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Cantiere liberale: “Condanniamo la deriva populista, occorre la nascita di una nuova area liberale”

Stefano Leccese

“Sin dalla sua costituzione, il Cantiere Liberale condanna fortemente ed aspramente la deriva populista che caratterizza e identifica parte della politica italiana e che ha raggiunto l’apice con la sfiducia, peraltro non esplicitamente espressa né motivata, al Governo Draghi.

Di fronte a scenari emergenziali, come i due anni di pandemia e un’economia disastrata, una guerra alle porte dell’Europa, la crisi energetica, la recente crisi idrica, le politiche restrittive da parte della Banca Centrale Europea e un sempre più probabile inizio di un ciclo recessivo, stiamo assistendo ad un atto di viltà e di tradimento nei confronti di tutti i cittadini italiani, ivi compresi coloro che non si sentono rappresentati da questo Governo, e anche nei confronti di Mario Draghi, che ha messo in gioco tutto il suo prestigio internazionale al servizio del nostro Paese, incamminandosi sulla via della modernizzazione e della competitività globale.

Le forze politiche che si sono rese responsabili di questa azione, probabilmente anche sulla scia di suggerimenti arrivati da lontano o semplicemente mossi dalla brama di danaro e di potere hanno arrecato un grave danno all’Italia in un momento centrale e delicato della nostra storia, che condizionerà senza alcun dubbio il nostro prossimo futuro.

E’ quindi tempo di lasciarle alle spalle e di cominciare a costruire, sulla base dell’agenda Draghi, un percorso politico autenticamente liberale, atlantista ed europeista. Costruirlo con chi ci sta, senza inutili protagonismi ed altrettanti inutili distinguo.

Calenda, Toti, Renzi, Cottarelli, De Nicola possono essere fra i promotori di quest’area ma i loro nomi, per quanto autorevoli, non bastano. Occorre che le categorie produttive che hanno unanimemente sostenuto Draghi anche in quest’ultima, drammatica fase si rendano protagonisti di un moto di orgoglio contro chi vuole consegnare il Paese alla logica dell’isolamento internazionale, dei bonus, dell’evasione e del populismo fiscale e non. Destra “peronista” e Sinistra “chavista” non sono ne’ la cura dei mali del Paese, ne’ la soluzione per ripartire: bisogna, invece, costruire sviluppo in maniera duratura, il che significa superare l’assistenzialismo a cui ci siamo nuovamente abituati, puntare sulla crescita come unico motore di reale inclusione sociale e con audacia approvare una concreta riforma sulla concorrenza. Allo stesso tempo, la logica dei condoni e delle rottamazioni deve lasciare il posto ad un rapporto equilibrato ed onesto fra Fisco e Contribuente. In più, sempre su questo ambito, bisogna avere grande coraggio e rivoluzionare il sistema fiscale, che non può essere solo una semplice riformulazione degli scaglioni e delle detrazioni. I cittadini, il mondo del lavoro e il sistema imprenditoriale italiano ne hanno estremamente bisogno e lo richiedono a grande voce.

Sul nazionalismo stendiamo un velo pietoso: concetti da anni 30, ma del secolo scorso, con le conseguenze che l’Europa ha già sperimentato e che purtroppo anche in questo momento sperimenta”.

Stefano Leccese
Segretario di Cantiere liberale

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