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Le strategie per il futuro

Cisita alla ricerca di spazi per un hub formativo efficiente. E bisogna educare una community di orientatori

Parallelamente alle strategie per colpire il target di riferimento con rinnovata efficacia, Cisita punta anche a migliorare le strutture a disposizione degli studenti. Oggi c’è la disponibilità di tre capannoni all’interno dell’Arsenale militare, ma il futuro sembra destinato a concretizzarsi al di qua del muro. “L’hub formativo è centrale per la nostra attività, sul territorio abbiamo eccellenze nell’ambito della formazione come Its, Formimpresa, Scuola nazionale trasporti e logistica e lo stesso Cisita – spiega a CDS la presidente Giorgia Bucchioni – ed è necessario avere a disposizione un ambiente confortevole, moderno e attuale per formare giovani che contribuiscano a migliorare la competitività del territorio. L’ideale sarebbe un hub in un’unica struttura con aule, laboratori, un’area per le start up, il digital innovation hub, lo spazio per sviluppare strategie green e per la transizione, che sono pilastri del Pnrr. Sembra che stiamo pensando a qualcosa di straordinario, ma in Europa tutto questo accade da anni. E’ necessario superare la frammentazione per realizzare una cittadella in cui si mescolino le esperienze delle aziende, gli enti di formazione e i ragazzi. Questa è la chiave di volta per sviluppare un sistema formativo sociale che funzioni al meglio. Per questo – svela Bucchioni – abbiamo contatti costanti per la ricerca di spazi idonei con il sindaco della Spezia e con l’Autorità di sistema portuale, ente interessato per la formazione nel comparto marittimo. Non deve trattarsi necessariamente di spazi racchiusi in un unico edificio, ma anche soltanto circoscritti in una zona della città, che peraltro potrebbe trarne giovamento, portando la sempre positiva presenza degli studenti e dei giovani. Una situazione del genere contribuirebbe e saldare ancora di più quell’alleanza necessaria con la famiglia atta a trovare il percorso formativo ideale”.

L’obiettivo dei prossimi anni è ben definito: ora serve trasformare le idee in piani operativi e la collaborazione tra le istituzioni, gli attori del sistema produttivo e quelli del sistema educativo locale diventa imprescindibile per la realizzazione del progetto.

Un altro traguardo all’orizzonte è quello di formare una community di orientatori, che tolgano le castagne dal fuoco ai professori, spesso non supportati per fornire agli studenti gli strumenti per orientarsi nella maniera corretta nella scelta migliore per loro.
“Il messaggio che dovrebbe passare è che c’è una reale alternativa alla formazione canonica e che questa offre opportunità di occupazione molto più rapide e probabili. E queste – proseguono Bucchioni e il direttore di Cisita, Riccardo Papa – sono alcune delle proposte su cui stiamo ragionando per rendere la formazione sempre più corrispondente alle esigenze delle imprese che si rivolgono a noi ed allineata a ciò che in altri contesti Europei esiste da tempo”.

“C’è un sistema che non funziona e che dobbiamo scardinare. Il mondo è cambiato: se sei tagliato fuori non recuperi il tempo che hai perso, hai soltanto meno occasioni di sviluppo rispetto agli altri. La situazione è difficilissima: abbiamo una guerra praticamente in casa, e presto ahimè vedremo i veri effetti di questo conflitto, siamo in un post pandemia che non accenna a concedere certezze e come se non bastasse siamo alle prese con una crisi di governo e una campagna elettorale in cui i protagonisti non propongono soluzioni reali né progetti concreti… Ai nostri giovani servono necessariamente opportunità e strumenti per affrontare il futuro“, conclude con decisione Bucchioni.

Riccardo Papa e Giorgia Bucchioni
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