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A tu per tu col presidente dello spezia

Platek: “Vogliamo confermarci in A, Picco e Follo priorità”. I progetti, le idee e le aspettative del presidente

Città della Spezia incontra il presidente aquilotto nel quartier generale del Ferdeghini: l’intervista apre la stagione 2022/23 che domenica vedrà l’esordio in campionato. Si scopre così che a Spezia c’è una componente di pubblico giovane superiore a tante piazze. Tutte le idee per le infrastrutture e la promessa: “Entro l’anno i progetti per lo stadio, durante la sosta invernale metteremo mano ai servizi igienici e l’estate prossima inizieremo il resto. In caso di retrocessione… Il logo? Abbiamo pensato a cambiarlo, per ora nulla di pianificato”.

Philip Platek

Di campo, di calciomercato ma anche di pianificazione societaria e infrastrutture. Philip Platek spalanca le porte del “Ferdeghini” e si concede ad un’intervista di iniziò stagione in cui si toccano i nodi cruciali del presente e del futuro del club di Via Melara. Dalle finestre della sede sociale si intravedono i piccoli aquilotti delle giovanile zampillare sul campo principale del centro sportivo del Limone. Per chi ne ha viste tante, compresa la polvere e le caprette che fino a 15 anni fa erano di casa, fa sempre un certo effetto vedere la crescita di una realtà che oggi veleggia in serie A ma che di passi avanti ne ha già fatti moltissimi, a partire dagli investimenti della passata proprietà.

Platek incontra Cds

E allora viene da chiedersi quali saranno i prossimi step sotto il punto di vista infrastrutturale. Perché se acquisire il Ferdeghini non è la priorità (“Abbiamo un accordo d’affitto molto lungo che ci permette di pianificare innanzitutto gli altri investimenti”, spiega Platek a precisa domanda), a Follo le cose cambieranno nel breve e nel medio termine: “Sì, il punto di partenza è stato fissato visto che al momento abbiamo già realizzato i lavori necessari per far lavorare la squadra il meglio possibile sapendo che per farlo diventare un vero centro sportivo dobbiamo attendere che gli eventi facciano il loro corso col discorso relativo agli argini del fiume Vara e il bando comunale”. Per il centro sportivo della prima squadra l’obiettivo è chiaro: avere un centro d’elite. Ma come arrivarci? In questo momento oltre a brandizzare gli spazi – ha dettagliato il presidente -, abbiamo dato la possibilità allo staff tecnico di avere una sala video dove presto faremo anche le conferenze stampa settimanali. Abbiamo migliorato la parte degli spogliatoi e garantiremo alla prima squadra di pranzare o cenare li, evitando così di spostarsi al Ferdeghini dove abbiamo un accordo sul lungo periodo e per questo ogni ragionamento verrà certamente dopo il discorso su Follo e sul Picco che sono la priorità”.

Argini sul Vara a Follo - progetto

Già, il Picco. Generazioni di tifosi ci hanno fatto l’abitudine a vederlo così: incompleto, disomogeneo, confuso negli stili proprio perché costruito in epoche differenti, con logiche e materiali differenti. A renderlo speciale ci hanno sempre pensato i tifosi, indipendentemente dalla categoria alla quale la squadra stava partecipando: “Abbiamo subito attivato i lavori per creare a tempo di record la curva Piscina che ci ha permesso di giocare tutto lo scorso campionato nel nostro impianto. L’abbassamento della capienza minima ci ha aiutato tantissimo. Anche ultimamente abbiamo cercato di migliorare alcuni aspetti: dal maxi schermo al nuovo sistema di ristoro ma sappiamo i limiti attuali, vedi ad esempio i servizi igienici. Metteremo mano ai bagni già quest’anno durante la pausa del mondiale”. Fin qui l’ordinario, anche se nessun lavoro è a costo zero ma per cambiare i connotati ci vuole ben altro. Platek lo sa e spiega: “Per quanto riguarda i lavori relativi alla curva piscina, completeremo il tutto con le ali laterali (di raccordo con la tribuna) che renderanno il settore un po’ più simile al dirimpettaio. E poi ci saranno i lavori sulla tribuna, moderna ma adeguata alle nostre dimensioni e alle esigenze della città”. In quella nuova struttura andrà tutta la parte media ristrutturata, ci saranno le tv e ovviamente tutta la parte degli spogliatoi e dei sottoservizi. “Il timing? Nell’estate 2023 quando metteremo mano anche alle sedute della gradinata, rendendole più larghe e confortevoli”. Ma ci sono anche altre idee: “Sotto la gradinata ci sono dei fondi vuoti che vorremo utilizzare per ospitare il temporary store col merchandising ufficiale, aperto durante l’evento partita. Più in là ci occuperemo della copertura della curva Ferrovia”. Tutto bene, tutto come forse nemmeno i tifosi più accaniti si potevano aspettare almeno stando al racconto. Ma la domanda è d’obbligo: “Se lo faremo anche in caso di serie B? Chiaro che voglio stabilizzarmi in serie A ma i progetti vanno fatti”. Lo stadio è comunale e se parte l’iter non ci si può fermare, aggiungiamo noi. “Tutti i giorni da mesi ci riuniamo per parlarne, non manca tanto a farvi vedere il progetto, sicuramente entro la fine dell’anno”. Più ottimisticamente, a palmo, si parla di una presentazione del progetto alla stampa in autunno.

