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Santo Stefano approva la mozione sulla regolamentazione del retroporto

Tra i temi toccati dal testo, le distanze minime tra container e proprietà, l'intensificazione dei controlli, la creazione di fasce verdi.

Santo Stefano, consiglio comunale

Approvata dal consiglio comunale di Santo Stefano una mozione relativa alla regolamentazione dell’area retroportuale. In particolare, il testo, elaborato in queste settimane dal confronto tra maggioranza e opposizione a partire da una mozione presentata dai consiglieri Eva Battistini e Niccolò Menconi per la maggioranza e da una mozione proposta da Emanuele Cucchi, capogruppo della forza di opposizione ‘Uniti per Santo Stefano’, impegna Palazzo civico a “effettuare una verifica procedurale al fine di istituire un regolamento comunale specifico sull’area retroportuale, il quale possa essere approfondito tramite il lavoro della Commissione Territori” e a “effettuare una verifica procedurale tramite parere legale, entro un massimo di sei mesi, al fine di inserire, nel regolamento di cui al punto A, norme che prevedano: una regolamentazione sulla distanza minima tra le pile di container e le proprietà pubbliche e private, quindi equivalente o superiore all’altezza della pila di container in questione, in modo da garantire la sicurezza e non ridurre l’areazione e l’esposizione al sole e che l’impatto acustico rispetti i limiti stabiliti dalla zonizzazione; la prescrizione di creare, nella fascia di confine di tali aree, una fascia verde al fine  di mitigare l’impatto acustico e visivo delle pile di container; intensificare i controlli ed inserire nel Regolamento di Polizia urbana la possibilità effettuare sanzioni amministrative ripetibili ai sensi di normative vigenti in caso di mancato rispetto delle regole stabilite dal Piano urbanistico comunale sulle altezze consentite alle pile di container, al fine di favorirne un rigoroso rispetto e quantificando una sanzione ridotta non inferiore ai 300 euro in caso di violazione delle suddette norme”.

“C’è chi interpreta l’opposizione come un dire sempre no, ma io sono una persona pratica e ritengo sia meglio collaborare per ottenere dei risultati per la cittadinanza, e questa mozione porta elementi importanti – ha affermato il capogruppo Cucchi -. Forse è la prima volta in tanti anni che in questo consiglio comunale c’è un discorso sulla regolamentazione l’area retroportuale, regolamentazione che non vuole colpire chi lì opera, ma intende tutelare la cittadinanza che con il retroporto convive”. Soddisfazione anche dai colleghi di gruppo Silvio Ratti (“spero che questa mozione e il regolamento vengano fatti rispettare”) e Eleonora Aiesi: “Un primo passo importante su un tema sentito – ha osservato -. Mi chiedo inoltre se non sarebbe interessante inserire una tempistica entro la quale realizzare le verifiche procedurali. E pensiamo anche, oltre al discorso delle pile, a far sì che nel nostro territorio non vengano destinati altri metri quadrati ai container”. “Avrei votato favorevolmente la mozione di Cucchi – ha esordito il capogruppo Luciano Mondini -, e anche io, quando ci siamo visti, ho proposto di inserire una tempistica, di sei mesi, per le verifiche procedurali, perché senza un limite rischiamo di arrivare all’autunno/invero in condizioni ancora critiche. Poi non ci sono numeri per quanto riguarda la distanza minima, e sono d’accordo con le sanzioni ma occorrerebbe un aumento in caso di reiterazione. Quindi non voterò a favore, ma mi asterrò. Non voto in modo contrario perché ho apprezzato moltissimo il lavoro di collaborazione tra maggioranza e opposizione, che mi ha anche parzialmente coinvolto”.

“Impedire che aumentino le aree destinate ai contenitori – ha detto la sindaca Paola Sisti rispondendo alla consigliera Aiesi – è paradossalmente più facile, perché solo questo consiglio, cambiando il Piano regolatore, può appunto decidere di allargare la zona container. Più difficile il discorso delle altezze, perché da regolamento edilizio tutto ciò che è smontabile e si può portare via, quando vai a stabilire un’altezza massima non è equiparabile a una struttura fissa”. La prima cittadina si è detta poi “molto contenta della mozione. Sono una portualista convinta, determinate attività portano ricchezza sul territorio, ma ne vedo i limiti, soprattutto dei vuoti, è la presenza dei contenitori vuoti che crea tensione sociale” e ha aggiunto che “nell’area dove dovrebbe insediarsi Amazon i container non possono più tornarci, e da Puc non possono stare nemmeno dove sono stati spostati, ci possono stare per un condono degli anni settata. Se però in tale area arrivasse un progetto di logistica pura, come tutti dobbiamo augurarci, e se ci fosse una trasformazione in questo senso, ecco che anche lì i container andrebbero via e non tornerebbero, perché quando presenti un progetto, decadono i diritti acquisiti con la sanatoria del condono”. Quindi, rivolta al consigliere Mondini: “La sua posizione viene da una forte pressione esterna, da chi vuole che questo consiglio sia diviso su questo tema, perché facile da strumentalizzare e politicizzare”.

Dalla consigliera Eva Battistini un “grazie per il confronto sulla mozione al capogruppo Cucchi e, per quanto alla fine non abbia sottoscritto la mozione, anche al capogruppo Mondini, al qualche ricordo che lo scorso consiglio aveva detto che avrebbe votato favorevolmente alla mozione di Cucchi, sì, ma anche a quella della maggioranza. Trovo buona l’osservazione sulle tempistiche, mentre l’inserimento di valori precisi sulle distanze non è una competenza politica, e comunque si dice chiaramente che deve essere pari o superiore all’altezza della pila”. L’esponente di Rifondazione ha altresì invitato Mondini a un ripensamento, osservando che “un voto unanime sarebbe un segnale più forte”.

Quindi, dopo una breve sospensione che ha visto integrare la mozione, per quanto riguarda la verifica procedurale sui punti del regolamento, con l’inserimento di un tempo massimo di sei mesi entro cui effettuarla, ecco il voto: tutti favorevoli eccezion fatta per l’astensione del capogruppo Mondini, sia sull’emendamento inerente le tempistiche, sia sulla mozione in sé.

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