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Sei mesi in Dorset: high expectations, exceptional individuals. Vittoria Castellanotti exchange student

La studentessa è iscritta alla classe quarta F e ha deciso di trascorrere un semestre nella Corfe Hills a Poole nel Sud del Regno Unito.

Vittoria Castellanotti Liceo scientifico Pacinotti

Nel mondo globalizzato e complesso su cui, minacciose e inesorabili, incombono sfide e, forse, in prospettiva, opportunità straordinarie (la difesa ambientale; lo sviluppo delle intelligenze artificiali e delle biotecnologie; la necessità di una nuova politica di cooperazione internazionale), si ricercano sempre più competenze che sappiano orientare i futuri cittadini nel caos del domani: resilienza, flessibilità ed empatia; le soft skills del nuovo secolo. Queste qualità del resto coltivano l’intelligenza emotiva, quella capacità che ci consente di riconoscere le emozioni e utilizzarle nei processi di pensiero, ma anche di gestire stati emotivi nella vita individuale e nei rapporti con gli altri.
Tra le esperienze più efficaci per favorire lo sviluppo dell’intelligenza emotiva degli studenti, secondo una recente ricerca condotta dalla Luiss Business School, risulta esserci un soggiorno di studi all’estero. Secondo i dati statistici, del resto, sono gli studenti stessi a desiderare questo tipo di esperienza: nel 2020 infatti la percentuale dei ragazzi che dichiaravano di voler trascorrere un anno all’estero era circa del 35%, mentre, nel 2020, sarebbe salita addirittura al 60%. Certo in molti desiderano partire, ma pochi poi riescono a farlo davvero: le motivate paure, la complessità burocratica, i costi frenano troppo spesso il desiderio di molti. In un istituto come il Liceo “A. Pacinotti” così, sono dieci gli studenti che, in questo anno scolastico, stanno frequentando una scuola all’estero, circa l’1% del totale, prevalentemente di classe quarta. Sono i cosiddetti “exchange student”: allievi che decidono di trascorrere un periodo (più o meno lungo) in una scuola straniera, vivendo a stretto contatto con la realtà locale e diventando parte integrante di una nuova comunità.
Tra di loro c’è Vittoria Castellanotti, iscritta alla classe quarta F, che ha deciso di trascorrere un semestre nella Corfe Hills a Poole, nel Dorset, nel Sud del Regno Unito. Il Liceo ha naturalmente cercato di favorire al meglio la preziosa esperienza: ad esempio, ha nominato come tutor della ragazza la sua docente di lingua e cultura inglese, per garantire un supporto costante durante l’intero periodo di scambio e organizzare poi la fase del rientro presso il Liceo Pacinotti.
Ormai a conclusione del semestre inglese, i risultati raggiunti da Vittoria Castellanotti possono dirsi davvero eccellenti: la studentessa ha infatti dimostrato di essersi inserita perfettamente nella scuola inglese e ha ottenuto il massimo delle valutazioni sia nel corso di letteratura inglese che in quello di matematica. I docenti inglesi sono rimasti stupiti della preparazione culturale ad ampio raggio, sia in ambito scientifico che umanistico, dimostrata dalla studentessa del Liceo, nonché dalla capacità della studentessa di misurarsi coi compagni madrelingua, in una scuola come la Corfe Hills, il cui motto è: “High Expectations, Exceptional Individuals”.
Vittoria Castellanotti, da Poole, città sul mare, un po’ più grande della Spezia, così racconta l’inizio della sua avventura: “Ho deciso di fare questa esperienza di exchange all’improvviso, senza starci tanto a pensare. Volevo immergermi in qualcosa di completamente nuovo, che però mi facesse crescere a livello personale, ma soprattutto linguistico. Insieme ai miei genitori ho perciò deciso di andare in una località dove non ci fossero italiani, per imparare al meglio la lingua ed essere il più possibile immersa nelle abitudini inglesi. Ecco dunque che il 2 Gennaio 2022 sono partita per il Dorset”.
