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Lavoratori che non si trovano. Confindustria, Gerini: “Anche nostra responsabilità”
Cisita e Confindustria tramite i percorsi Ifp cercando di ricreare il circolo del vecchio “avviamento” al lavoro in ambito scolastico. Ne nasce un’analisi approfondita dove dentro ci sono: il record dei Neet in Liguria, le opportunità delle migrazioni. L’appello di Bucchioni: “Senza formazione le imprese di fermano”. L’assenza di personale nel mondo crea un danno da 15 miliardi.
Ricreare la scuola di avviamento e permettere ai giovani di entrare nel mondo del lavoro, conoscere nuove opportunità in settori economici che andrebbero a pieno ritmo ma che al momento non hanno personale a sufficienza. Questo lo scopo della promozione che sta attuando Confindustria tramite la sua estensione formativa Cisita e i corsi di istruzione e formazione professionale che possono cominciare già alla fine del percorso della scuola secondaria di primo grado, quindi dopo la terza media.
La crisi. Questa linea di istruzione è già attiva da tempo sulla Spezia ma torna, prepotentemente, all’attenzione dell’opinione pubblica per una crisi che da più di cinque anni ha colpito settori economici vecchi e nuovi, a partire dalla nautica: i posti di lavoro ci sono, sono tanti, ma non ci sono candidati nonostante venga messa a disposizione anche la formazione e ci siano garanzie di contratti importanti anche a tempo indeterminato.
Le potenzialità di questo percorso alternativo di studio sono state illustrate questa mattina nella sede di Confindustria la Spezia dal presidente Mario Gerini e da Giorgia Bucchioni presidente del Cisita della Spezia.
E’ evidente che negli ultimi anni qualcosa è andato storto e il presidente Gerini non si è sottratto alle responsabilità del mondo dell’industria.
“Cercare personale è un’esigenza – ha detto – e se in questo momento siamo in una fase di impasse in parte è anche una nostra responsabilità. Non è stato fatto capire perfettamente quali sono le realtà industriali del territorio. Molti giovani non sono a conoscenza di quelle che sono le opportunità, può sembrare un mondo chiuso. Se pensiamo a Viale San Bartolomeo è forte la presenza di stabilimenti, recintati, e chi le guarda può pensare ‘non vedo il mare perché è chiuso’ senza poter scoprire cosa c’è dietro. Proprio su questo punto stiamo cercando di organizzare delle giornate con le scuole affinché possano cogliere l’effettiva consistenza industriale della nostra provincia. La crisi è generalizzata in molti settori e siamo anche a conoscenza del fatto che ci sono grandi difficoltà a organizzare i corsi di formazione. L’edilizia è cambiata radicalmente negli ultimi quarant’anni e rientra tra i settori più colpiti, oltre a questi anche quella della logistica. In quest’ultima partita c’è grande dialogo con l’Its della Spezia con il quale penseremo a strategie”.
“I corsi di formazione – ha aggiunto Gerini – sono fondamentali e in questo momenti sentiamo il bisogno di far capire ai giovani quanto sia importante questa opportunità. I mercati lanciano segnali positivi ma da settori come l’edilizia emerge una certa distanza tra i posti disponibili e le risorse umane. Indice in questa partita anche il calo demografico. Il nostro compito è anche sviluppare un programma da divulgare tra le famiglie partendo dagli incontri con le scuole secondarie in modo da spiegare meglio le opportunità del territorio”.
I tempi richiedono un nuovo approccio alla formazione. A sottolinearlo è Giorgia Bucchioni presidente del Cisita: “Le problematiche ci sono – ha detto-. Per questo lancio il mio appello ai giovani. Deve esserci una dialettica costante tra il mondo della formazione, della scuola e del mondo imprenditoriale con un linguaggio e una comunicazione che faccia breccia tra i più giovani. Noi ci poniamo come mediatori formativi. L’appuntamento di oggi è importante perché la formazione ci sta a cuore ed è importante evidenziare quali progetti portiamo avanti come Cisita e Its”.
“Negli ultimi due anni il Pnrr è una realtà e al suo interno la parte dedicata alla formazione è corposa – ha spiegato Bucchioni – . L’Its della Spezia è un’eccellenza a livello nazionale ed è importante rimarcare che la richiesta di manodopera oggi è sempre più specializzata. Giocano un ruolo importante anche gli Ifp: percorsi triennali di formazione per acquisire una professionalità e dare l’approccio al mondo lavorativo. I corsi si svolgono sia in aula che sul luogo di lavoro. Il Cisita in questo ambito ha ottenuto grandi risultati”.
