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Parte la sperimentazione

Una seconda card per il Parco nazionale delle Cinque Terre che integrerà traghetti e treni

Nella giornata di ieri si è riunito il consiglio direttivo del Parco nell'ambito del quale è stata presentata la Carta degli Stati generali ed è stato toccato anche il tema degli ungulati. L'ente lavora sull'individuazione delle zone dove vengono abbandonati i rifiuti per poi agire con controlli più incisivi.

Una carta blu che integra traghetti e treni per raggiungere il Parco nazionale delle Cinque Terre. Nello specifico sarà una seconda Cinque Terre card e si concentrerà sulla mobilità.  Verrà lanciata in via sperimentale e andrà unire i servizi via mare e su rotaia. In questa fase verranno distribuite un massimo di 200 card al giorno e servirà al Parco nazionale per capire quanta richiesta potrebbe avere. Per attuarlo verrà stipulato un accordo con il Consorzio marittimo Cinque Terre Golfo dei Poeti. Al termine della sperimentazione e in base ai risultati la carta potrebbe diventare un elemento fisso delle offerte.

L’azione rientra nel tema della gestione dei flussi assieme alla conferma a un massimo di 15 persone il numero della composizione dei gruppi partecipanti alle visite guidate organizzate dal Parco sulla rete sentieristica Rel. “Il provvedimento mutuato dal Parco dal protocollo di Federparchi – spiegano dal Parco – e già adottato negli anni scorsi per il contenimento dei contagi e la protezione individuale dal virus da Covid 19, si è dimostrato anche efficace nell’offrire ai visitatori esperienze di fruizione più immersive, grazie a numeri contenuti, di minor impatto sulla rete sentieristica e sugli ambienti naturali dell’area protetta. Sempre per quanto riguarda la rete sentieristica resta a 15 persone la formazione dei gruppi da parte delle guide ambientali escursionistiche”.

Sono solo alcuni dei punti messi in evidenza nell’ambito del Consiglio direttivo del Parco nazionale delle Cinque Terre, che si è tenuto nella giornata di ieri nel corso del quale è stata presentata la Carta degli Stati generali. “Il documento sintetizza le visioni, le proposte e gli scenari emersi dai tavoli di lavoro partecipati, organizzati il 30 settembre scorso in occasione Stati Generali del Parco, alla presenza di tra portatori di interesse e istituzioni- spiega il Parco nazionale – promossi in collaborazione con Regione Liguria, in continuità con il primo appuntamento avvenuto a Genova nel 2019, gli Stati Generali sono stati individuati dal Parco come lo strumento strategico per consentire il più ampio coinvolgimento dei portatori di interesse nella governance del territorio, sullo sfondo dell’auspicata transizione socio economica ed ecologica. I contenuti e lo stato di avanzamento delle proposte emerse, nei settori agricoltura, attività tradizionali di terra e di mare, turismo e mobilità consiglieri ed è stata avanzata una proposta di riconvocazione periodica dei tavoli di consultazione, nei mesi di ottobre e marzo prossimi”.

Il Parco si è focalizzato anche sul tema degli ungulati. Quest’ultimo punto andrà approfondito e non è da escludere che il Parco si orienterà con nuove azioni di controllo al fine di individuare con maggiore incisività le aree soggette, più spesso, all’abbandono dei rifiuti. La presenza dell’immondizia rappresenta un elemento fortemente attrattivo soprattutto per i cinghiali che sistematicamente, di anno in anno, provocano danni ingenti ai terrazzamenti. Il Parco starebbe ragionando su controlli più incisivi ma per portare a termine questo obiettivo ne discuterà approfonditamente nel prossimo consiglio direttivo.

Nell’ambito dell’incontro il consiglio ha preso atto della nomina del membro designato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, l’Arch. Giuseppe La Face, “figura di grande competenza che va a completare la composizione dando piena operatività all’organo di vertice del Parco, anche in un comparto vitale e strategico come quello agricolo” come ha sottolineato la Presidente, Donatella Bianchi.

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