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Il direttore di chirurgia va in piemonte

Il commiato del dottor Berti: “La squadra che lascio può garantire il livello di cure avuto sino a ora”

“I motivi per i quali lascio il mio incarico in Asl 5 sono strettamente personali. Ma la squadra che lascio è in grado di proseguire nel segno della continuità, garantendo gli stessi risultati raggiunti fino ad ora”. Con queste parole il dottor Stefano Berti, stimatissimo professionista e direttore della Chirurgia dell’ospedale Sant’Andrea, interviene nel momento dell’ufficializzazione della sua nomina per la direzione dell’analoga struttura dell’ospedale Alba-Bra, in Piemonte.
“È importante sottolineare che alla Spezia c’è una grande tradizione chirurgica – prosegue Berti, tranquillizzando i pazienti e la cittadinanza spezzina – che è nata 25 anni fa con il mio predecessore: una scuola di chirurgia vera e propria, che io stesso ho portato avanti. Questo ha permesso di creare un’equipe valida e solida, realizzando un clima di fiducia e di fidelizzazione dei cittadini spezzini nei nostri confronti. La maggior parte dell’attività viene svolta da uno staff di chirurghi che è stato formato e selezionato nel corso di tanti anni e ha tutti i requisiti e le competenze per proseguire in maniera eccellente, indipendentemente dalla mia presenza. A conferma di questo un importante indicatore: gli interventi in urgenza, che costituiscono il 70% dell’attività, negli ultimi tre anni, sono stati svolti dall’équipe senza necessità della mia presenza, pur essendo io reperibile. Dietro di me c’è un’equipe di grande qualità; io vado via, ma l’equipe resta! Per questo desidero ringraziare la direzione generale di Asl 5 per il grande lavoro che sta facendo a tutela di queste professionalità, e l’azienda che mi ha permesso di raggiungere l’apice della mia carriera e di sentirmi oggi completamente realizzato da questo punto di vista”.

A gettare acqua sul fuoco delle polemiche e delle preoccupazioni per l’addio a Berti accorre la lista Toti: “Capita che un bravo medico partecipi ad un concorso e lo vinca. Capita come in ogni realtà, non solo quella sanitaria. Solo che quando ciò accade in Liguria, si apre subito un caso, si punta un dito e si utilizza la “notizia” per cercare motivazioni ipotetiche di varia natura. Tutto solo per instillare il dubbio di motivazioni altre che non possano essere semplicemente dettate da una scelta, da una volontà di trasferimento pura e semplice. Capita dicevamo, che un bravo medico decida di partecipare ad un concorso, lo vinca e vada a lavorare altrove senza però vi siano sconfitti, colpe o accuse da lanciare. Spiace che il Sant’Andrea perda un ottimo professionista, solo su questo siamo d’accordo con i consiglieri comunali Melley, Centi, Natale e perfino con la deputata Paita, che sotto elezioni magicamente torna sulle questioni territoriali. Ma il dottor Berti è il primo a essere consapevole di lasciare una squadra assolutamente formata, che fa attività di urgenza ed elezione in totale autonomia. Assurdo invece da parte loro parlare di sconfitta della sanità ligure. In questi casi, l’unico augurio è che per l’ottimo medico la carriera continui come desidera e porti le sue competenze con l’orgoglio di essere stato formato ed aver maturato tanta esperienza nella regione d’origine. Di certo noi faremo così: buon lavoro dottor Berti, felici di averla avuta tra i nostri chirurghi e di averle dato modo di dimostrare il suo valore, in particolare nel campo della chirurgia laparoscopica. Speriamo possa formare altrettanti bravi specializzandi che in futuro potranno partecipare a concorsi e lasciare il Piemonte per giungere in Liguria”.

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