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Udienza l'11 agosto

Ricorso contro l’antenna a Belaso: “Sito non presente nella pianificazione”

A promuoverlo, dodici residenti della zona, che chiedono l'annullamento, previa sospensione, della delibera del 21 aprile scorso con cui il consiglio comunale ha approvato la localizzazione di una stazione radio base in un terreno lungo Via Curtatone.

Una veduta di Ponzano Belaso

Sarà discusso l’11 agosto prossimo in Camera di consiglio il ricorso al Tar della Liguria promosso da dodici residenti di Ponzano Belaso per l’annullamento, previa sospensione dell’atto, della delibera, inerente il  Piano comunale di organizzazione del sistema di telecomunicazioni (POST), con cui lo scorso aprile il consiglio comunale di Santo Stefano ha unanimemente approvato la localizzazione in un terreno lungo Via Curtatone, a Ponzano Belaso, per l’installazione di una stazione radio base, intervento di cui ha fatto richiesta Wind Tre. Il ricorso, che chiede inoltre sospensione e annullamento “di ogni atto presupposto, consequenziale e/o connesso” alla delibera menzionata, è contro Comune di Santo Stefano, Arpal e Commissione comunale Ambiente e nei confronti di Wind Tre, della persona proprietaria del terreno su cui è prevista l’installazione dell’antenna, “nonché, ove occorra” nei confronti di Te.En Engineering. A curare il ricorso, gli avvocati Francesco Mazzoni, Lorenzo Giorgi (tra gli animatori della mobilitazione contro l’installazione) e Antonio De Prata.

Per i ricorrenti, residenti nelle vicinanze del sito scelto per l’installazione della stazione, “è pacifico che il sito di Via Curtatone […] non rientra tra le localizzazioni (“consentite” o “consentite con cautela”) previste dal vigente POST […]” e che “l’organo consiliare non poteva addivenire alla approvazione di tale localizzazione stante il chiaro portato dell’art. 11 del POST il quale prevede che “la realizzazione di nuovi impianti fissi non può essere autorizzata in aree non previste dal Piano””.
“Gli odierni ricorrenti – si legge ancora – hanno appreso, non senza stupore e preoccupazione, che il nuovo impianto dovrebbe sorgere proprio nel “cuore” di Ponzano Belaso, a poche decine di metri dalle proprie abitazioni (poste in un raggio variabile dai 20 ai 150 metri circa dal sito), a circa 200 metri dalla scuola elementare di Via Indipendenza e a soli 120 metri dai nuovi campi da padel, prevedendo la realizzazione di un enorme palo poligonale alto 22 mt […] Ma vi è di più. Infatti dalla documentazione acquisita è emerso che le stime di campo elettrico prodotto dalla realizzanda stazione radio base risultano prossime al limite massimo di legge di 6 V/m previsto dal D.P.C.M. 8 luglio 2003″.

Per i ricorrenti quindi “emerge l’evidente illegittimità della delibera impugnata che –in palese violazione dell’art. 11 del vigente POST- ha approvato la localizzazione della Srb in Via Curtatone ancorché il sito non rientri tra le localizzazioni previste dal vigente POST e senza attenersi alle procedure di aggiornamento all’uopo previste dagli art. 8 e ss. del piano, con tutti i correlati obblighi di pubblicità e partecipazione, tanto più rilevanti nella materia che occupa”. E, aggiungono, “l’operato del Comune si pone in aperto contrasto anche con il regime di “salvaguardia” recentemente introdotto con la modifica dell’art. 14 del POST di cui alla DCC. n. 21/2021 in forza del quale, nelle more della revisione generale del Piano, è “obbligatorio” procedere prioritariamente ove possibile all’accorpamento dei nuovi impianti a quelli esistenti”.

“Con DCC. n. 21 del 16/04/2021 […] il Comune ha avviato un processo di revisione complessiva del POST” scrivono ancora i ricorrenti, affermando che Palazzo civico “La delibera gravata n. 4/2022 è dunque illegittima sotto i profili rubricati giacché – in mancanza di ragioni d’urgenza o di pubblica necessità, che il provvedimento non esterna – il Comune, in ottica di buon andamento e ragionevolezza, era tenuto ad attendere la prossima conclusione dell’iter di revisione del POST, o, a tutto concedere, a dare specifica e rigorosa evidenza delle ragioni che lo hanno indotto a non attendere il completamento dell’aggiornamento del POST”.

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Tar
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