I dati e cos’è l’Ifp. L’Istruzione e formazione professionale, conosciuta come Ifp, è un percorso il cui titolo di studio coinvolge a partire dalla terza media e al termine del percorso, come era un tempo per “l’avviamento”, i ragazzi acquisiscono una solida professionalità spendibile immediatamente nel mondo del lavoro. Ottenere questo diploma non è vincolante. Chi volesse proseguire negli studi può accedere all’anno integrativo, se passa il numero chiuso accedere all’Its e anche all’università. Emergerebbe comunque una figura altamente formata. Le richieste da parte delle aziende ci sono.
“Per il primo e il secondo anno dell’Ifp quaranta aziende hanno fatto richiesta di personale per più di 100 tirocinanti – ha detto Bucchioni-. Il metodo di assunzione parte dal tirocinio e rappresenta uno degli strumenti migliori per far prendere coscienza ai ragazzi della realtà professionale che potrebbe accoglierlo e viceversa. Per il secondo e il terzo anno dell’Ifp un altro dato importante è per gli allievi del quarto anno: su 17 allievi, 10 sono stati assunti con un contratto di apprendistato di primo livello e gli altri non ancora scelti avranno modo di formarsi e completare il percorso per la tornata successiva”.
“Il Cisita è una scuola che da servizi a tutto tondo – ha aggiunto -. Forte è l’impegno anche nei percorsi alle Academy per uan formazione post diploma. In Piemonte viene definito un modello virtuoso, dalla stessa virtuosa Confidustria piemontese, alla Spezia è già presente con San Lorenzo Academy. Questo dimostra che il nostro sistema formativo e l’humus aziendale è fertile e all’avanguardia e passa anche da noi. Importante è il ruolo del Cisita nei corsi dell’Its perché garantisce un titolo professionalizzante e forma il futuro mangment che nel futuro diventerà un collante tra i vertici aziendali e i lavoratori che entrano in azienda”.
Neet record in Liguria, il lavoro, formazione e l’immigrazione diventa un plus per le aziende. La carenza di manodopera “costa” 15miliardi di dollari. “Arriva il grido d’aiuto dalle aziende che hanno grandi perfomance sul mercato ma non trovano le risorse umane per stare al passo – ha aggiunto Bucchioni -. In parte siamo allo stesso punto ma mai come oggi è necessario che si dica quali sono le possibilità del territorio”.
“Nel Nord Italia la Liguria ha il primato dei Neet (persone spendibili nel mercato del lavoro ma che non studiano e non lavorano, Ndr). Sono dati che fanno riflettere e su questo tema si inserisce anche quello delle migrazioni. E’ un argomento che va affrontato non solo da un punto di vista umano e della società. Come Cisita riteniamo sia importante trovare degli strumenti per poter integrare questi giovani che arrivano attraverso percorsi di formazione scolastici veri e propri e di apprendimento. Nella carenza di materiale umano, in questo momento, poter avere l’occasione di attingere anche da altre popolazioni e modi di pensare ed essere è una chance importante soprattutto per questi ragazzi. Così facendo potranno integrarsi e le aziende potranno formarli e immetterli nel mercato del lavoro”.
La carenza di manodopera alle aziende costa 15miliardi di dollari. “Questo avviene in un momento dove si registra un calo della popolazione – ha aggiunto Bucchioni -. E’ necessario dunque rivedere le politiche aziendali e aprirsi ad altre mentalità e cultura che possono arricchire. La conferma arriva anche da un approfondimento nel quale sono stati intervistati degli amministratori delegati: ritengono che questo tipo di inserimento possa rappresentare un grosso plus”.
Senza formazione il mondo di oggi si ferma. “Non è molto che la formazione è alle luci della ribalta e gli investimenti sia a livello governativo che imprenditoriale sono recenti – ha concluso Bucchioni -. La formazione è sempre stata vista come un elemento in più e non suscitava particolare appeal, oggi emerge evidentemente in ritardo un nodo cruciale per tutto il sistema. Quando si parla di energia pulita, digitalizzazione, automazione è chiaro che la formazione è fondamentale. Senza si blocca tutto: parliamo di nuovi processi produttivi, se non sei preparato e formato, l’azienda si ferma. Più si investe in formazione più si è competitivi. Le opportunità ci sono anche per le fasce di età maggiori: pensiamo al progetto Goal, che coinvolge anche i percettori del reddito di cittadinanza e quelle fasce che sono in un limbo. E’ un progetto nazionale e all’avanguardia ed è indirizzato a una fascia di età che potrebbe avere problemi nell’inserimento e nel reinserimento nel mondo del lavoro”.









