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Imprese edili in ginocchio

Confapi: “Superbonus, decreto Aiuti bis non recepito dalle banche per le aziende. Serve disponibilità da parte di Poste e Cdp”

Edilizia

La mancanza di liquidità causata dalle difficoltà di cessione del credito per il Bonus Facciate e Superbonus sta continuando a mettere in seria difficoltà il mondo dell’edilizia. Anche a Genova e in Liguria la preoccupazione è altissima e i rischi sono sempre più evidenti per le imprese. Il grido d’allarme arriva da Confapi Industria Liguria, anche dopo le misure del Decreto Aiuti Bis che ha tolto la responsabilità al concessionario, ma a livello bancario i contenuti del decreto non sono stati ancora totalmente recepiti.

“Solo un istituto bancario si è dato disponibile, – spiega il direttore di Confapi Liguria Davide Falteri – ma solo per i crediti di privati escludendo le aziende. Il caro energia sta ulteriormente mettendo in ginocchio le imprese edili. E’ necessaria una soluzione immediata che possa dare respiro alle imprese edili e potrebbe essere in questo periodo ponte, in attesa del nuovo Governo, quello di un’apertura e una disponibilità ad acquisire il credito da parte di Poste e Cassa Depositi e Prestiti, istituzioni controllate dal Ministero dell’Economia. Sarebbe una prima risposta importante per andare incontro alle esigenze di moltissime imprese anche della nostra città e della nostra Regione.”

Il mercato edile è tra quelli più in difficoltà nel 2022 e i riflessi della problematicità della cessione del credito stanno producendo oltre ad una carenza di liquidità da parte delle imprese stesse anche un conseguente rallentamento dei cantieri. Un pericolo evidente se si pensa che i lavori per il Superbonus dovranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2023.

“Il grande rischio è che i cantieri non riescano a finire in tempo utile – continua Falteri – e questo comporterà contenziosi infiniti. Un altro aspetto da non tralasciare è quello dei finanziamenti del Pnrr sul tema dell’efficientamento energetico per gli edifici pubblici per esempio. Su questo tema un altro grande rischio è quello di assistere a gare deserte con le imprese non pronte a prendersi in carico nuovi lavori. Per non parlare del rischio insoluti che si riflette anche sul comparto dei fornitori e dei trasportatori.”

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