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I controlli della polizia locale

Mezzi elettrici: manomissioni, alterazioni e violazioni, i numeri dei primi sette mesi del 2022

L'altro giorno coinvolto in un frontale un mezzo che solo in apparenza era un bicicletta a pedalata assistita, ma in realtà era un ciclomotore elettrico. Il conducente, portato all'ospedale per le lesioni subite, è stato sanzionato assieme all'amico proprietario del veicolo.

Polizia locale

Il controllo della circolazione dei nuovi veicoli della mobilità sostenibile, che, con l’avvento della stagione estiva, ha subito un ulteriore incremento, costituisce obiettivo sensibile per la Polizia Locale che, quotidianamente, effettua controlli mirati sia per verificare l’idoneità tecnica e costruttiva dei mezzi ai limiti imposti dalle norme in materia, sia per la repressione di violazioni alle norme di comportamento, al fine di arginare condotte di guida irregolari che mettono in pericolo gli stessi conducenti e destano allarme negli altri utenti della strada, come i transiti vietati nella Galleria Spallanzani, i sensi vietati, la circolazione contromano e sui marciapiedi nonché sorpassi pericolosi, solo per citare la casistiche principali.
Nei primi sette mesi dell’anno sono stati oltre una dozzina i veicoli elettrici, soprattutto velocipedi, sequestrati e confiscati in quanto manomessi o alterati, mentre sono state verbalizzate 40 violazioni a norme di comportamento da parte di bici elettriche e 107 quelle commesse alla guida di monopattini elettrici. Quest’ultimo è un dato in continuo aumento, frutto dei maggiori controlli della Polizia Locale verso tali veicoli: basti considerare che le sanzioni a carico dei conducenti di monopattini elettrici nel 2021 erano state 108, mentre nell’anno 2020 erano 65.

Un recente caso di mezzo manomesso emerso in seguito a un frontale verificatosi all’incrocio tra le vie Colombo e Rosselli

L’altro pomeriggio un 27enne stava percorrendo Via Colombo alla guida di quella che sembrava essere una bicicletta elettrica a pedalata assistita, quando, giunto all’incrocio con Via Rosselli, anziché fermarsi e dare la precedenza, ha proseguito in piena accelerazione e ha tagliato la strada ad una BMW, provocando un urto frontale. Il giovane ha riportato lesioni per le quali è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea. Sul luogo del sinistro è giunta per i rilievi una pattuglia della Sezione infortunistica della Polizia locale, che ha ricostruito la dinamica dell’accaduto, e da subito sono emerse perplessità sulla velocità del velocipede, fattore indicante la possibile manomissione del mezzo elettrico.
E’ quindi stata avviata una serie di verifiche il cui esito ha consentito di documentare che il mezzo, anziché essere una bicicletta a pedalata assistita, era un vero e proprio ciclomotore elettrico non immatricolato: sotto alla pedana era punzonato il numero di telaio che riportava la sigla ‘L1EB’, corrispondente alla classificazione europea dei veicoli a due ruote appartenenti alla categoria dei ciclomotori; inoltre il mezzo era dotato di una manopola di accelerazione che, azionata dagli agenti con il veicolo sul cavalletto, consentiva di raggiungere una velocità di molto superiore ai 6 km/h, limite oltre il quale, nei velocipedi elettrici a pedalata assistita, occorre integrare la spinta pedalando.
Il veicolo è risultato essere di proprietà di un amico del conducente, cui era stato dato in prestito, il quale, dopo averlo acquistato, non ha proceduto alla sua immatricolazione per non munirsi di patente di guida e non sottostare all’obbligo dell’assicurazione, contando sul fatto che visivamente il mezzo si presentava di fatto come bici elettrica. Peraltro il rivenditore risulta aver agito in piena regola poiché, una volta fatto l’acquisto, le restanti formalità sono a carico del cliente che, ad esempio, potrebbe decidere di non immatricolare il mezzo qualora ne facesse uso esclusivo in qualsiasi area privata ove non si applica il Codice della strada.
Al termine degli accertamenti, al conducente e al proprietario, nel frattempo giunto sul posto del sinistro, sono state contestate, in obbligo solidale tra loro, ben sette diverse violazioni: la circolazione con ciclomotore non immatricolato e per il quale non era stato richiesto e rilasciato il certificato di circolazione, la mancanza della prescritta copertura assicurativa, la guida senza la necessaria patente di categoria AM, la guida senza casco protettivo, la mancata precedenza e, a carico esclusivo del proprietario, l’incauto affidamento del mezzo a persona priva della prescritta patente di guida, il tutto per diverse migliaia di euro.
Sono state altresì applicate nell’immediatezza le sanzioni accessorie del fermo del veicolo per un totale di sei mesi e del sequestro amministrativo ai fini della successiva confisca.

 

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