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emendamento ad hoc
|Nella legge di bilancio anche i fondi per il Polo nazionale della subacquea
Due milioni di euro a partire dal 2023. Il nuovo centro di ricerca avrà sede a San Bartolomeo e ruoterà attorno al Centro di supporto e sperimentazione navale, a stretto contatto con il Centre for maritime research and experimentation sotto egida Nato. “Sarà un centro di eccellenza per garantire ricerca, innovazione e sicurezza nel dominio sottomarino, ambiente strategico per l’Italia”, ha twittato il ministro Crosetto.
“Sarà un centro di eccellenza per garantire ricerca, innovazione e sicurezza nel dominio sottomarino, ambiente strategico per l’Italia”. Il ministro della difesa Guido Crosetto affida a Twitter la propria soddisfazione per l’accoglimento dell’emendamento alla legge di bilancio che stanzia i fondi per il Polo nazionale della subacquea, che avrà sede alla Spezia. Una dotazione di 2 milioni di euro all’anno per creare il cluster della ricerca legato all’ambiente sottomarino sotto l’egida della Marina Militare, attorno al Centro di supporto e sperimentazione navale e a contatto con il Centre for maritime research and experimentation sotto egida Nato, tutti con sede a San Bartolomeo.
Un progetto di cui si parla almeno dal 2019, quando un convegno a Roma pose le basi per il dialogo tra autorità militari, mondo accademico e realtà industriali che saranno gli attori che animeranno il futuro Polo della subacquea. Un anno fa veniva poi previsto un tavolo tecnico di coordinamento interministeriale permanente con ministero della Difesa, ministero dello Sviluppo Economico, ministero dell’Università e della Ricerca e la Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza. La commissione difesa del governo Draghi aveva già individuato la Spezia come sede del polo nell’ottobre precedente.
Lo scopo è la “creazione di un modello economico di sviluppo del settore, la creazione e il consolidamento di una rete permanente di collaborazione tra le realtà coinvolte – ha detto il sottosegretario Perego di Cremnago – per costruire e mantenere la sovranità tecnologica nel settore, un dominio strategicamente importante sia in campo militare che civile con obiettivo anche quello di proteggere le infrastrutture strategiche nazionali e tutelare, preservandoli, i collegamenti subacquei del Mediterraneo”. A 140 anni dalla creazione della Commissione permanente per gli esperimenti del materiale da guerra, quella zona della città continua ad essere consacrata alla ricerca.







