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Dopo petizioni ed esposti

Installato il primo autovelox a Riccò del Golfo. Il sindaco Figoli: “Troppi incidenti gravi in passato, non è per far cassa”

L'installazione dell'autovelox a Riccò del Golfo

Troppi incidenti gravi nel corso degli anni causati principalmente dalla velocità elevata. Questo, insieme alle petizioni e agli esposti presentati dagli abitanti, il motivo che ha spinto l’amministrazione comunale di Riccò del Golfo a prevedere un programma di copertura con autovelox dei tratti stradali più pericolosi. Si tratta sempre dell’Aurelia, in corrispondenza dei centri abitati di Riccò, Pian di Barca e di San Benedetto, quelli nei quali affianco all’asfalto si trovano i marciapiede per i pedoni.
E proprio in queste ore hanno preso il via le operazioni di installazione dei sistemi di controllo elettronico della velocità nel capoluogo. E la comparsa delle telecamere a bordo strada non è passata inosservata. E qualche automobilista ha già manifestato il suo disappunto.

“Purtroppo c’è l’abitudine a percorrere questi tratti rettilinei a 70-90 chilometri orari. Ma lungo il vialone di Riccò – spiega a CDS il sindaco Loris Figoli – ci sono un ufficio postale, uffici comunali, una biblioteca, un parco giochi, studi medici, negozi, bar… ed è mia intenzione proteggere chi frequenta questi posti, così come i residenti di San Benedetto e Pian di Barca che hanno il diritto di camminare a lato della strada senza rischiare di venire falciati da auto lanciate a tutta velocità. Nel passato gli incidenti, anche mortali, sono stati troppi e troppo spesso non si pensa a quello che subiscono le vittime e i loro familiari. Ci sono stati bambini lungodegenti, persone che hanno subito amputazioni… questi non sono velox per fare cassa, ma per tutelare le persone. Infatti sono convinto che questo sia un investimento per la sicurezza: gli automobilisti capiranno, rispetteranno il limite dei 50 chilometri orari e quindi non ci sarà bisogno di fare alcuna multa”.

L’installazione dell’autovelox, che monitorerà tutto il rettilineo di Riccò, è di fatto l’unica soluzione possibile per far rallentare le auto e per aumentare la sicurezza dei pedoni. I motivi sono legati alle caratteristiche dell’Aurelia.
“Non possiamo collocare le ringhiere, né realizzare dei dissuasori perché si tratta di una strada di interesse nazionale. Impossibile – prosegue Figoli – anche ampliare i marciapiede restringendo la carreggiata perché gli abitanti non raggiungono le tremila unità concentrate in un centro abitato”.
L’altra opzione possibile sarebbe stata l’installazione di un tutor, ma le troppe curve presenti tra i rettilinei hanno fatto cadere l’ipotesi.
Come detto prossimamente saranno piazzate le telecamere dei velox anche nel rettilineo che porta dalle gallerie della Variante a San Bendetto e a Pian di Barca.

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