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Quisquilie e meraviglie

Quisquilie e meraviglie

Addio

di Beppe Mecconi

Generico agosto 2022

I 23 scritti qui di seguito riportati, ognuno scritto a matita e in bella grafia sui fogli di un piccolo bloc-notes dalla copertina nera, sono stati rinvenuti nella tasca interna del cappotto di B. M. Uomo, 52 anni, suicida.

24 dicembre – Addio Amore, probabilmente queste sono le ultime righe che ti scrivo, spero non sia così. Dipende da te. Ci siamo scelti e amati come mai era accaduto né a me né a te, forse a nessuno mai. Abbiamo sfidato il mondo con coraggio, il coraggio di chi si è infine ritrovato, dopo essersi cercato per ere e galassie. Siamo stati ovunque, e ovunque ci siamo amati, con una irrefrenabile e mai placata passione. Abbiamo riso tanto e siamo stati complici, amici sinceri, abbiamo condiviso paure e dolori. Abbiamo pianto insieme. Ci siamo donati totalmente l’una all’altro perché non poteva essere che così. L’universo lo voleva, ne aveva necessità, perché il nostro amore rischiarava le tenebre. Ti curavo come un fiore; mi rendeva felice… e in quella felicità sono stata incapace di vedere le pene del tuo cuore. Questo sarà il mio tormento per l’eternità.
27 dicembre – Il mio amore per te fu potente e puro fin dal primo bacio a fior di labbra. Mi spaventai. Non mi era mai successo. Immediatamente dopo mi lasciai travolgere, da quel bacio, da te. E da allora, e sarà per sempre, neanche per un istante ho voluto altro nella vita. Né mai vorrò.
29 dicembre – Mi hai fatto entrare nella tua vita, nel tuo cuore, mi hai permesso di renderti felice, di sciogliermi nel tuo sguardo innamorato, di sentire la tua vitale risata, di vedere vagare il tuo sguardo mentre inseguivi un’idea, di vederti dormire con il pugno chiuso davanti alla bocca; di amare/venerare il tuo corpo, di vedere le tue lacrime, mi hai permesso di guardarti mentre ti allontanavi sui tuoi sentieri, di colorare la nostra torre di blu, di dormire al tuo fianco, mi hai fatto comprendere la bellezza del far l’amore, mi hai visto piangere, mi hai permesso di piangere per te, di litigare come mai, di farti entrare nei miei segreti, di conoscerne qualcuno dei tuoi, di tenerti e carezzarti la mano al cinema; mi hai fatto follemente innamorare, mi hai permesso di viaggiare fianco a fianco, di realizzare qualche tuo sogno, di farmi sentire importante con un tuo sorriso, di baciare le tue labbra e la tua pelle, di sentire il tuo calore e vedere la tua luce, di amare e apprezzare la meravigliosa/complicata persona che sei, di riscoprire il tuo odore su di me; mi hai regalato la tua gelosia, mi hai fatto scoprire quant’è potente la mia, mi hai permesso di intravvedere i tuoi mari di melanconia, mi hai permesso di entrare nel tuo cuore… e ora vorrei non uscirne più.
31 dicembre – Sono infinitamente triste. Mi ero assopito nella sicurezza del nostro amore. Mi hai svegliato, e mi trovo in un orribile mondo di assenza e di dolore.
1° gennaio – Sai, non è quello che ci siamo dati che mi mancherà, ma quello che avremmo potuto, dovuto, darci ancora.
12 gennaio – Ho sempre amato la vita, con tutte le sue più esasperate emozioni, lo sai; e ora mi scopro a odiarla. Non ci credo più, in te solo credo. In te che te ne vai. Solo fra le tue braccia esisto. È dentro i tuoi occhi, nei nostri corpi uniti che non mi spegnerò mai. Tutto il resto è solo una grande miseria e, per quanto mi riguarda, può all’istante smettere di esistere.
13 gennaio – Mi scrivi: Vivo alla giornata, e sto bene in questo oggi. È una bella frase, sono felice per te. Davvero. Ma spero con tutte le mie forze che questa giornata passi in fretta, e vedrai allora, quando tornerai, quanto sarà migliore lo stare con il nuovo Me. Nato dal dolore che mi hai donato… Non starai bene, starai in un paradiso di attenzioni e amore e passione, senza neanche più un attimo di incertezza.
15 gennaio – La scorsa notte ho rivisto chiaramente un momento di noi: stavi per raggiungermi a letto. Eri in piedi, nuda, splendevi. Mi parlavi sorridendo. È stato un istante. Ti ho guardato, e ti ho amato così tanto, ho amato il tuo corpo con una tale tenerezza… Non era passione. Era l’altra cosa.
Quella che mi fa sentire che ogni centimetro di te è così prezioso per me; le tue spalle, la tua pelle calda e profumata, le tue gambe che adoro, la tua splendida schiena muscolosa ed elegante. La tua bocca, che non sopporto venga sfiorata neppure da un soffio di vento.
