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Assenti peracchini, franciosi e buondonno

Porto, Enel, aree militari e bonifiche. Legambiente interroga e sei candidati sindaco rispondono

Tutti concordi sull’importanza delle tematiche ambientali, sulla necessità di riavviare un’interlocuzione proficua con Marina militare ed Enel e sul maggiore impegno che il prossimo sindaco dovrà mettere per migliorare la qualità della sanità spezzina, andando a battere i pugni in Regione per chiedere più risorse a favore di Asl e di Arpal. Si è svolto in un clima cordiale l’incontro tra i candidati a sindaco organizzato da Legambiente nell’auditorium della Biblioteca Beghi, anche se a fare rumore, prima di tutto è stata l’assenza del sindaco uscente Pierluigi Peracchini, in corsa per il secondo mandato, che “non ha ritenuto di voler partecipare”, come ha spiegato in apertura il presidente dell’associazione ambientalista, Stefano Sarti. Al tavolo erano invece presenti (in ordine alfabetico) i civici Nanni Grazzini, Luca Locci, Paolo Pazzaglia, Gaetano Russo, Sandro Sanvenero e la candidata del centrosinistra Piera Sommovigo e da parte di ognuno di loro è arrivata forte la critica all’assenza del primo cittadino uscente.
Assenti, prima temporaneamente e poi definitivamente, Andrea Buondonno e Antonella Franciosi, che hanno riferito di essere impegnati con il lavoro.

Ad aprire i lavori una breve introduzione dell’esponente di Legambiente Fabio Giacomazzi che ha ricordato come il prossimo primo cittadino dovrà governare nell’ambito di una “crisi climatica che è di fatto una crisi ambientale. Mentre il 2030, con i suoi obiettivi, sarà sempre più vicino. Sarà dunque importante come non mai pensare globale e agire locale”.
L’incontro ha visto poi i sei candidati presenti rispondere con i minuti contati a quattro interrogativi o tematiche poste da Sarti, prima seguendo l’ordine alfabetico, poi invertendolo. Riportiamo di seguito argomenti e risposte.

Il porto. Come pensa di agire in qualità di sindaco per far fronte ai disagi forniti dalle emissioni atmosferiche delle navi e dall’inquinamento acustico? E riguardo alla tematica dei dragaggi?

Nanni Grazzini

“Oggi l’attenzione all’ambiente deve essere il denominatore comune di ogni azione amministrativa e privata, anche i bilanci che stiliamo come commercialisti devono essere sostenibili. E non dimentichiamo che per ogni intervento che sarà finanziato dal Pnrr la sostenibilità è condizione necessario. E anche le crociere, pur essendo un business importante, devono operare con sostenibilità. E’ notizia di oggi che Msc produrrà le prime due navi a idrogeno, a dimostrazione di come questo business sia proiettato in avanti. Ma oggi abbiamo ancora problemi con i fumi e la qualità dei combustibili. Bisogna assicurarsi che le regole siano rispettate da tutti. La zona est della città con Enel ha già pagato un prezzo enorme. Ci vuole attenzione, devono entrare solo le navi che possono inquinare meno. Occorre elettrificare le banchine, non c’è dubbio, ma il termine del 2026 è un po’ lontano. Non dico che si può fare in due anni, come sostiene qualcuno, ma si può parlare con il presidente dell’Autorità di sistema portuale Sommariva e cercare una soluzione”.

Luca Locci
“Prima di tutto mi sento offeso per l’assenza di Peracchini qua oggi. E’ buona norma inviare almeno un rappresentante, anche perché qua non parliamo di una pista ciclabile ma della salute dell’intera città. Ritengo la sua assenza imperdonabile. Passando all’argomento della discussione premetto che sono diplomato al Nautico e sono capitano lungo corso. Penso che il primo interessato a mettere sui binari della compatibilità ambientale il porto dovrebbe essere proprio l’Adsp. Ma dobbiamo anche fare chiarezza: è possibile che una nave da crociera inquini meno di tante  barche molto più piccole, con motori a due tempi. Le fumate nere ci sono: a Levante e a Ponente. So che l’Adsp ha già fatto investimenti per migliorare il filtraggio delle emissioni delle navi, ma ricordo anche che in Brasile si diede lo stop ai Boeing 727 quando venne ritenuto troppo inquinante. Per quanto riguarda i dragaggi dico: andiamo anche a vedere chi è responsabile di tutto quell’inquinamento dei fondali? Chi ha buttato tutto ciò in mare e chi ha lasciato che questo accadesse? L’elettrificazione delle banchine è un tema importante, ma non ci illudiamo: una cabina elettrica non risolve tutto”.

