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Accusato degli omicidi di sarzana

Bedini evade dal carcere di Cuneo, riacchiappato in mezz’ora. Adesso è guardato a vista

Carcere di Cuneo

Daniele Bedini ha tentato di evadere anche dal carcere di Cuneo, dove si trova dopo aver tentato meno di un mese fa la fuga dalla casa circondariale di Villa Andreino.
Il 32enne di Carrara, accusato degli omicidi di Nevila Pjetri e Carlo Camilla Bertolotti avvenuti a inizio giugno nei pressi di Sarzana.
L’attenta vigilanza della Polizia Penitenziaria di Cuneo ha scongiurato sul nascere il tentativo di fuga.
A dare la notizia è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. “Parliamo di un detenuto che anche alla Spezia aveva tentato di evadere e proprio per questo era stato trasferito al carcere di Cuneo. Ottimo intervento della Polizia Penitenziaria che ha evidenziato la professionalità e il senso del dovere con cui espleta il suo servizio”, commenta il segretario generale Donato Capece.

Il falegname carrarese è stato catturato nel giro di mezz’ora dalla fuga dal carcere di Cerialdo, dove è stato ricondotto e dove si trova in regime di massima sicurezza, guardato a vista. A Villa Andreino il suo tentativo di evasione era stato invece del tutto velleitario, lanciando una corda costituita da avanzi di stracci che era riuscito in breve tempo a recuperare.

Capece torna a sottolineare le criticità delle carceri italiane: “Ancora non è chiara la dinamica, pare fosse al campo e abbia scavalcato la recinzione. Nei 200 penitenziari del Paese l’affollamento nelle celle resta significativamente alto rispetto ai posti letto reali, quelli davvero disponibili, non quelli che teoricamente si potrebbero rendere disponibili. Un problema è la mancanza di lavoro, che fa stare nell’apatia i detenuti. Un altro è l’assenza di provvedimenti concreti verso chi infrange le regole all’interno dei penitenziari. Ma va evidenziato anche che l’organico di Polizia Penitenziaria è sotto di 7mila unità e che il carcere non può continuare con l’esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi.  E fatelo dire a noi che stiamo tra i detenuti, in prima linea, 24 ore al giorno. Servono con urgenza nuovi provvedimenti per garantire ordine e sicurezza in carcere”.

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