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Cronache dalla terza terra

Da Corniglia: “Per salvare noi e le Cinque Terre serve delocalizzare e destagionalizzare”

Uniti per Corniglia, Guelfi: "Situazione delicata alla stazione ferroviaria. La navetta funziona ma i turisti che devono aspettarla restano sotto il sole cocente". Pubblica assisenza Corniglia, Codeglia: "Abbiamo difficoltà quando dobbiamo intervenire in soccorsi fuori dal centro abitato. La nostra fortuna è la grande sinergia che c'è con il Soccorso alpino e con i Vigili del Fuoco".

L’incantevole Corniglia, aspra ma pur sempre accogliente. Raggiunto il borgo il tempo rallenta. Dalla mattina alla sera il flusso dei turisti che arrivano da Manarola e Vernazza è continuo. Qui il visitatore si ferma, osserva e respira un’aria diversa, lontano dalla ressa. Corniglia è il borgo della riflessione. Per quanto si potrebbe identificare in una bolla di tranquillità anche qui la parte più complessa da gestire è a ridosso della stazione ferroviaria. Da tempo è attiva una navetta che con una cadenza serrata accompagna i turisti, più volenterosi, che vogliono raggiungere il borgo per proseguire nelle loro visite.

La posizione della terza terra, le numerose scale e la salita sulla strada asfaltata può far rinunciare il turista mordi e fuggi. Il turismo però è presente e rafforzato. La terza terra per tutto l’anno ha 170 residenti, in estate cuba fino a 25mila persone. Sul territorio è attiva l’associazione Uniti per Corniglia e da circa un anno è stata riattivata anche la Pubblica assistenza di Corniglia, che assieme agli altri attori chiamati in campo sulle Cinque Terre veglia sulla sicurezza del territorio.

Da Uniti per Corniglia Francesca Guelfi fa un’istantanea sul turismo: “Corniglia vive una luce propria ed essendo un luogo arroccato su un promontorio è una scelta per visitatori e turisti che si trovano veicolati nell’ambito delle Cinque Terre. Il fatto di poter scegliere ci consente di avere quella situazione di tranquillità che probabilmente molti, di coloro i quali arrivano alle Cinque Terre, si aspettano anche dagli altri quattro borghi. Questo non significa che noi non ci rendiamo conto che la situazione idilliaca di Corniglia non possa essere replicata. Capiamo bene che un’insoddisfazione  dettata dal sovraffolamento senz’altro porterebbe un deficit e un riscontro negativo anche per noi. Speriamo come associazione che le politiche di destagionalizzazione dei flussi vengano affrontate in maniera seria, anche perché dopo due anni di pandemia è arrivato un altro tipo di viaggiatori e turisti. Noi stiamo lavorando anche per far comprendere, a chi soggiorna qui, che si possono trovare la stessa armonia e genius loci di questi luoghi anche in stagioni diverse vocate al viaggio. Speriamo che la presa di coscienza sia comune a tutti i sindaci, Parco nazionale e Provincia in quanto gestrice di una buona parte dell’ambito turistico. Auspichiamo che si rendano conto di questa importanza e che nasca dunque un tavolo per poter delocalizzare e destagionalizzare tutto quello che adesso si concentra in pochissime ore”.

L’esempio di queste “pochissime ore” di ressa si può identificare nel congestionamento  delle salite a bordo delle navette che portano a Corniglia, paragonabili all’assalto alla diligenza. Guelfi spiega: “Noi proprio per questo motivo ci stiamo interessando presso gli enti competenti, in primis l’amministrazione comunale di Vernazza e il Parco nazionale delle Cinque Terre, affinché venga garantito a Corniglia un servizio di trasporto adeguato alla bellezza dei luoghi. Non è possibile che le persone che scendono dal treno siano costrette ad aspettare la navetta sotto un sole cocente, senza protezioni dal sole. Questo dequalifica il lavoro degli operatori turistici e di chi fa accoglienza in un luogo come Corniglia, baciato dalla fortuna in termini di tranquillità e che però ha un pessimo biglietto da visita quando si arriva in stazione”.

Alberto Codeglia, della Pubblica assistenza di Corniglia ha sottolineato quanto sia fondamentale un presidio come quello dell’associazione in una zona che in estate ha un passaggio di almeno 25mila persone. “La ripartenza del turismo è una fortuna. Abbiamo anche dato nuove gambe alla Pubblica assistenza reinserendo una serie di giovani dando continuità al servizio. E’ chiaro che i visitatori possono anche arrivare ad essere 25mila su questa porzione di territorio devono avere un’assistenza in caso di emergenza. Come Pubblica assistenza del territorio abbiamo però difficoltà quando dobbiamo intervenire in soccorsi fuori dal centro abitato. La nostra fortuna è la grande sinergia che c’è con il Soccorso alpino e con i Vigili del Fuoco“.

 

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