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L'inventore dell'iniziativa

Vittorio Alessandro contro la “frenesia assordante” della Piscina naturale di oggi: “Meglio le barche, meglio il mare d’inverno”

“La distanza fra la calata di Porto Venere e l’isola Palmaria misura poco più di 1.500 metri, ma non lo si può affrontare a nuoto. Lo facevano i ragazzini tanti anni fa, quando il canale non era continuamente attraversato da imbarcazioni, in un’epoca in bianco e nero in cui gli unici colori erano quelli dei drappi che, a ora di pranzo, dalle case strette affacciate sul mare, le mamme agitavano per richiamare i ragazzi a casa”. Esordisce così, con uno sguardo poetico che affonda le radici nel passato, il commento pubblicato su Facebook dall’ex presidente del Parco delle Cinque Terre ed ex comandante della Capitaneria di porto della Spezia, Vittorio Alessandro, riguardo alla Piscina naturale di Porto Venere che è andata in scena sabato scorso (e che ritornerà il 20 agosto).
“Nel 2008, da comandante della Capitaneria della Spezia – ricorda Alessandro – con il sindaco di Porto Venere decidemmo di ridare vita, per poche ore, a quell’avventura. Chiudemmo dunque il traffico delle imbarcazioni e tutti (associazioni dei diportisti, l’armatore dei traghetti per le Cinque Terre) aderirono all’iniziativa. Motovedette nostre, delle altre forze di polizia e dei Vigili del fuoco, diedero il via spiegando le sirene e fu una sorta di riconquista, un odore improvviso di libertà, mentre i sommozzatori della Guardia costiera si immergevano sul fondo e constatavano la presenza della Pinna nobilis, bivalve raro e protetto. Fra braccia in nuoto e salvagenti di ogni foggia, l’unico clamore fu quello dei tuffi e delle voci, dei richiami. Così famiglie intere, bambini e anziani riconquistarono il proprio mare”. L’ex comandante del porto spezzino ricorda con una certa nostalgia quelle prime edizioni perché nel frattempo le cose sono decisamente cambiate.

“Oggi la Piscina naturale è un’altra cosa. Richiamato un pubblico sempre più vasto di giovani desiderosi di rave party, enormi altoparlanti spingono musica al massimo, riducendo la riva a una pista da ballo e quel mare speciale a un luogo come altri. L’altro giorno, nella frenesia assordante della Piscina naturale, è morta Mia, splendido esemplare di golden retriever, per eccesso di sforzo e, quando gli altoparlanti hanno gridato che serviva un veterinario, era già troppo tardi. Meglio le barche, meglio il mare d’inverno: un concetto che il pensiero non considera”, conclude amareggiato Alessandro.

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