Paolo Pazzaglia
“Peccato per gli assenti. Come da mia abitudine sui temi che conosco meno ho chiesto a chi ne sa di più, nella fattispecie al giurista ambientale Marco Grondacci. L’elettrificazione è fondamentale, ma intanto bisogna fare qualcosa. In porto bisogna utilizzare combustibili più puliti? E’ necessario migliorare i controlli. Occorre ampliare il monitoraggio su tutta la fascia portuale e non solo dove sono le centraline oggi. Come è previsto dalle prescrizioni contenute nel Prp del 2006. E’ necessario uno studio per l’impatto sanitario sui danni reali e potenziali. E non dimentichiamo che un sindaco può emettere ordinanze per tutelare la salute degli abitanti. Per esempio il traffico crocieristico potrebbe coordinandosi meglio, evitando di avere tre accosti in un giorno e altre giornate senza nemmeno una nave. E’ poi necessario rivedere la fascia di rispetto per i rumori ed effettuare una valutazione del rischio quando si parla di Gnl. Infine i dragaggi vanno eseguiti secondo le migliori tecnologie possibili e i fanghi devono essere scaricati lontano per non andare a danneggiare i muscolai e l’itticoltura”.

Gaetano Russo
“La Spezia è una delle città più inquinate d’Italia. Ricordiamoci che abbiamo avuto la fabbrica della Pertusola che ha inquinato il nostro Golfo, ma nessuno ne ha mai chiesto conto alla famiglia francese che ne era proprietaria e che sino a poco tempo fa aveva la residenza in Piazza Europa 16. Sono sconcertato che non ci sia il sindaco Peracchini. La Spezia è diventata triste, vedo in giro persone con facce lunghe, per questo mi sono ricandidato, nel tentativo di portare qualcosa di positivo. Per esempio, riguardo alle navi da crociera: perché non favorire con tariffe inferiori le compagnie che rispettano tutte le normative?”.

Sandro Sanvenero
“Provo indignazione per l’assenza del sindaco in carica. Per quanto ci riguarda crediamo sia utile indicare in anticipo la squadra della giunta e noi abbiamo indicato da tempo Grondacci come nostro assessore all’Ambiente: ha le competenze necessarie per affrontare le tematiche ambientali. Io invece ho quelle mediche e posso dire che le più grosse problematiche sono legate alle patologie tumorali. Il più aggressivo per mortalità è il tumore del polmone: in Italia l’incidenza è pari a 11, alla Spezia è 19. E questo deriva evidentemente dall’ambiente. Anche perché la conformazione orografica del golfo e delle alture fa in modo che l’inquinamento ristagni qui. Arpal deve raccogliere i dati e Asl deve leggerli e interpretarli. Altrimenti lo faremo noi medici della lista. Per quel che riguarda i dragaggi, essendo in area di bonifica, certamente serve prima effettuare un campionamento”.

Piera Sommovigo
“Da sindaca pretenderò il rispetto delle prescrizioni con cui ministero dell’Ambiente si è espresso nel 2006 per quanto riguarda la compatibilità ambientale del Piano regolatore, a partire dal monitoraggio della qualità dell’aria in tutta fascia urbana… Ma anche sull’inquinamento acustico c’è una prescrizione puntuale. Il Comune ha adottato delibera per nuova zonizzazione acustica che è stata trasmessa alla Provincia per la sua valutazione nel termine di 60 giorni. Ora la pratica è sospesa, ma la prossima amministrazione potrà presentare le osservazioni di parte pubblica, così come lo potranno fare cittadini e associazioni. In attesa che si concretizzi l’elettrificazione delle banchine e altre misure per la riduzione degli inquinanti nelle emissioni delle navi, non dimentichiamo che il sindaco può fare ordinanza extra ordinem, oltre che intervenite presso l’Adsp affinché metta in atto determinate misure per il contenimento dell’impatto ambientale del porto”.

Quale futuro per l’area Enel e come comportarsi nel contesto della crisi energetica dovuta al contesto internazionale?

Piera Sommovigo
“Il decreto di riapertura delle centrali a carbone non ha riguardato La Spezia e Enel non l’ha inserita nell’asta del capacity market, quindi si sta andando verso la dismissione e il prossimo sindaco dovrà accompagnare questa fase. Si pone il problema di riqualificare l’area e bisogna farlo aprendo tavolo con Enel. C’era già ma non è stato coltivato accumulando anni di ritardo. Noi pensiamo che quegli ettari possano accogliere un centro per la produzione e lo sviluppo di energie innovative, come l’idrogeno verde, anche in considerazione della presenza del distretto della nautica, che ha già mostrato interesse per questo combustibile, così da collegare il futuro dell’area Enel anche con nostro polo universitario. Enel è il passato. Bisogna superare questo tipo di sviluppo”.