17 gennaio – Lo sai, abbiamo ancora tutto davanti, potremo vivere grandi cose e belle. Ho una gran fede in noi; e il mio amore per te è ora così perfetto che sono qui, fermo, ad attenderti. Con l’anima posata ai tuoi piedi.
21 gennaio – Portami dove vorrai. Io ti seguirò ammirandoti, e ti guarderò volare, semplicemente amando la meraviglia che sei.
23 gennaio – “Mi hai fatto soffrire”. Ti chiedo perdono con tutto il cuore, che è grande, lo sai. Ci hai fatto il nido, ci abiti, per sempre. Ma il tuo cuore è migliore. No, sbaglio; il mio è più bello, perché dentro ci sei tu.
24 gennaio – Non ti farò soffrire mai più, e renderò la tua vita luminosa e piena di passione, di bei sogni e bei pensieri. Torna da me amore mio, torna da me. Costruiremo insieme la nostra nuova vita, e sarà come la vorrai.
29 gennaio – Guardati nello specchio, guarda gli occhi che amo, le labbra, il seno, i fianchi; le tue mani. Ascolta la tua voce, capisci perché comprendo solo il tuo linguaggio? Perché non mi è possibile vivere senza di te? Quale immensa, infinita gioia avrò quando tornerai a volare insieme a me?
Voglio che la nostra vita sia fatta a tua immagine e somiglianza, secondo la tua volontà, che finalmente è diventata anche la mia. Voglio darti i miei colori più belli, voglio baciarti… voglio che i nostri mondi e i nostri sogni siano uno solo. Voglio essere l’acqua che ti lava, la luce che ti dà forma, voglio che la mia carne sia la tua carne, che la tua voce e le tue risate escano dalla mia gola. Voglio solamente accompagnarti, amarti, e nel tuo sorriso ritrovare la mia gioia. Se qualche volta qualcosa ti farà star male ti colmerò di tenerezza così che tu ti senta un poco meglio. Quando avrai bisogno di me mi troverai vicino, sempre rispettando i tuoi tempi. E saprò essere lieve, trasparente come un velo, come l’aria, quando vorrai restare sola.
3 febbraio – Amata Poesia-Vento (probabilmente questa è l’ultima volta che scrivo il “tuo nome” che ovunque ho disegnato e inciso dentro ad un cuore, insieme al mio. Sono certa che in qualche luogo rimarrà in eterno), ho provato a donarti un amore lieve e appassionato, per anni ne sono stata capace, ultimamente, miseramente, ho fallito. Ora ne pago le conseguenze, e mi dispero.
9 febbraio – Siamo fatti della stessa carne, con lo stesso sangue, abbiamo gli stessi occhi, gli stessi sogni. Siamo Uno nuovamente diviso, come la mela di Platone… È innaturale, è sbagliato. Torna da me amore mio. Torna da me. Sono il Tuo uomo, finalmente completo; quello che davvero vuoi ora sono finalmente io. Fatto da te.
12 febbraio – Sai, finalmente ho capito mia madre quando mi diceva del suo eterno dolore, della sua continua infinita nostalgia per il suo Angelo. Ora capisco quando mi diceva che avrebbe preferito morire che vivere senza di lui. Anche per me ora è così. Vorrei dimenticare tutto, addormentarmi, e non svegliarmi più. Che esisto a fare senza il mio angelo?
23 febbraio – Questo pomeriggio mi sono messo in ginocchio e ho pregato. Davanti a questo cielo grigio, ad alta voce. Con gli occhi pieni di pianto. Ho pregato a lungo per riavere il tuo amore
25 febbraio – Senza senso. Tutto è senza senso lontano da te. Ogni cosa che faccio, ogni giorno, ogni ora, ogni secondo, ogni respiro… E penso… La mente mica si ferma. E mi accorgo di quante volte ho sbagliato con te. Lo sto capendo poco a poco. Perdonami se puoi (io non potrò farlo mai).
27 febbraio – La rabbia della quale scrivi sgorga dal nostro amore ferito. È amore, che cerca di non farsi riconoscere. Ma come ha fatto in me, con il dolore che sto provando in queste settimane, la rabbia può arrivare a comprendere, addirittura a sublimarsi. E far rifiorire lo splendido roseto del nostro amore, che ha radici profonde e salde e forti.
1° marzo – Ho avuto la necessità di tornare nei nostri luoghi; il fiume, i boschi, la spiaggia, la casa dove abbiam fatto l’amore la prima volta… ho avuto il bisogno di bagnarli con il pianto.
3 marzo – “So che non avrò più un amore così… perché è stato potente. Unico.” Puoi riaverlo ora, subito. Cento volte più bello, più attento, senza un attimo di dolore. Hai avuto un grande coraggio a lasciarmi, forse ce ne vorrà di più per tornare.
7 marzo – Sono così stanca… È tutto inutile. Non vuoi ascoltare me, e nemmeno il pianto del tuo cuore.
10 marzo – Certo “Siamo forti abbastanza per restare in piedi anche da soli”, ma la felicità che abbiamo vissuto insieme è un’altra cosa. Fai la tua vita, se ti accorgerai che ti manco, sarò qua. Ora vorrei scrivere qualcosa per farti ridere, come sapevo fare una volta, ma non mi viene… Addio, amore.

Beppe Mecconi

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