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Italia nostra: “Secondo Confindustria il porto è un mondo a sé rispetto alla città”

Wonder of the seas e Celebrity Beyond ormeggiate al Molo Garibaldi

“Stakeholder: termine inglese traducibile con “portatore di interessi”. Ed infatti al convegno di oggi sulla portualità organizzato e promosso da Confindustria della Spezia sono stati invitati anche gli stakeholders: operatori portuali, agenti marittimi, spedizionieri doganali ecc. Uno strano modo di intendere il termine portatore di interessi perché anche i cittadini e le associazioni ambientaliste e di tutela del paesaggio sono portatrici di interessi diffusi. Nessuna di queste ha ricevuto l’invito, non tanto a parlare, ma a partecipare. E questo nonostante il presidente dell’Autorità di sistema portuale Sommariva avesse dichiarato, al suo insediamento, che assieme a queste associazioni, tra le quali vi è anche Italia Nostra, avrebbe dato il via ad un processo realmente partecipativo.

Dunque per Confindustria e per gli operatori portuali, così come per certi politici chiamati a presenziare e ad altri che lì siedono da tecnici grazie a loro competenze politiche , il porto è un mondo a sé rispetto alla città. E le scelte sul suo futuro devono essere compiute all’interno del porto e dei suoi operatori. I cittadini che vi abitano attorno, gli spezzini che vedono via via specchi acquei riempiti per far spazio a moli e container, non devono avere voce in merito. Minus habentes, masse che debbono esser poste di fronte al fatto compiuto perché incapaci da sole di prendere decisioni sensate. Non si lamentino poi se molti spezzini considerano il porto mercantile un gigantesco macigno frapposto tra la città ed il mare; un macigno che sì porta ricchezza e lavoro, ma anche inquinamento acustico ed atmosferico cui guardano con crescente diffidenza”.

Il direttivo di Italia Nostra La Spezia 5 Terre

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