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Intervento del segretario sarzanese del pd

Schiamazzi e intemperanze, Ricci: “Le ordinanze non bastano, serve un piano strategico”

Degrado in Piazza Garibaldi a Sarzana

“Con sempre maggiore frequenza, sulla stampa locale, sono segnalati e commentati eventi notturni di disturbo alla quiete, alla sicurezza dei cittadini ed alla convivenza civile. Si tratta di furti, devastazioni, atti di violenza, “feste” in area pubblica auto convocate con consumo di alcolici, sostanze stupefacenti, presenza di musica ad alto volume e scontri fisici tra fazioni e, questi ultimi, con maggiore frequenza, attribuibili a persone di età giovanile (minori, adolescenti e giovani adulti), gli esiti sono spesso disturbo al contesto urbano fino a notte fonda e manomissione del luogo in cui avvengono tali fatti, siano aree verdi o piazze.
Tali comportamenti, genericamente giovanili, non sono tipici solo di Sarzana, ovviamente, ma di tutte le città italiane, europee e oltre, siano di piccola, media o grande dimensione.
Le risposte ai fenomeni e gli esiti sono diversi di volta in volta e da città a città. Va detto che una soluzione definitiva non è ancora stata trovata, in ogni caso, ci sono approcci che sono considerati di certo inefficaci ed obsoleti. Sono quelli adottati dalla Giunta sarzanese. La Giunta adotta due iniziative: la risposta amministrativa, le ordinanze di divieto dei comportamenti sopra detti e la installazione di un numero indefinito (cresce ogni giorno) di telecamere; in sostanza vietare, coglier sul fatto (quando è possibile) ed eventualmente sanzionare. Ovviamente iniziative legittime e da attivare, ma niente di più. Queste iniziative hanno il solo scopo di dimostrare azioni ai cittadini, in ogni caso, nei fatti, inefficaci, come gli eventi dimostrano.
Si può fare di più e altro, certamente sì. Si può essere proattivi nell’indurre comportamenti civili nella popolazione giovanile; come? Attivando i pari età, addestrati ad entrare contatto con i gruppi che adottano “comportamenti disturbanti” con lo scopo di contenerli entro limiti di accettabilità; conoscere in anticipo i luoghi dove avvengono i raduni, essere li presenti con volontari, addestrati e sempre di giovane età, che fanno da mediatori quando il livello di “conflitto” tra gruppi si alza, quando l’orario di concessione dello stare nel luogo si si avvicina e, ancora, controllare il livello ai assunzione di alcolici da parte dei partecipanti e così via. Individuare, in città, o ai limiti della città contesti, controllati e controllabili dove i raduni possono essere regolamentati.
Le esperienze Italiane ed Europee mettono in evidenza che la combinazione di divieto (amministrativo) e controllo (telecamere) con iniziative costanti di educazione tra pari è la risposta che più sia avvicina al massimo contenimento dei comportamenti disturbanti messi in atto dalla fascia di età giovanile.
Un terzo punto è quello dell’approccio, ricostruttivo, al post comportamento “genericamente antisociale” dei singoli e gruppi, questo evento abbisogna di appositi servizi locali sia di tipo sanitario che sociale (esiste un servizio sociale comunale attivo in tal senso?), l’ottimo è il combinato sociosanitario (esiste un coordinamento sociosanitario locale sulle questioni qui oggetto di attenzione?).
La Giunta Sarzanese, il suo assessore alla sicurezza (Torri) e ai servizi sociali (Eretta) hanno mai messo a punto tutto ciò, c’è un “Piano per la prevenzione e la sicurezza urbana” concertato e condiviso con la città, che coinvolge in qualità di attori professionalizzati, il servizio sociale, il servizio sanitario e la polizia locale? Certo che no! Si sono sempre limitati al banale atto amministrativo e di fotografia di coloro che hanno arrecato disturbo (il cui esito è, peraltro, o meglio si sa che è inefficace, come i fatti lo testimoniano), tutto qui!”.

Rosolino Vico Ricci

Segretario PD, Sarzana

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