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Verso il voto

“Ambiente, lavoro, sanità in cima all’agenda. Preoccupato per le convinzioni di questa destra”

L'imprenditore spezzino sarà il candidato “rossoverde”  per il collegio uninominale Levante del Senato della Repubblica: "Tutti vadano a votare, qualunque cosa votino: è troppo importante ricordare perché oggi possiamo esprimere il proprio pensiero grazie ai sacrifici di chi c'era prima di noi. Certo la campagna last minute, la legge elettorale che costringe a fare dei cartelli, il disorientamento, non sono certo motivi incentivanti. Mi auguro che non ci sia tanto astensionismo perché il 25 settembre è una data spartiacque".

Guido Melley

“Peccato per come sono andate le amministrative perché penso che una candidatura robusta come la mia avrebbe potuto dire la sua. Ho deciso di presentarmi a questa tornata elettorale perché penso che chi fa politica debba sempre metterci la faccia, perché sono un civico e credo che i partiti tradizionali non debbano occupare tutto lo spazio rappresentativo”. Ad una settimana esatta dal voto, il candidato “rossoverde”  per il collegio uninominale Levante del Senato della Repubblica sarà quel Guido Melley che lo scorso anno sembrava il più accreditato per sfidare Pierluigi Peracchini alla tornata elettorale amministrative dello scorso giugno. Alla fine andò diversamente e non mancarono i botta e risposta, anche a mezzo stampa, con il Partito Democratico, anche se, dopo la delusione, si è trovato il modo di ricucire: “Non posso che essere felice che in Liguria si sia scelto di riservare un seggio alla componente civica: io non avevo in programma di candidarmi, ma sono contento di esserci nonostante la campagna elettorale sia breve e brutta. Giochiamocela per vincere, certo, ma anche per dire che il centrosinistra prova a prendere respiro, partendo da esperienze come la mia”.

Cosa si sente dire al Pd alla luce di quanto successo?
“Il Pd oggi è il principale partito che sostiene la mia candidatura e questo mi fa piacere. Cosa dire? Che il centrosinistra non deve essere considerato come circoscritto alle mura di quel partito. E’ un partito che nel tempo ha perso un po’ di peso e per questo deve aprirsi, giocando partite per vincere e non per perdere. Se le scelte vengono fatte bene e per tempo, penso che il Pd possa giocarsi tutte le partite. Partendo dai territori, come facciamo noi civici”.

Tre vettori più importanti per la Spezia, la Liguria, l’Italia tutta?
“In prima istanza, l’ambiente. Io non sono un ambientalista né della prima né della seconda ora: sono però un padre di famiglia, un piccolo imprenditore, vedo cosa è successo nelle Marche e rifletto. Se c’è una cosa che mi ha convinto di questa partecipazione è che la coalizione che mi sostiene ha messo il tema ambientale in cima alla lista delle priorità: una legge sul clima è qualcosa di condiviso da tutte le forze dell’alleanza. La questione energetica è impellente, io non sono contrario aprioristicamente ai rigassificatori: sono certamente preoccupato per la baia di Panigaglia ma se in questo momento c’è un’emergenza, se ci sono necessità immediate, è comprensibile tenerne conto. Le energie rinnovabili non possono più aspettare. La seconda grande questione è il lavoro: la denatalità è sotto gli occhi di tutti e dipende dal fatto che l’assenza di contratti solidi fa sì che le persone non facciano più figli. La sinistra deve occuparsi del lavoro dipendente ma c’è anche tutta la parte degli autonomi che hanno diritto anch’essi di essere guardati con attenzione. Infine la salute: mi chiedo come faccia un cittadino ligure possa votare il centrodestra. Chissà quando arriverà il nuovo Felettino ma non è soltanto quello, anche se importante: manca la cultura della sanità territoriale, ci sono differenze abissali tra destra e sinistra. Ecco perché sto da questa parte”.

Diritti civili, giorni fa Giogia Meloni si è espressa sull’aborto e non sono mancate le prese di posizione. Lei che ne pensa?
“Sono molto preoccupato per lo scenario che abbiamo davanti: la destra che punta a vincere e andare al governo, è un’estrema destra: gente che ha ammiccato non poco a frange no vax durante la pandemia. Avrei voluto vederli loro al governo, in quel momento. Sui diritti sono vicini a Orban, ho saputo in questi giorni che in Ungheria è previsto che una donna prima di poter decidere di abortire debba ascoltare il battito del cuore del feto. E’ una roba medievale: bisogna rispettare le scelte personali delle persone. E’ un po’ lo stesso discorso del trattamento del fine vita. In alcune regioni d’Italia abortire non è più così semplice, sono stati cancellati i consultori e mancano i medici obiettori di coscienza. C’è un clima che non mi piace, che mi preoccupa soprattutto per i giovani”.

