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Agente della penitenziaria medicato al pronto soccorso

Altra aggressione nel carcere della Spezia, sindacati: “Presenza esponenziale di detenuti con problemi psichiatrici”

Villa Andreino

A pochi giorni dall’ultima aggressione subita dal personale di Polizia Penitenziaria di La Spezia, ieri è avvenuto un nuovo grave episodio violento nella struttura di via Fontevivo. “I soliti noti – scrive il Sappe Liguria in una nota – hanno prima protestano per potersi recare nei cortili di passeggio occupati per altra attività, ma visto il rifiuto un detenuto si è auto lesionato mentre l’altro ha iniziato a rompere le telecamere della sezione ed altre suppellettili. Non contento – prosegue il presidente del sindacato – il detenuto in evidente stato confusionale è entrato nel box dell’agente di servizio aggredendolo e lanciandogli contro degli oggetti tanto da procurargli una serie di ferite sul collo poi medicate al pronto soccorso. I detenuti sono stati poi ricondotti alla ragione con l’arrivo dei rinforzi. E’ indubbio – aggiunge Lorenzo – che oggi l’istituto di La Spezia rappresenta un punto di cruciale vulnerabilità determinata da una esponenziale presenza di detenuti con problemi di natura psichiatrica e che trovano un sistema penitenziario depotenziato ed impotente a contenere i continui eventi critici. E’ indispensabile rivedere tutto il sistema dopo la riforma voluta da Orlando – conclude – è necessario che i rappresentati politici intervengano interrogando il Ministro della Giustizia sul perché continuano ad essere reclusi detenuti con gravi problemi psichiatrici invece di destinarli in centri idonei per la cura della loro patologia; è incomprensibile che in provincia sia stata da poco inaugurata una REMS, struttura utile per il ricovero di detenuti psichiatrici, ma è destinata ai detenuti di tutta la nazione il che significa per La Spezia nulla cambia ovvero sarà praticamente improbabile il ricovero dei detenuti”. Pieno sostegno alla protesta dei poliziotti del SAPPE della Liguria arriva da Donato Capece, segretario generale del Sindacato: “Ci attiveremo presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché le giuste proteste dei colleghi di Spezia e della Liguria trovino attenzione e conseguenti provvedimento. Il dato oggettivo è che anche questa denuncia ci conferma che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante”.
Matteo Falcone, della segretaria Ligure Cisl-Sicurezza sottolinea: “Ormai non passa giorno che non si registri  un’aggressione o un evento critico ai danni del personale operante. L’ultima si era registrata ieri. Ormai lavorare nel carcere spezzino è divenuto altamente pericoloso e si rischia la vita ogni giorno per uno stipendio pari ad un qualsiasi altro impiegato pubblico, che però non è tenuto a fronteggiare la realtà carceraria. Chiediamo alla Direzione  maggiore sicurezza, maggiori interventi e strumenti finalizzati a garantire l incolumità degli agenti sul posto di lavoro. I pochi in servizio infatti, sono costretti a turni massacranti e a rinunciare spesse volte anche alle ferie per garantire la continuità dei turni. Questo non è più concepibile”.
Rocco Roberto Meli, della segreteria regionale Osapp puntualizza: “Da tempo denunciamo episodi simili e aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria che stanno aumentando senza controllo. Gli agenti non hanno mezzi idonei per contrastare simili comportamenti deleteri e anche un semplice taser al centro dei vari dibattiti sarebbe stato una risoluzione a questo episodio. Infine parla di una “grave aggressione” anche Fabio Pagani, segretario Uilpa Polizia Penitenziaria: “È assolutamente indispensabile e urgente rafforzare gli organici della Polizia penitenziaria e potenziarne equipaggiamenti e dotazioni strumentali – Infine, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia chiediamo di accelerare sulla revisione del modello custodiale, ma anche di costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico di detenuti che abbiano aggredito e procurato lesioni permanenti agli operatori penitenziari e, conseguentemente, pure danni all’erario”.
Uilpa ricorda infine come “Dal 1 gennaio al 26 giugno 2022 sono stati 493 gli episodi di aggressione di detenuti nei confronti di appartenenti alla Polizia penitenziaria, conteggiando solo quelli più gravi; il 24,2 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando le aggressioni erano state 397. Numeri, in entrambi i casi, ufficializzati dalla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia”.

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