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Lerici

Un piano di valorizzazione del castello che immagina un collegamento tra piazza e cortile interno

Il Comune partecipa al bando ministeriale che concede contributi fino a 200mila euro a sostegno delle piccole e medie città d'arte e dei borghi. Tre le fasi del progetto: contenuto museale, percorso museale e accessibilità.

E' il 2 Giugno, il tricolore sul castello di Lerici

Nel dicembre 2021 il Ministero dell’Interno ha individuato i Comuni che possono concorrere all’assegnazione del fondo a sostegno delle piccole e medie città d’arte e dei borghi, approvando contestualmente anche il bando per la concessione delle risorse. Tra i Comuni individuati dal Ministero, anche quello di Lerici, in quanto rispondente ai requisiti richiesti, ovvero popolazione inferiore alle 60mila unità; presenza dell’ente nella ‘Classificazione Istat dei Comuni italiani in base alla categoria turistica prevalente’ determinata da vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica, ancorché non esclusiva; diminuzione superiore alle 50mila unità delle presenze nelle strutture turistico-ricettive del territorio comunale negli anni 2019 e 2020, dato Istat.
L’amministrazione comunale di Lerici ha quindi deciso di provare a intercettare le risorse, procedendo a questo fine a una revisione e integrazione del progetto per la valorizzazione del castello realizzato dall’architetto Joshua Pagano e approvato dalla giunta nel dicembre 2021, in modo da renderlo più conforme alle finalità richieste dal bando e all’importo massimo ammissibile, pari a 200mila euro.

“Il progetto di riqualificazione del percorso museale del castello di Lerici è stato ispirato dall’osservazione della sua condizione attuale e dalla volontà di valorizzarne i punti di forza, dando soluzione ad alcune criticità: l’edificio è svuotato di un suo contenuto museale e i visitatori al Castello ricevono poche informazioni utili per immergersi nella storia che il castello tramanda e di cui è emblema. Il percorso museale del Castello comprende, inoltre, un camminamento esterno che ne circoscrive la base, tale percorso è in parte inaccessibile e chiuso al pubblico: l’accessibilità al castello, che inizia dal lungomare e termina nella terrazza panoramica del castello, ad oggi non è garantita per via delle barriere architettoniche costituenti il complesso”, si legge nella premessa del progetto, ricalibrato dall’arch. Pagano, autore della proposta originaria.

Il progetto di riqualificazione preparato per rispondere al bando ha valore complessivo di 193mila euro ed è suddiviso in tre fasi di crescita e sviluppo. La prima riguarda il contenuto museale, in particolare, spiega l’elaborato, “l’inserimento di un contenuto museale che metta in luce la storia stessa del castello e permetta all’edificio di tornare ad avere una sua identità e funzione vitale per Lerici. Per questa prima fase si prevede l’installazione permanente di contenuti quali: video museali che raccontino la struttura architettonica, le tradizioni popolari, la storia recente del castello; digitalizzazione degli ambienti e loro reinterpretazione in chiave artistica; installazione di schermi per dare vita e voce a personaggi storici che hanno calcato il suolo lericino quali Andrea Doria, Percy Shelley, e personaggi della storia catturati e imprigionati al castello stesso quale il Re di Francia Francesco I, catturato dopo la battaglia di Pavia nel 1525; proiezioni e illuminazioni artistiche, da prevedere in aperture serali, che propongano un nuovo volto del castello; modello architettonico e foto storiche del castello; souvenir del castello e di monumenti caratteristici del Golfo dei Poeti da vendere all’ingresso/uscita dal castello. Il contenuto museale è stato studiato e interpretato per assecondare esigenze già esistenti quali la possibilità di ospitare mostre, esposizioni temporanee, eventi dell’amministrazione comunale e di privati, e si propone l’obiettivo di restituire a cittadini e turisti un Castello capace di raccontare sé stesso e la sua storia attraverso una valorizzazione, discreta e non invasiva, che metta in luce la sua architettura e i suoi luoghi. La proposta di utilizzare luci, contenuti digitali e sfruttare le strutture preesistenti nasce dalla volontà di garantire la versatilità dello spazio: la strumentazione permette di riempire senza occupare materialmente gli ambienti, di modificare facilmente i contenuti per ogni necessità, e restituire al visitatore una esperienza immersiva totale”.

 

Castello di Lerici, immagini dal progetto di valorizzazione dell'arch. Pagano

Immagine dal progetto.

