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Prima serata

Karma B, Venneri, Capasso. La prima serata del Pride al Pin è di tutti fotogallery

Gli organizzatori: "Oggi ci sarà la parata del primo La Spezia Pride ma già dopo questo evento si può ipotizzare che la giornata sarà un’occasione in cui fare vera inclusione, rispettando ciò che è diverso da sè".

Karma B, Angelo Venneri e Luis Capasso sono gli artisti nazionali della prima serata del fine settimana dedicato al primo Pride organizzato alla Spezia. Il 24 giugno ha lasciato campo anche agli artisti spezzini come i ballerini della scuola di danza Dancing Project, le Femmǝs e Giordano Lombardo.

“Il PIN è stato riempito da un pubblico eterogeneo, composto non solo dalla comunità LGBTQIA+, ma anche da famiglie e persone di ogni provenienza ed età – spiegano gli organizzatori -. Come dichiarato in apertura di serata da Stefano di Gangi, direttore artistico degli eventi collaterali alla parata, “Dobbiamo valorizzare le nostre differenze perché solo grazie a queste possiamo capire che cosa ci unisce: sia l’amore, che la solitudine, ma anche la gioia di essere qui, insieme, come una vera e propria famiglia. Noi del comitato del La Spezia Pride crediamo fermamente che il divertimento, la musica e il gioco siano gli elementi indispensabili per eliminare ogni pregiudizio, ogni stereotipo e categoria a priori.”. E così è stato perchè una moltitudine indistinta di persone gioiva insieme del momento che stavano vivendo, nonostante la pioggia che ha cominciato a cadere”.

“La serata, intensa e piena di emozioni, si è aperta con un concerto delle Femmǝs, duo di Alice Parodi e Tania Lunghi, alle quali sono susseguiti sul palco diversi allievi della scuola di danza Dancing Project, diretta da Manuel Damelli – proseguono -. Le toccanti esibizioni di giovani e giovanissimi sottolineavano delle tematiche care al La Spezia Pride come l’importanza delle parole e del linguaggio e la mancanza di leggi che tutelino da questo tipo di violenza”.

 

“Entrando nel vivo dell’evento sono salite sul palco le Karma B, drag queen famose per i loro spettacoli a teatro e le numerose presenze in televisione, che hanno cantato e ballato dei mash up con le più famose canzoni del repertorio italiano e internazionale insieme al pubblico, soprattutto i bambini che si erano spostati in prima fila – spiegano -. La loro arte fa perno sull’ironia e sull’umorismo, portando, attraverso il sorriso, una riflessione sulla nostra società. Infatti, alla domanda su quale sia il metodo migliore per sconfiggere la paura e i pregiudizi, hanno risposto “ciò che facciamo, anche in televisione, è semplicemente farci conoscere per quelle che siamo e, a parte gli omofobi che sono nati stronzi e moriranno stronzi, ci sono tantissime persone che vivono la loro vita, senza conoscere la vita degli altri. La cosa più bella che ci è capitata ultimamente a teatro è che delle signore di settantanni […] ci hanno detto ‘ci avete aperto un mondo’ e questa crediamo sia la cosa più bella che si possa fare: far capire agli altri che siamo persone che hanno una vita e siamo uguali a tutti gli altri esseri umani” e hanno concluso dicendo “e ricordate che l’arma più forte è il potere della gentilezza, ma quando serve anche il potere del vaffanculo è efficace.” Alla loro leggerezza e ironia è seguita un’esibizione di Luis Capasso che ha presentato il suo ultimo brano “Otra Vez” insieme ad alcune ballerine della scuola di Damelli. La serata si è conclusa con i Dj Set di La_Bianchini e di Nick Spinatelli e le performance di danza di Angelo Venneri e di exotic pole dance e fuoco di Giordano Lombardo”.

“Oggi ci sarà la parata del primo La Spezia Pride – concludono -, ma già dopo questo evento si può ipotizzare che la giornata sarà un’occasione in cui fare vera inclusione, rispettando ciò che è diverso da sè. Infatti, lo slogan principale della manifestazione è “Join the Queers!” Valentina Bianchini, presidentessa di Raot, associazione di volontariato organizzatrice del La Spezia Pride insieme a Cgil, Arco La Spezia e Arci Canaletto, ha spiegato che la parola “queer” significa “Strano, diverso”: “Sempre la comunità LGBTQIA+ si è appropriata delle offese che la società le ha riversato addosso e ne ha fatto motivo di vanto e di lotta. Queer è diventato un termine ombrello che ha raccolto sotto di sé tutte quelle identità che sentono di discostarsi dal sistema eteronormato.” Oggi sarà, sicuramente, una giornata che rimarrà nella storia cittadina”.

 

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