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Più di un timore dal sindacato: “Di questo passo, i centri diurni del Mazzini non riapriranno più”

"Il sindaco cosa fa? Non dà risposte proprio laddove sarebbe più facile, poiché le strutture ci sono già ed il personale pronto a rientrarvi anche. Una situazione francamente incomprensibile", dice Donatella Riccio del Nursind. "Le motivazioni addotte per spiegare la mancata riapertura dei centri diurni sono tali da rendere ancora più ridicola la situazione - elenca Riccio -: una volta è un pannello elettrico e l'altra il mancato accreditamento. In pratica l'ostacolo sarebbe che ASL5 e Comune della Spezia non riescono ad autorizzare sé stessi".

Rsa Mazzini

“I centri diurni del Mazzini sono ancora chiusi e ci sono esperienze passate che ci fanno temere non riapriranno mai più. Non sarebbe la prima attività che, una volta sospesa, non ha più possibilità di essere riaperta. Tra gli esempi vengono in mente il reparto di Rianimazione di Sarzana ed i centri diurni della Spezia”. E’ la nota con cui Donatella Riccio, rappresentante del sindacato Nursind, torna su un tema che riguarda da vicino decine e decine di famiglie. “Perché la richiesta c’è. Le necessità della popolazione spezzina sono tali e tante che aprire è assolutamente necessario. Ed è doloroso vedere quel vuoto quando gli operatori sono pronti a riprendere il loro posto di lavoro in ogni momento”.

“Le motivazioni addotte per spiegare la mancata riapertura dei centri diurni sono tali da rendere ancora più ridicola la situazione – elenca Riccio -: una volta è un pannello elettrico e l’altra il mancato accreditamento. In pratica l’ostacolo sarebbe che ASL5 e Comune della Spezia non riescono ad autorizzare sé stessi. Nel mentre il personale attende e non accetta nemmeno l’idea di una ennesima cassa integrazione. Anzi, la rifiuta. E attendono anche le famiglie, non poche con casi di Alzheimer o anziani o magari disabili”.

La sindacalista chiama in causa l’amministrazione. “Il sindaco cosa fa? – si chiede Riccio – Non dà risposte proprio laddove sarebbe più facile, poiché le strutture ci sono già ed il personale pronto a rientrarvi anche. Una situazione francamente incomprensibile. Chiediamo a gran voce risposte affermative alla riapertura e non accettiamo più motivazioni assurdi alla mancata riapertura, che sono una beffa per i professionisti ed i cittadini”.

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