Facile immaginare il senso di smarrimento della nuova sistemazione. Così descrive quei giorni Vittoria: “Non nego che i primi giorni ero un po’ impaurita per quello che mi aspettava. Del resto ho avuto soltanto tre giorni per ambientarmi e poi, il 5 Gennaio, ho iniziato il primo giorno di Sixth form”.
Nel sistema educativo inglese, il “Sixth form”, il sesto modulo, rappresenta gli ultimi due anni dell’istruzione secondaria. È un modulo volontario, ma necessario per accedere poi all’Università. Non comprende infatti l’istruzione professionale. Si frequenta tra i 16 e i 18 anni.
Vittoria continua intanto a raccontare, con entusiasmo: “Sono stata subito accolta da una bellissima famiglia, la mia Host family, che porterò sempre nel cuore e che è stata fondamentale nel mio percorso. In casa siamo in cinque: Nikki, la mia host mum; Servet, il mio host dad, e le mie due host sisters, Yasemin e Serpil.
Tutti insieme hanno reso questi miei cinque mesi ancora più speciali, riuscendo a non farmi sentire la mancanza di casa, ma anzi sempre più parte della loro famiglia e mai come un ospite”.
Siamo curiosi adesso di conoscere le materie di studio e il livello degli argomenti affrontati a lezione.
“In questo corso si fanno tre materie nella forma A-levels, ovvero la più alta.
Per la scelta delle materie, ho cercato di basarmi il più possibile sull’indirizzo del mio Liceo. Inizialmente infatti ho scelto Matematica, Fisica e Letteratura Inglese. Successivamente ho dovuto interrompere Fisica, perché il programma inglese era completamente diverso da quello italiano e soprattutto le ore di Matematica e Fisica molte volte mi si sovrapponevano e quindi non riuscivo a seguire né una materia, né l’altra. Al posto di Fisica quindi ho scelto Geografia.
Naturale chiedersi, a questo punto, come sia per uno studente liceale italiano, seguire improvvisamente lezioni in una scuola inglese. Così risponde Vittoria: “All’inizio trovavo difficile seguire le lezioni in una lingua completamente diversa dalla mia: c’erano molti termini specifici delle materie, dei quali non ero a conoscenza, ma, per non rimanere indietro rispetto ai miei compagni, mi sono data da fare; così, con un po’ di “doppio lavoro”, piano piano, le cose sono diventate sempre più semplici”.
E il rapporto con i nuovi compagni inglesi? “Già dal primo giorno di scuola sono stata subito accolta molto bene dai professori, ma soprattutto da alcune ragazze che mi hanno aiutato a integrarmi ancora meglio in questa esperienza.
Inizialmente infatti, non sapendo bene la lingua, ero un po’ spaventata: temevo il giudizio degli altri e non sempre riuscivo a fami capire, ma le mie nuove amiche mi hanno subito spinta a migliorare, senza mai farmi sentire giudicata”.
Chiediamo, a questo punto, un bilancio di questa esperienza straordinaria. “Ho vista la mia crescita personale sin dai primi mesi; ho dovuto affrontare ogni problema o difficoltà che mi si ponesse davanti completamente da sola.
Ormai sono quasi giunta a termine di questa magnifica esperienza che mi ha fatto capire meglio il valore delle cose, ma che soprattutto farei altre cento volte.
In questo posto ho conosciuto persone che sono diventante la mia seconda famiglia. Pensare che tra poche settimane tutto questo sarà finito mi fa salire un po’ di malinconia, a dire il vero”.
“Consiglieresti dunque questa esperienza?”, chiediamo, in conclusione, a Vittoria. La risposta è immediata, senza esitazioni: “Consiglio a tutti di fare questo tipo di esperienza perché non sono ti rende più maturo, ma principalmente ti fa conoscere persone che ti porterai con te per il resto della tua vita”.
Grazie dunque a Vittoria Castellanotti per aver condiviso le sue considerazioni su questa esperienza così formativa e totalizzante. Buon rientro alla Spezie e al Pacinotti, forte delle tue nuove esperienze inglese! O forse sarebbe meglio dire, ormai: “Good return home, Vittoria”?

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