Sandro Sanvenero
“Prima di tutto serve un accordo con Enel per compiere la bonifica dell’area, per non rischiare un’area Ip-due. Poi si apre un mondo. Si possono fare tante cose in quell’area. Noi proponiamo anche di utilizzare le acque termali spezzine, che sgorgano in quella zona, per fare un centro benessere e spa che possa avere un senso anche sotto il profilo del turismo”.

Gaetano Russo
“Quando venne installato l’impianto di Vallegrande sembrava che stesse arrivando la soluzione a tutti i problemi. Enel ha anche dato tanto in termini di occupazione. Oggi c’è una crisi energetica che potrebbe cambiare le carte in tavola. La centrale c’è, prima di mandarla via bisogna mediare con l’azienda”.

Paolo Pazzaglia
“Partiamo ricordando che l’area Enel è di Enel. Le politiche energetiche le fanno altrove, si sa, ma noi possiamo chiedere un tavolo per la salute e la sicurezza. Ma penso anche ad altre forme di produzione di energia: abbiamo il mare, che ha una grande forza e può fornire energia tramite le maree o le onde. Potremmo anche piazzare delle pale eoliche sulla diga, senza dimenticare che abbiamo la fortuna di avere tanto sole. E allora perché non cercare il modo di agevolare l’installazione di pannelli solari”.

Luca Locci
“Concedere a Enel e Shell di realizzare impianti alla Spezia è stata una scelta criminale, non avrebbero mai dovuto arrivare e ci sono colpe ben precise che ricadono su chi ha governato per 60 anni. Ma è anche vero che Enel non se ne deve andare in questo modo. Per esempio non capisco la battaglia contro il gas, che inquina dieci volte meno. Bisogna convincere Enel a negoziare. Ma ha appena lanciato una società di logistica, temo proprio che nell’area Enel ci verranno i container. Invece dovremmo pensare di farle ospitare attività industriali, magari appartenenti al circuito dell’economia circolare”.

Nanni Grazzini
“Serve autorevolezza per interloquire con Enel. Non possiamo pensare che chi passa la Foce pensando di essere all’estero ci possa rappresentare. So per certo che Enel è disponibile a ragionare, ma non si può fare con un’amministrazione che ha lanciato cinque anni di attacchi. La tecnologia dell’idrogeno è alle porte e La Spezia è un sito dove c’è grande attenzione anche grazie ai superyacht ibridi e a idrogeno che le aziende della nautica stanno progettando e realizzando. Non si può andare a trattare con arroganza: Enel deve essere una opportunità per soluzioni green, anche perché la centrale Eugenio Montale è antieconomica per azienda. Condividiamo il futuro con Enel, che è anche disponibile a bonificare”.

Come affrontare il tema delle aree dell’arsenale non utilizzate, di quelle da bonificare e della presenza di amianto? E come vi ponete rispetto al progetto Basi blu?

Nanni Grazzini
“Giochiamo in casa di altri e anche in questo caso servono autorevolezza ed educazione per trattare. Le aree dell’arsenale non le gestisce né il doge Toti, né Peracchini. Il capo di stato maggiore, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone è una persona seria e per bene: se la città porta ragionamenti seri e condivisibili si può migliorare la situazione. Ci sono margini, ma bisogna interloquire con il ministero della Difesa”.

Luca Locci
“Di recente è stata approvata una mozione in Consiglio regionale per istituire tavoli paritetici per i poligoni di tiro. Potrebbe essere il caso anche per affrontare il tema dell’amianto… Ai tavoli si cercano buoni accordi. Sappiamo che la Marina è in bolletta, ma per arrivare all’obiettivo bisogna negoziare anche con Adsp e con il mondo della nautica. Potremmo infatti portare qua alla Spezia l’indotto diretto che lavora con la nautica da diporto, se la Marina mettesse a disposizione aree o edifici, come quelli di Via XV giugno. Così facendo ci guadagnerebbero tutti”.

Paolo Pazzaglia
“Dopo la fine della Guerra fredda La Spezia ha perso importanza nelle questioni internazionali. Quando ho letto del progetto Basi blu ho pesnato che noi non possiamo subire la decisione di fare nuovi moli per navi che non servono più. La città deve cercare di recuperare aree la cui occupazione da parte della Marina è ormai anacronistica”.

Gaetano Russo
“Non dimentichiamo che anche il balipedio Cottrau inquina il mare, l’aria con le polveri  e con il rumore. E non dimentichiamo nemmeno il Campo in ferro. Penso sia una buona idea quella di aziende richiamare suppletive all’economia spezzina per non far scappare i nostri giovani laureati. E’ giusto confrontarsi con la Marina: l’arsenale una volta occupava anche 16mila persone, oggi sono 700. Inoltre ritengo che il Montagna possa essere l’area ideale per uno stadio moderno con tanto di parcheggio”.

