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"almeno ce lo dicano apertamente"

Porto Venere, l’opposizione: “Il Parco non compare nell’ultima iniziativa regionale. Prosegue lo stillicidio: il Comune lo vuole annientare”

Porto Venere, incanto d'autunno

“Un recente post della pagina Facebook “La mia Liguria”, ovvero una delle pagine social della Regione, inerente la Giornata europea dei Parchi, conferma il macabro presagio che da tempo aleggia attorno al Parco naturale regionale di Porto Venere.

Il Parco, istituito nel settembre 2001, che ha superficie terrestre di circa 280 ettari, e 130 di area marina, non appare infatti nell’elenco dei “Parchi della Liguria” che aderiscono all’iniziativa del 24 maggio, che esercita, evidentemente, anche notevole richiamo dal punto di vista turistico.

Singolarmente sarebbe cosa di poco conto, una svista, la mancanza di un profilo social linkabile, ma essa rappresenta un ulteriore goccia dello stillicidio che sta portando, verosimilmente, all’annientamento di questo Parco, e soprattutto del potenziale promozionale che esso avrebbe potuto rappresentare.

Da tempo non esiste personale specificatamente dedicato, da tempo non si vedono iniziative che siano organizzate in nome di quell’ente (nel sito le ultime iniziative programmate sono del 2017/18), non si è voluto o saputo tenere aperto il Cea (Centro di educazione ambientale) sito sulla sommità dell’isola nelle ex Batteria Semaforo, non si può liberamente accedere a Torre Umberto I se non affittandola per eventi privati (per i quali invece non si è lesinato a spendere, per adeguare le cucine site internamente) tanto meno si è saputo mettere a sistema il patrimonio fortificato presente proponendo un percorso tematico, come ampiamente suggerito da alcune associazioni locali negli scorsi anni) così come non si ha più notizia della “stanza dei suoni” sita al suo interno.

La parola “Parco” è sostanzialmente scomparsa anche dalle pratiche di pianificazione territoriale discusse in consiglio, sostituita dai termini “master plan” e “valorizzazione” (salvo poi proporre di mettere in vendita 1.000 mq di terreno a poco più di 500 euro), o se vi appare (come nel recente consiglio per la revisione del piano del parco stesso) è un passaggio burocratico o poco più.

Tanto meno appare, in questo caso in compagnia dell’intero ente comunale gestore, nel processo di apertura al turismo che sta interessando l’isola del Tino, isola che ricade nel territorio del parco stesso, ma la cui programmazione futura, interessante ma delicata, viene orchestrata da soggetti sostanzialmente esterni al Comune stesso.

Sono segnali che confermano il poco interesse di questa amministrazione verso questo ente e verso le potenzialità che potrebbe offrire sia in termini di tutela, gestione e controllo del territorio, sia di aiuto per criticità quali il crollo dei muretti a secco collinari o il recupero di alcune colture, come largamente dimostrato dal vicino parco nazionale delle 5 terre, sia infine di semplice promozione turistica, aspetto così poco ricercato da non prevedere neppure una semplice pagina social.

Ci chiediamo quindi se questo sia un preambolo allo smantellamento definitivo dell’ente, cosa che, quantomeno, bisognerebbe avere l’onestà di dire con chiarezza”.

Il gruppo consigliare Porto Venere bene comune

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