Curva Piscina, 30 ottobre 2021

Terminato il lungo capitolo relativo alle strutture, giusto parlare anche di marchio, di fanbase, di centralità del progetto Spezia nel mondo del calcio, non proprio un pianeta pensato per piccole realtà. Come si fa a ridurre il gap nell’era della concorrenza spietata? Ieri alla Spezia era presente la principale tv polacca, che ha preparato un servizio dedicato, “d’altro canto abbiamo in squadra tre nazionali”, dicono in società con orgoglio. Platek ammette che qualcosa si inizi già ad intravedere: “A livello internazionale iniziano a conoscerci e parlare di noi. È importante anche per le sponsorizzazioni, noi vogliamo consolidarci in serie A. Niente spese pazze, progettualità: l’obiettivo è portare avanti un percorso innanzitutto sportivo. E anche quest’anno vogliamo la salvezza”. Ma non ci sono soltanto i risultati di campo a fare la differenza, perché un club di serie A necessita più investimenti anche di personale, nelle diverse aree di competenza: “Abbiamo anche cercato di migliorare la struttura societaria aggiungendo professionisti alle persone che già lavoravano per lo Spezia. Le aree comunicazione e marketing in particolare hanno trovato nuovi professionisti che ci stanno dando una mano. Vogliamo andare all’estero perché abbiamo tanti giocatori stranieri e grazie a loro possiamo farci conoscere da sempre più persone. Al tempo stesso abbiamo ampliato l’area amministrativa del club inserendo persone per soddisfare le ampie richieste della serie A sia per far crescere il club. Puntiamo molto su questo anche perché la Lega ha aperto a New York un ufficio. Il logo è da cambiare? Ne abbiamo parlato ma al momento non c’è niente di pianificato”.

Philip Platek

Una piccola piazza dal cuore grande, capace di portare allo stadio tanta gente se rapportata al bacino d’utenza. Ma i numeri del calcio, quelli che spostano, sono altri. Come si fa a stare al passo con le big? “Vogliamo coinvolgere i più piccoli, andando nelle scuole e anche il progetto stadio va proprio in questa direzione. Non è detto che una città piccola voglia dire avere meno tifosi: i nostri sono molto affezionati e lo hanno dimostrato tante volte, penso al dopo Milano o al dopo Udine”. C’è un dato che rincuora ed emerge nella chiacchierata informale a margine del l’intervista: a Spezia rispetto a tante altre piazze c’è molta più presenza allo stadio di ragazzi giovani”. Infine una battuta sulla componente Usa nel calcio italiano, perché non ovunque sta andando allo stesso modo e in alcune realtà c’è malcontento: “Molti americani sono entrati nel calcio anche perché durante il Covid sono emerse possibilità perché prima non c’erano. Queste proprietà sono viste bene o male a seconda della città in cui vanno. Per noi l’impatto è stato molto positivo. Andiamo avanti così per crescere”.

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