I tempi che cambiano: un tempo a votare ci andava il popolo della sinistra, oggi pare che a destra ci sia più solerzia. Vincere coinvolge di più o c’è un problema di valori dimenticati dalla sinistra e accaparrati dalla parte opposta?
“La crisi sociale, economica e sanitaria, ha indotto la gente a chiudersi in se stessa. Si fa fatica a portare in piazza la gente per temi seri come l’ospedale però il centrosinistra ha perso l’identità: la scelta del Job’s Act, la precarizzazione del lavoro in nome di uno sviluppo che poi non c’è stato, sono aspetti che hanno colpito l’elettorato storico. Tutti vadano a votare, qualunque cosa votino: è troppo importante ricordare perché oggi possiamo esprimere il proprio pensiero grazie ai sacrifici di chi c’era prima di noi. Certo la campagna last minute, la legge elettorale che costringe a fare dei cartelli, il disorientamento, non sono certo motivi incentivanti. Mi auguro che non ci sia tanto astensionismo perché il 25 settembre è una data spartiacque”.

Il Movimento Cinque Stelle da una parte, Renzi e Calenda dall’altra: ognuno coi propri obiettivi. Da forze calanti, stando ai sondaggi, paiono entrambi in risalita.
“Sono stato anche io critico su certe scelte di Letta ma la verità è che Conte ha staccato la spina più che a Draghi, al Pd. Aveva capito che era l’unico modo per non essere fagocitato. Un atto incredibile, a sei mesi dalla scadenza naturale. Da un lato capisco che i Cinque Stelle recuperino: Conte ha messo, non da solo, il Paese nel baratro per preservare la capacità di consenso, esercitata col reddito di cittadinanza. E’ altrettanto evidente che quando tu cerchi di rifondare un partito dopo le scissioni, cerchi altre alleanze. A me non piace parlare di voto utile, però nei collegi uninominali maggioritari lì c’è proprio quello che chiamiamo voto utile. Se voti Cinque Stelle, Terzo Polo, Unione Popolare fai un favore alla Meloni, a Salvini e Pucciarelli. A proposito di Pucciarelli: le avevo proposto un confronto, gli elettori dovrebbero poter scegliere anche confrontando le risposte ma lei non l’ha colto, dicendo che nel weekend è nel centro città a parlare con le persone. Volevo dirle che io ci sono tutti i giorni, da trent’anni. E voglio anche dirle che non sono il candidato del Pd, ma un indipendente di una coalizione ampia. Chi saprà guardare le differenze le saprà cogliere”.

Quando parla di politica coi suoi figli che cosa si sente dire?
“I miei figli hanno 24 e 28 anni, sono ragazzi in gamba. Non mi dicono chi me l’ha fatto fare, perché sanno che io ho un’attività e il 26 settembre, il giorno dopo il voto, sarò come ogni anno alle fiere della calzature. Sanno che dedico una parte della mia vita a questa cosa che non mi toglie dagli impegni quotidiani. Il più giovane ha un forte senso dell’ambiente, vorrebbe che mi occupassi solo di questo ma è chiaro che là fuori la gente è preoccupata per altro. Il grande mi guarda un po’ come un astronauta, ma coglie la mia passione per il territorio le radici sul territorio apprezza che ci sia impegno per la sua città, anche se lavora a Milano rimasto molto affezionato alla sua città. Mi dicono di non parlare dei migranti perché è un problema complesso: 20 giorni fa al Festival della Mente, Filippo Grandi ha raccontato che circa 7,5 milioni di ucraini sono scappati dal loro Paese sono stati accolti: forse perché sono arrivati in auto o forse perché sono bianchi, perché ci somigliano, nessuno ha detto nulla di divisivo. Chi scappa non lo fermeremo mai, la migrazione è e sarà sempre presente. Vedrete cosa succederà con l’emergenza climatica, troveranno sempre i loro canali per muoversi. Accoglierli, gestirli, smistarli, senza aver paura è nostro dovere. In Italia non si fanno figli, mi dite, senza di loro, chi pagherà le pensioni del futuro?”

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