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I toni sono ormai drammatici

Il grido disperato delle RSU: “Arsenale in lenta agonia, il contesto è quasi di abbandono”

"Continuiamo a perdere personale, lavorazioni, livelli di sicurezza negli edifici, officine che chiudono, settori trasferiti per emergenze strutturali, parco automezzi con pochissimi autisti e veicoli obsoleti, ambienti di lavoro fatiscenti senza alcuna congruità col microclima", scrivono i rappresentanti di FLP Difesa, CGIL, CISL e UIL. Il piano di assunzioni di 130 unità, annunciato nel 2020 e non ancora finalizzato, ritenuto insufficiente. "Non incisivo contando che in 199 andranno in pensione al 31 dicembre del 2024".

Nave Vespucci esce dal bacino

“Viviamo una lenta agonia che sta generando sconforto e sfiducia verso un futuro sempre più incerto. Continuiamo a perdere personale, lavorazioni, livelli di sicurezza negli edifici, officine che chiudono, settori trasferiti per emergenze strutturali, parco automezzi con pochissimi autisti e veicoli obsoleti, ambienti di lavoro fatiscenti senza alcuna congruità col microclima e tanti altri aspetti negativi sui quali preferiamo non scrivere. Criticità in un contesto quasi di abbandono”. Il grido disperato delle RSU dell’arsenale militare marittimo della Spezia colpisce per i toni, nonostante non sia il primo. La base navale voluta da Cavour, il simbolo delle ambizioni del Regno d’Italia in pieno Risorgimento, si va spegnendo ogni giorno secondo i suoi lavoratori civili.

La missiva è di lunedì 20 giugno 2022, indirizzata all’ammiraglio Enrico Credendino, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, e all’ammiraglio Giuseppe Abbamonte, a capo del Comando Logistico della Marina Militare e, per conoscenza, alle rispettive segreterie nazionali. La firmano tutti i rappresentanti eletti la scorsa primavera. Sono Christian Palladino, Tiziano Bazzali, Raimondo Gandolfo e Maria Di Cianni per FLP Difesa; Romina De Iaco, Emilio Manueli, Sergio Maddaluno, Roberto Landucci e Cosimo Boccuni per la CISL; Emanuele Bernardini ed Enrico Mazzi per la CGIL; Andrea Canali e Davida Scattina per la UIL. Coordinatore della RSU di Marinarsen è stato eletto Christian Palladino della FLP.

L'ammiraglio Enrico Credendino (foto Marina Militare)

Neanche le 130 assunzioni previste dalla Legge di Bilancio 2020, ancora da finalizzare, sarebbero un raggio di sole per i rappresentanti sindacali. “Perché a fronte di una tabella organica prevista di 873 civili, ad oggi siamo 517 unità (da togliere il personale non impiegabile o parzialmente impiegabile per effetto di aspettative, part-time etc). Il secondo motivo, quello più preoccupante, si riconduce al fatto che di questi lavoratori, 199 andranno in pensione al 31 dicembre del 2024. Pertanto un numero così esiguo in ingresso non inciderebbe in alcun modo”.

Solo per quanto riguarda la sezione Personale, vi sono 22 operatori in forza a fronte dei previsti 39 unità. E 14 di questi andranno in quiescenza il prossimo anno. “Stiamo parlando della sezione che si occupa di stipendi, pensioni, conteggio ore di permesso,  segnalazioni infortuni, malattie professionali e tutto ciò che concerne la parte contabile. amministrativa”. E il discorso potrebbe essere esteso a “tutti i reparti, le sezioni e gli uffici di Marinarsen”. Le RSU dell’arsenale sottolineano la specificità della situazione spezzina rispetto agli omologhi di Taranto e Augusta, “essendo questo un polo industriale in sinergia col tessuto economico della città”.

Sottomarini in arsenale

 

“Una struttura come quella dell’Arsenale della Spezia necessita comunque di un numero minimo di personale che ne garantisca la funzionalità amministrativa ma anche tecnico-operativa. Un servizio come quello elettrico e/o servizio bacini sono determinanti per il funzionamento degli impianti strutture e supporto logistico delle unità navali. Ci sconvolge la totale indifferenza delle cariche Politiche e Militari”. I sindacalisti annunciano una campagna di sensibilizzazione a 360 gradi, che coinvolga anche gli stessi spezzini e possa fare breccia a Roma, da dove forse non si percepisce il macigno di incertezza che grava sull’intera città.

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