mediatica, si distacca con una iniziativa finalmente concreta il Parco nazionale delle Cinque Terre con l’istituzione del senso unico sul sentiero Monterosso-Vernazza in coincidenza con il ponte del 25 aprile che ci pare abbia raggiunto, se lo scopo era quello di ridurre il rischio di infortuni nel sentiero, un positivo risultato, accolto di buon grado da turisti e camminatori. La sicurezza – affermano dal consorzio – è importante e prioritaria nei sentieri, nei paesi, in mare e sugli approdi, e anche alla stazione di Manarola dove ad oggi dei necessari interventi dei quali si parla da anni e anni non si vede traccia.
Se il test del senso unico con accesso programmato del 25 aprile è stato positivo, anche una forma di prenotazione per l’accesso ai sentieri potrebbe essere una iniziativa da praticare, in forme e modalità da dettagliare, dopo un confronto con le realtà locali economiche e non economiche, e comunque escludendo (ragionevolmente e ben motivatamente) dagli adempimenti correlati gli ospiti delle strutture ricettive dei tre comuni”.
“Ma il cuore del problema – aggiungono dal Consorzio inManarola – non è sui 130 km di percorsi per il treeking, o su parte di essi, ma piuttosto nei paesi, in cui l’overtourism, soprattutto per la presenza contemporanea di numerosi e folti gruppi organizzati nelle stesso luogo, per gran parte dell’anno, produce frammentazione del tessuto sociale, percezione distorta del territorio, deprime la qualità dell’offerta commerciale, scoraggia il turismo residenziale, complica la vita nei paesi, costringe in casa gli anziani.
Ci domandiamo, spesso, molto preoccupati, quanto e a chi giova che l’identità delle Cinque Terre venga cancellata e parimenti la reputazione della meta turistica si degradi sempre più, perché i segnali premonitori del declino sono evidenti.
Giova ricordare che il nostro territorio è tutelato dalla legislazione nazionale che istituisce l’omonimo Parco, così come è tutelato tramite l’istituzione della Area marina Protetta il mare davanti ai paesi: entrambe le normative riconoscono una risorsa culturale ed ambientale di gran valore, un bene comune che se mal gestito si usura inesorabilmente, per questo occorre che si pratichino azioni di tutela e protezione anche se sgradite a posizioni economiche consolidate ma non compatibili.
Inutilmente chiediamo da anni ai decisori territoriali di prendere iniziative per intervenire sul fenomeno dell’overturism, senza esito, inascoltati dopo l’importante incontro che assieme alla altre associazioni del territorio abbiamo organizzato al castello di Riomaggiore del 19 marzo 2019 alla presenza della autorità locali, inascoltati prima durante e dopo il Covid; a questa regola l’eccezione del Comune di Riomaggiore con il sistema di prenotazione dell’accesso dei bus turistici al paese di Manarola e con il divieto di accesso ai paesi dei gruppi, quando coincidente con le allerte meteo.
Ad oggi ben più di una delle tante prese di posizione che leggiamo sul il turismo nei paesi e sui sentieri, ma anche per il mare, ci appaiono strumentali all’obiettivo di non fare nulla, di lasciare le cose come stanno per continuare non disturbati, esattamente come ora, a logorare la risorsa sociale, ambientale e culturale a disposizione”.
“Per tutto questo, e non solo, chiediamo a tutte le figure istituzionali interessate, dai sindaci al presidente della Regione, dal presidente del Parco a quello della Provincia, al ministro del Turismo, di avere una idea diversa da quello che oggi vediamo nelle Cinque Terre, lungimirante, per conservarne il valore dei luoghi ed evitare di perdere questa meta turistica.
Gli Stati Generali del Parco hanno avuto un esito chiaro, ed ora, oltre le ricorrenti singolarità della sicurezza dei ponti primaverili, si attuino le migliori iniziative sui sentieri, dalle direzioni di percorrenza alle prenotazioni ma, contemporaneamente ed unitariamente, si metta mano con urgenza ad una regolamentazione dei folti e numerosi gruppi nei cinque paesi, perché la prima iniziativa, senza la seconda, peserebbe sulla la vita degli abitanti dei tre comuni compromettendo, oltre la loro, anche l’economia di un ampio circondario; su questi obiettivi eravamo e siamo disponibili”, conclude il Consorzio turistico inManarola.








