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Un lettore: “Salvate il pontile BoRYoAN”

Pontile muscolai
È sopravvissuto a quattro generazioni (ora LSCT lo vuole abbattere!) da quando il trisnonno di Eugenio, scese dalle colline piemontesi, coltivate a uve pregiate, ed ottenne dall’allora demanio, la concessione di un pontile per poter coltivare, non più uve nere, ma i muscoli, ancor più neri, del Golfo. Fu nel 1887 che un allevatore tarantino li scoprì anche nel nostro mare. Le cozze, o mitili, trovarono il loro habitat (mancanza di mareggiate, profondità dei fondali e correnti sotterranee di acque dolci) nel nostro Golfo ancora incontaminato; c’era solo l’Arsenale militare, costruito 20anni prima, a proteggerlo. Dal 1889 da padre in figlio, sul pontile si svolse tutta l’attività della famiglia, che se Riccardo Bacchelli fosse sceso da noi avrebbe senz’altro scritto “il Pontile del Golfo”, un sequel del “Il Mulino del Po”.
Anno dopo anno, al pontile, attraccavano i barconi dei muscolai, con la preziosa merce, che veniva pesata ed insacchettata per essere poi messa sui furgoncini degli ambulanti o dei grossisti, in fila, per portare in tutta l’Italia il meraviglioso frutto del nostro Golfo. L’epidemia di colera del ’72 cambiò la normativa di commercio. Non più vendita diretta, ma vari passaggi per la sicurezza igienico-sanitaria. Il locale sul pontile, adibito a pesatura e confezionamento, si trasformò in attrezzata cucina che nelle serate di luna piena e di brezza marina, ospitava le allegre tavolate dei “canarini” immersi mani e viso nelle fiammanti muscolate del nostro Golfo. Questo pezzo della nostra città, della storia, della nostra vita non deve sparire.
Enzo
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