 

Seconda fase, il percorso museale. “Con l’inserimento dei contenuti – si legge -, gli spazi all’interno e all’esterno del castello possono man mano essere recuperati, migliorati, salvaguardati e riaperti al pubblico. La gestione del percorso museale dipenderà dalla riapertura e messa in sicurezza di questi ultimi, quali: il camminamento esterno comprendente il belvedere ‘De Andrè’ e la passeggiata sul fronte rivolto a Sud ove si ricollega alla piazza San Giorgio. Possono essere studiate diverse possibilità di adattamento del complesso architettonico per una sua legittima fruizione e visitabilità. Una proposta progettuale potrebbe essere l’inserimento di un pre-ingresso esterno, da collocare lungo il camminamento appena prima delle due scalinate che portano all’entrata e al percorso esterno sorvegliato e tutelato del museo. All’interno del castello spazi quali l’ingresso, la stanza delle due torri e la casa dell’ammiraglio possono essere recuperati e salvaguardati in funzione di una loro visibilità in sicurezza. La pavimentazione a ciottoli dell’ingresso può essere salvaguardata mediante un restauro conservativo e una struttura tipica dei reperti archeologici che permettono il calpestio e l’osservazione, evitando scomodi inciampamenti e usura nel tempo; le pareti interne della stanza delle due torri, che ospitano quadri elettrici, tubazioni e l’impianto di antincendio, possono essere studiate per ospitare pannelli e/o tende ignifughe che coprano l’impiantistica e permettano al visitatore di immergersi in una delle stanze di maggior fascino architettonico e culturale. La casa dell’ammiraglio, costituita da 2 locali al piano terrazzo e altri 2 locali al primo piano, avente la cucina industriale, può essere utilizzato come punto ristoro del percorso museale ed essere utilizzato per tale scopo oltre che servizio, amministrazione e di centro informazione, mentre la riqualificazione del terrazzino sopra di esso può ampliare l’offerta di vedute che il castello possiede”.

Terza fase, l’accessibilità. “Nell’ottica di abbattere le barriere architettoniche del Castello di Lerici e garantire un percorso veloce e diretto tra Piazza San Giorgio e la terrazza panoramica del Castello, il tema dell’accessibilità affronta la questione della restituzione digitale degli ambienti del Castello chiusi da tamponamenti interni, come mostrano le foto qui in basso. Questi tre ambienti, di cui due si possono cogliere le tracce architettoniche dalla facciata del Castello verso Piazza San Giorgio, sono inaccessibili per via di tamponamenti avvenuti in passato. Una loro indagine è indispensabile per avanzare l’ipotesi di un loro reintegro nel percorso museale del Castello”.

Castello di Lerici, immagini dal progetto di valorizzazione dell'arch. Pagano

Immagine dal progetto.

In particolare, c’è un ragionamento su uno spazio definito ‘ambiente soppalco Livello 1’ (foto sopra), il quale “se si rivelasse idoneo ad un suo utilizzo, l’ipotesi di collegare Piazza San Giorgio al Cortile Interno del Castello, ovviando le problematiche dovute alla percorribilità del percorso esterno del Castello, può concretizzarsi attraverso la rimozione del tamponamento della postierla in facciata e il muro che racchiude l’estremità del Cortile Interno del Castello. L’idea progettuale nasce per esigenze concrete, ossia abbattere le barriere architettoniche intrinseche del Castello, essendo quest’ultimo costruito per essere inaccessibile per sua natura architettonica. Sulla facciata verticale del Castello lato Piazza San Giorgio, appena sopra l’incamiciatura cinquecentesca, è ancora visibile l’antica postierla, ovvero l’ingresso secondario raggiungibile grazie a marchingegni in legno. Tale porta è pressoché in quota, con il cortile interno del Castello. Il collegamento oltre la porta in Piazza San Giorgio fino al cortile interno è da studiare e analizzare con la massima disciplina tecnica e scientifica, in quanto rimane tutt’oggi un mistero quali spazi conservano le mura in quel punto del Castello e il loro stato di conservazione e integrità strutturale. Una struttura leggera in Piazza San Giorgio, concepita riprendendo i 5 archi del Castello in modo da richiamare il contesto monumentale, collegherebbe mediante una piattaforma elevatrice dalla quota della piazza fino alla quota della porta ossia del nuovo ingresso. Tale intervento può favorire un riassetto dello spazio pubblico della piazza. L’obiettivo progettuale è quello di garantire l’accessibilità e la visitabilità ad un disabile in carrozzina: dalla Piazza San Giorgio fino alla terrazza panoramica. Oltre prevedere dei montascale interni e/o rampe, il collegamento verticale avviene nel cortile interno, dove un ascensore può essere collocato a ridosso della struttura in acciaio e in prossimità del muro che delimita il cortile stesso: dal piano delle teche al soppalco superiore, bucando la copertura in vetro che chiude il cortile fino a raggiungere la terrazza panoramica”.

Il progetto prevede una ricerca storica e un’analisi del costruito nonché due indagini scientifiche, una da condurre con tecnologie non invasive, una con tecnologie invasive, il tutto con il contributo del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova.

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