Sandro Sanvenero
“La mia famiglia vive a Marola dal 1780, quindi conosco bene l’argomento. Le aree militari sono un terzo della città, una quantità enorme, ma rimanendo su tema ambientale bisogna dire che per un sindaco e una amministrazione ci sono opportunità per elaborare progetti di bonifica per asbesto e altre tipologie di inquinanti”.

Piera Sommovigo
“Mi pare che siamo tutti concordi su metodo col quale interfacciarsi con la Marina e questo vuol dire che l’amministrazione avrebbe potuto avviare un tavolo nel rispetto del ruolo della Marina, ma con autorevolezza e idee chiare. Quando si andrà a discutere bisognerà porre il fatto che è innegabile che gran parte degli spazi sono inutilizzati e che ci sono problemi di inquinamento. E’ possibile bonificare e restituire alcune aree alla città. Sarà un impegno da mettere in atto nei primi giorni di mandato. Invece da Peracchini abbiamo assistito a cinque anni di totale assenza anche sotto questo punto di vista”.

Pitelli e area ex Ip, due ferite ambientali che non sono ancora state bonificate completamente. Come agire? E come rendere Asl e Arpal più coordinate?

Piera Sommovigo
“Pitelli è un Sin che nell’ambito della riperimetrazione ha visto passare l’ambito delle bonifiche sotto il cappello regionale, quindi bisogna rivolgersi alla Regione. E non dimcntichiamo che non abbiamo un Puc, strumento necessario per la pianificazione e quindi per lo sviluppo. Riguardo all’area ex Ip, quando nel 2017 vennero dimezzati gli indici edificatori sono partiti due contenziosi, ma con il Puc è decaduta anche la questione. Ora perà la proprietà dell’area è in concordato, bisognerà vedere cosa succede. Noi abbiamo pensato l’area come bosco urbano, anche per consentire di rimuovere gli inquinanti attraverso le piante. E purtroppo anche per quanto concerne l’organizzazione di Arpal dobbiamo bussare in Regione: il problema non sono le competenze del personale, anzi, ma il fatto che sia stato svilito il ruolo degli uffici tecnici”.

Sandro Sanvenero
“Ci sono sempre giochini all’italiana su queste situazioni. Il sindaco è la massima autorità sanitaria e la Conferenza dei sindaci ha poteri di indirizzo politico e programmatico, quindi detta cosa fare al direttore generale della Asl e può valutarne l’operato sino a poterne chiedere la rimozione. Il sindaco del capoluogo e la Conferenza dei sindaci, che presiede, hanno un enorme potere su Asl, che deve elaborare i dati raccolti da Arpal. Ed è sempre il sindaco che deve verificare che ci sia un giusto rapporto tra le due aziende”.

Gaetano Russo
“Su Pitelli e sull’area ex Ip dobbiamo vigilare con attenzione”.

Paolo Pazzaglia
“Rinuncio a rispondere in cambio del voto di tutti i presenti” (con tono scherzoso).

Luca Locci
“Parlando di bonifiche, io vorrei una bonifica della politica italiana e spezzina, dagli amministratori incapaci e dagli imprenditori corrotti. Spero in una accoppiata vincente tra procuratore e giudice che possa portare avanti questa partita. Inoltre bisogna stare attenti alle bonifiche fatte male o per finta, perché risultano pericolose per la salute delle persone”.

Nanni Grazzini
“Le norme ci sono, occorre qualcuno che le faccia osservare con autorevolezza. La Regione deve dare l’input per le bonifiche a Pitelli. Non è vero, a differenza di quel che dice Peracchini, che un sindaco non ha potere sull’Asl. Abbiamo un sindaco che parla pubblicamente degli emolumenti del direttore generale della Asl dicendo che ogni anno guadagna 250mila euro, quando sono meno della metà, dimstrando così solamente tutta la sua  approssimazione e la sua scarsa autorevolezza. Infatti è prono a Genova e consente alla Regione di fare ogni cosa, come spostare 25 milioni di euro per il nuovo ospedale spezzino su altre opere nel Ponente ligure. E mentre il nuovo ospedale è tornato indietro alla gara d’appalto, serve masima attenzione al Sant’Andrea, dove oltre al personale mancano l’acqua calda e tante altre cose. Scusate se sono andato fuori tema, ma questo è l’argomento numero uno”.

Scaduto l’ultimo minuto del tempo a disposizione prima che l’auditorium chiudesse, Sarti ha concluso affermando che Legambiente si ritiene soddisfatta dell’incontro e che resta disponibile a incontrare singolarmente i candidati che non si sono presentati oggi.

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