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Natale: "L'acqua della sorgente di Monesteroli per l'agricoltura, usando l'energia rinnovabile" - Citta della Spezia
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La proposta

Natale: “L’acqua della sorgente di Monesteroli per l’agricoltura, usando l’energia rinnovabile”

Il consigliere democratico appoggia la proposta dell'associazione Per Tramonti. "Spesi 35mila euro per il progetto del trenino nella galleria dei Buggi, ma mai considerata l'idea di recuperare l'acqua che oggi finisce in mare. Negli anni passati, a Groppo di Riomaggiore, c'erano esempi virtuosi da cui prendere ispirazione".

Davide Natale

“E’ impensabile che il Comune della Spezia abbia speso, buttandoli letteralmente via, 35.000 euro per verificare se si potesse portare un trenino di turisti a Monesteroli, tramite la galleria dei Buggi, e la Provincia della Spezia, amministrata dalla stessa persona, non abbia pensato ad uno studio per capire quantomeno il rapporto costi-benefici del recupero, a fini agricoli, dell’acqua della sorgente che costantemente finisce in mare”. E’ la considerazione di Davide Natale, consigliere regionale del Partito Democratico, in merito all’appello dell’associazione Per Tramonti, che ha chiesto alle istituzioni di valutare l’utilizzo dell’acqua che sgorga dalla fonte di Monesteroli e finisce nel mare delle Cinque Terre. “Un patrimonio che oggi va disperso: almeno un progetto di fattibilità per verificare se sia possibile recuperarlo se lo meriterebbe”.

Natale cita alcuni esempi degli anni passati, che avevano dato sollievo agli agricoltori locali su un territorio meraviglioso quanto difficile. “La Cantina sociale del Groppo, a Riomaggiore, realizzò, con l’aiuto di molti volontari, un acquedotto che adduceva l’acqua di Canneto e la distribuiva dalle Cinque Terre, lato di ponente, fino al Persico, estremo confine di levante del Parco nazionale. Sempre la Cooperativa del Groppo, mise in campo un ulteriore intervento che riguardava proprio l’acqua di Monesteroli: inizialmente aveva predisposto un sistema di pannelli solari che alimentavano una pompa in grado di riempire alcune vasche situate in quota sopra l’abitato, per poi distribuire per caduta l’acqua recuperata. Successivamente, il sistema di pannelli fu sostituito da un generatore che veniva azionato nei momenti di bisogno. Essendo iniziative che non avevano un’organizzazione stabile, purtroppo, dopo pochi anni cessarono”.

Quell’acqua, usata per scopi agricoli, si dimostra una risorsa preziosa secondo il consigliere democratico. “Alla luce della crisi idrica e delle grandi risorse messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si dovrebbe riprendere in considerazione il progetto e, utilizzando sistemi rinnovabili di produzione di energia, verificare la perseguibilità dello stesso. In questi giorni molti Sindaci sono costretti ad intervenire con ordinanze per regimentare l’uso dell’acqua, altri vietano l’irrigazione dei campi. Per non parlare quello che sta accadendo in altre regioni, dove il problema delle risorse idriche sta raggiungendo conseguenze critiche. Si parla molto spesso di evitare la dispersione delle risorse naturali, di recupero del territorio e di lotta all’abbandono, questo potrebbe essere un progetto che racchiude tutto ciò”.