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Nave Duilio torna dagli Usa: “Nuovo capitolo per la storia operativa della Marina Militare”
Il cacciatorpediniere lanciamissili ha operato all’interno del gruppo d’attacco della portaerei americana USS Bush. “Il salto di qualità in questo caso è stato passare al concetto di intercambiabilità”, ha detto il contrammiraglio Di Renzo, comandante della Prima Divisione Navale di stanza alla Spezia. “Abbiamo dimostrato di poter interagire a pari livello con la loro scorta. Dopo questa fase abbiamo, per così dire, imparato il loro vocabolario”, spiega il comandante Jacopo Rollo. La US Navy dovrà sostituire la classe Arleigh Burke, omologa a livello operativo delle Orizzonte italiane, nei prossimi anni.
“L’attività svolta da Nave Duilio negli Stati Uniti apre un nuovo capitolo nella storia operativa della Marina Militare”. Non usa giri di parole il contrammiraglio Lorenzano Di Renzo, comandante della Prima Divisione Navale, che oggi ha accolto al Molo Varicella il rientro a casa dell’unità di bandiera. La trasferta oltreoceano rappresenta un successo internazionale per la forza armata e un passo in avanti nei rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti nel settore militare.
Il cacciatorpediniere lanciamissili, salpato il 16 maggio scorso, ha operato all’interno del gruppo d’attacco della portaerei americana USS Bush nel corso della Composite Training Unit Exercise – C2X, un’esercitazione propedeutica allo schieramento sul campo che, non a caso, sarà proprio il teatro del Mediterraneo. “La Marina Militare italiana è da sempre fautrice dell’interoperabilità con le marine alleate – spiega Di Renzo -. Il salto di qualità in questo caso è stato passare al concetto di intercambiabilità. Nave Duilio ha operato con pari dignità e mansioni equivalenti a quelle di un incrociatore americano, senza che nessuno si accorgesse della differenza”.
Il comandante Jacopo Rollo, che ha condotto l’unità italiana all’interno di un dispositivo che ha coinvolto venti navi e novemila uomini, sintetizza la prospettiva tecnica: “Il nostro compito è stato integrarci con gli altri caccia di scorta alla portaerei, assicurando una serie di compiti negli standard richiesti dalla US Navy. Abbiamo dimostrato di poter interagire a pari livello con la loro scorta. Dopo questa fase abbiamo, per così dire, imparato il loro vocabolario. Sembra poco, ma non lo è. Abbiamo portato a casa un dictionary. Siamo entrati nella loro scatola, usando la loro lingua”.
La missione è stata preparata a partire dall’ottobre del 2021. E’ partita con lo studio dei documenti arrivati dagli USA e proseguita con una serie di videoconferenze con i colleghi d’oltreoceano tra gennaio e febbraio. Una volta a Norfolk, a bordo del Duilio si sono alternati tre ufficiali americani durante i tre mesi di esercitazioni. Uno di loro aveva il compito di relazionare sulla capacità operativa degli italiani. “Se ci si prepara bene, come succede spesso, – dice Rollo – le cose si rivelano più semplici di quanto ci si aspetti”.
Tra i momenti di maggiore difficoltà, la simulazione di un passaggio all’interno di uno stretto, molto critico per un’unità come l’USS Bush, lunga 333 metri e quindi a suo agio solo in spazi ampi. In quel contesto, all’equipaggio di Nave Duilio è stato chiesto di prendere la guida della formazione. Il caccia italiano ha poi garantito la difesa dello spazio aereo con il proprio sistema radar e assunto il controllo della stessa formazione aerea decollata dalla carrier.
“E’ il frutto di un lungo percorso che ha alla base l’approfondimento della conoscenza delle capacità tecniche ed industriali del nostro Paese – allarga il campo il contrammiraglio Di Renzo – Un processo che ha portato gli Stati Uniti a dotarsi di navi progettate in Italia da Fincantieri, e dalle altre realtà della filiera, insieme alla Marina Militare. E’ tutto il Sistema Paese che viene proiettato al centro dello scenario internazionale. “. Il riferimento è alla commessa per Marinette Marine, controllata americana di Fincantieri, per le nuove fregate della US Navy su base delle FREMM sviluppate da Italia e Francia congiuntamente.
Il Duilio, come il suo gemello Doria, ha ancora di fronte una lunga attività operativa. Ma la Marina Militare sta già compiendo gli studi propedeutici per il futuro cacciatorpediniere, con ottica 2035. La US Navy invece dovrà sostituire la classe Arleigh Burke, omologa a livello operativo delle Orizzonte italiane, molto prima. Anche per questo aver frequentato Norfolk per circa tre mesi è ritenuta una vetrina molto importante per l’Italia.






